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mercoledì 15 gennaio 2020

1970 - Heavy Metal is born (?) -Venerdì 17 ore 20.30 garageradio.eu

In un modo o nell'altro, per convenzione o altro, è nozione comune che i Black Sabbath siano stati il primo gruppo metal, e il primo disco metal il loro monimo debutto del 1970. In realtà il termine sarebbe stato usato per la prima volta su Creem nel 1971, a proposito di Kingdom Come dei Sir Lord Baltimore, album anch'esso del 1970. Sempre nel 1970 escono Population II di Randy Holden, di fama Blue Cheer, e Climbing dei Mountain
E' anche l'anno di Fun House degli Stooges, per cui lascerei la parola a Henry Rollins
“How the Stooges could have topped their self-titled first album is beyond me: It is perfection, but it is quite restrained compared to the feral, unleashed-from-its-cage hungry animal that is Fun House. …The first few seconds of the opening track, “Down on the Street,” are the definition of disinterested badassity. …This album is as brutal as a hyena with its jaws clamped on the throat of an impala. …It is a perfect album, timeless, peerless.”

E' l'anno di Led Zeppelin III, di In Rock dei Deep Purple, di Fire And Water dei Free.
Globalmente un esplosione di hard rock, riff di chitarre distorte.
Comunque qualche ragione per la fama del debutto dei Black Sabbath c'è. Più di qualche ragione, e in primo luogo Black Sabbath, il brano. Un riff irriversibilmente entrato nella storia, l'accordatura ribassata, il tritono, la campana a morto. Da qualche parte è scritto che nel 69 quando uscìil primo Zep Ozzy Osbourne chiese a Tony Iommi "Hai sentito quanto è pesante il disco dei nuovi Yardbirds?" e Iommi rispose "Il nostro sarà ancora più pesante". Detto, fatto. Il debutto dei Sabbath non ha perso un grammo di fascino, a 50 anni dalla sua uscita. La band mostra pienamente le sue radici blues-jazz, ma il suono asciutto, senza tastiere, la pesantezza dei riff, una personalità e identità perfettamente riconoscibile. Un disco che se non è l'atto di nascita dell'heavy metal ha dato origine al doom, e non solo: l'influenza dei Black Sabbath si spinge fino all'hardcore punk (i Black Flag di My War) e da lì al grunge e allo stoner. Oggi non c'è in giro un clone dei Deep Purple o degli Stooges. Ce n'è uno degli Zep. Quelli dei Black Sabbath non si contano.

domenica 15 dicembre 2019

FERA di fine 2019 - Venerdì 20 dicembre ore 20.30 garageradio.eu

FERA conclude il suo quinto anno. Il resto della sesta stagione non mancherà di ospiti in studio e in collegamento, a regola (perché ormai qualsiasi programmazione salta che è un piacere, quindi inutile stargli dietro). L'anno prossimo saranno passati 40 anni dal 1980, l'anno ufficiale dei grandi debutti su album della NWOBHM. Etichetta creata dalla stampa, forse, ma che fondamentalmente sta in piedi per molti motivi.
Se da una parte il gruppi NWOBHM marcavano una rivoluzione, dall'altra la loro continuità con l'hard rock dei settanta, inteso in senso lato, era dichiarata e innegabile.
Quindi per concludere il 2019 una scaletta che percorre quel particolare paesaggio sonoro tra 70 e 80, un paesaggio centrato sui suoni di chitarra: l'iconicità dell'axeman è un fenomeno strettamente collegato a quel periodo tra fine 70 e primissimi 80 (dopo si parlerà di guitar hero, che era un po' un'altra cosa). E più delle Stratocaster di Hendrix e Blackmore per quel che riguarda l'immagine la cosa fu simbolizzata dalla Flying V.

venerdì 13 dicembre 2019

Route 69. Il 1969 a 33 giri - con Mox Cristadoro, venerdì 13 dicembre ore 20.30 Garageradio.eu

Ho visto che i "libri di recensioni" costituiscono ormai una nicchia di mercato stabile nel tempo. Personalmente ho sempre trovato la recensione un genere largamente sopravvalutato già nella cosiddetta "golden age" delle riviste metal, e nel mio periodo su Flash avevo sviluppato una certa allergia nei confronti dell'oggetto.
Ma con Route 69. Il 1969 a 33 giri Mox compie una diversa operazione: raccontare il 1969 tramite le uscite discografiche di quell'anno. E inutile precisare che si tratta di un anno cruciale: a Woodstock nei fatti il rock dei '60 celebra contemporaneamente il suo apogeo e l'inizio della sua fine.

Con i '70 alle porte i grandi gruppi prog sono già una realtà, e quelli hard rock pure. E' un anno in cui la marea cambia il suo flusso, e che alcuni segnano come anno di nascita dell'heavy metal a causa dell'uscita dei primi due Led Zeppelin.
Di questo ed altro parlerò stasera con Mox, accompagnando una carrellata di suoni 1969


venerdì 29 novembre 2019

Il giovane Heavy Metal e suo zio il Prog - Venerdì 29 novembre ore 20.30 garageradio.eu

La generazione "venuta su" con il periodo classico dell'heavy metal (1978-1983) era largamente cosciente della propria "genealogia". Da una parte l'hard rock di fine '60, primi '70, e quindi l'ascendenza blues. Dall'altra quella progressive. Molto prima di leggere le interviste dei vari Steve Harris, Biff Byford etc che parlavano del prog come di una delle loro influenze, l'adolescente che nei primissimi anni 80 si leggeva le pagine di hard rock e heavy metal di Rockerilla orecchiava i nomi di Il Balletto di Bronzo, High Tide, Quatermass, Black Widow, ELP, Nice (in pratica la playlist prog di Beppe Riva). Per un qualche motivo invariabilmente si aggiungevano i King Crimson. Poi era un po' difficile a fine 70 e con una precoce passione per l'horror non incappare per esempio nell'incrocio tra il cinema di Dario Argento e il prog non solo italiano (erano tempi in cui in prima serata poteva passare un video con Keith Emerson che faceva Mater Tenebrarum, e all'epoca era un discreto spettacolo). Genesis Queen e Yes invece erano singoli pop su Video Music. Ma che dire dei due LP della Ian Gillan Band, di cui si andava alla ricerca tra i dischi usati? Poi c'erano i Rush, che erano una cosa a parte.
La faccenda non è che sia priva di fondamenti solidi. In primo luogo i riffoni leggendari : roba di cui King Crimson e ELP (questi magari rubandoli ad un autore classico) erano più che capaci, visto che hanno prodotto almeno un paio dei riff più memorabili della storia del rock. Poi l'inclinazione gotica, dark: tonalità minori in abbondanza, un tritono buttato lì non senza premeditazione, e via dicendo. C'è una zona di confine tra prog e metal, dice Steve Hackett, e viene immediatamente da dargli ragione:


I take off my cap to heavy metal because what you normally find is guys playing it in their spare time and they were listeneing to many different kinds of music including what is now known as progressive, so you know somewhere between heavy metal and progressive there is a meeting place in music. (1)

E riguardo il "dark side", Michael Giles, batterista e fondatore dei King Crimson, dice riguardo alle recensioni del gruppo tra fine 60 e primi 70:

Ricordo che la parola "evil" fu usata. Qualcosa (di quello che facevano, NdA) suona malvagio, devo ammetterlo,  ma musicalmente volevamo fare qualcosa di differente, suonare musica che nessuno aveva mai sentito. In termini di "progresso" si può dire che gli Who nei primi ‘60, i Led Zeppelin stavano facendo le loro cose, che senso aveva copiarli o fare alcunché di simile, il lato oscuro è sempre attraente, no? (1)

Già: help me in my search for knowledge, i must learn the secret art...

(1) Sam Dunn, Metal Evolution: Prog Metal (Banger Films, 2006)

sabato 16 novembre 2019

1989: hardcore, punk post hardcore - Part II - venerdì 22 novembre ore 20.30 garageradio.eu

Nel buttar giù la scaletta dello scorso venerdì mi sono accorto che restava fuori molto materiale, e che soprattutto non ho parlato di Bad Religion, che nel 1989 escono con No Control. E dei NOFX , per cui è l'anno di S&M Airlines. E dei Vandals, che escono con Slippery When Ill, degli Offspring, che debuttano con un album omonimo, degli Screaching Weasel per cui è l'anno dell'EP Punkhouse.
Insomma, ho tralasciato i gruppi di area "HC melodico", e diversi gruppi Lookout, una vera e propria rimozione.
Le ragioni della rimozione le conosco fin troppo bene: sono tutti nomi legati a doppio filo all'esplosione commerciale del pop punk a metà anni 90. Un passaggio non banale, visto che si tratta di gruppi che dal primo all'ultimo avevano radici nell'underground punk-hc. Intendiamoci, non c'è niente di male nel successo commerciale, il punto è come ci si arriva e cosa si fa dopo averlo ottenuto. E in media quello che è successo è che a metà anni 90 il punk erano i Green Day e innumerevoli gruppi piuttosto simili tra loro, tutti "punk" e tutti pop. E considerato quel che era stato il punk degli 80 (cioè fondamentalmente l'HC) il passaggio portò con se una pesante perdita o rimozione di "valori": la completa sterilizzazione del termine "punk", che diventava un'oggetto da commerciare come qualsiasi altro a chiunque (e chiunque lo comprava, perché di moda). Lasciavi passare qualche anno e ti ritrovavi in giro roba tipo My Chemical Romance.

Comunque poco da fare: Bad Religion e NOFX erano hc. I Bad Religion girarono l'Europa, in quegli anni, e i loro concerti erano concerti hc a tutti gli effetti, nei luoghi dell'hc ai tempi. E infatti finirono nelle cassette di Tribal Entarteinment,che tirava fuori Tribal Area una videozine tedesca che costituisce una buona panoramica di quel periodo. Ho ancora questa videocassetta:




domenica 10 novembre 2019

1989: HC, post HC, punk, crossover - Venerdì ore 20.30 garageradio.eu


Non sempice parlare del 1989. Per questo il post arriva alla fine dell'anno invece che al suo inizio.
Era nell'aria, ed è assolutamente evidente a posteriori, che la spinta propulsiva partita nei primi anni del decennio si stava esaurendo. Per l'HC italiano era di fatto esaurita. Lo cantavano i Kina in Questi Anni. Ma il circuito dell'underground esisteva ancora, esisteva ancora una "scena". Era tutto cambiato rispetto a 5 anni prima, la distanza dai tempi della chiusura del Virus e della nascita del Victor Charlie era chiaramente percepibile.  E grande, in tempi di "informazione lenta". Tanto grande che i Negazione uscirono con The Wild Bunch - The early days, scelta non precisamente commerciale: una fetta del pubblico presente della band non aveva idea dei suoi esordi, e la cassetta Il mucchio selvaggio era ormai irreperibile se non in un già sviuppato mercato del collezionismo.

Sia i gruppi rimasti che quel che gli girava attorno guardavano avanti. Isola Nel Kantiere, Leoncavallo (che fu sgomberato quell'anno), Macchia Nera, Forte Prenestino erano i nodi principali della rete italiana. Posti che hanno lasciato una traccia, e profonda. Macchia Nera per me era "casa", e a Isola Nel Kantiere mi senti a casa appena ci misi piede. Paradossalmente a 22 anni ero uno dei "veterani", visto che buona parte della generazione precedente, quelli che in Toscana avevano creato GDHC, era passata nelle retrovie, con le loro vite ad altri snodi che richiedevano altre priorità.
Comunque tanti, tanti concerti, anche se perlopiù erano di gruppi esteri. E alcuni concerti immensi ed assolutamente memorabili:  Jingo de Lunch, Victims Family, No Means No, Rollins Band, Fugazi, Murphy's Law (posso fare confusione al riguardo tra '89 e '90)
Comincerei ad affrontare il tema partendo da crossover, inteso come incrocio tra hc e metal. A parte i Wehrmacht che continuano sulla strada di incrocio tra ultravelocità e divertimento (Biermacht), il vocabolo si identifica con una buona fetta di quel che esce da NY (e Boston). Per esempio l'esordio di Sick Of It All, Blood Sweat And No Tears, che in molti punti mostra chiarissimi debiti nei confronti dei primi Crumbsuckers, o il secondo atto di Murphy's Law, Back With A Bong, per quanto accentuasse i contenuti ska. I Cro Mags di Best Wishes poi sono del tutto metallizzati. La metallizzazione totale dell'HC sarà uno dei tratti degli anni 90, con poche eccezioni a mantenere radici etichettabili come punk (SOIA, appunto, Rorschach, H2O, Born Against e una manciata di gruppi youth crew). Per quanto il metal sia dilagato nel suono dei gruppi NYHC, c'è chi è molto meno affetto dall'epidemia rispetto ad altri. Per esempio i Token Entry con il loro secondo grande vinile, Jaybird. O i Gorilla Biscuits, che escono con Start Today.
Start Today non è solo l'ultimo grande disco di NYHC, ma forse il suo più grande. La sua fama negli anni ha ben pochi paragoni, anche se la sua influenza non è stata così profonda. I Gorilla Biscuits mescolavano a una base indiscutibilmente NYHC suggestioni che venivano da Dag Nasty e 7 Seconds. Il risultato su lp fu qualcosa ancora ascoltatissimo, citato e amato a 30 anni di distanza.
A Boston il gruppo per eccellenza sono ormai gli Slapshot, ma le cose si muovono in più sensi. Se veterani come i Jerry's Kids riemergono dal nulla per consegnare un velocissimo Kill Kill Kll, come fossimo ancora nell'84. i Gang Green sono ormai approdati nel giro metal, abbastanza vicino al mainstream e escono con Older Budweiser su Roadrunner, un po' meno metal del precente, ma non troppo (il fuoco di Another Wasted Night sembra irrecuperabile). Sam Black Church debuttano  con Unincorporated, combinando una parte strumentale metalizzata con una voce con forti sfumature di Bad Brains. Taang!. l'etichetta bostoniana per eccellenza, non sta con le mani in mano. E' dall'87 che sta facendo uscire i Lemonheads, band post hc bostoniana, che nell'89 sono al loro terzo vinile con Lick. Per Taang! escono nel 1989 il debutto su EP e poi il full lenght album dei Bullet LaVolta,Gift- un post HC decisamente energico e un buon lavoro, me li ricordo con un live act assolutamente eccellente. Ma soprattutto l'indie bostoniana fa debuttare i Mighty Mighty Bosstones con l'EP Devil's Night Out (il loro succesivo More Noise And Other Disturbances diventerà uno standard dello ska-punk).
In California la stagione dell' HC vero e proprio è finita da circa 3 anni. Il gruppo HC popolare tra gli skaters sono i Bl'ast!, che nell'89 arrivano al terzo vinile con Take the Manic Ride. La scena per eccellenza è quella di 924 Gilman St. , e di hardcore dentro ce ne è sempre meno: i Christ On Parade nel 1989 si sciolgono dopo un tour europeo, gli Isocracy cambiano pelle per trasformarsi nell'act post hc Samiam, che debutta con Underground.  Restano in giro gli Econochrist e soprattutto i Neurosis, che nell'89 escono con l'ep Aberration (da un certo punto di vista la prova generale di The Word as Law), su Lookout Records, ovviamente. La stessa Lookout fa debuttare i Green Day con il 7' 1000 hours, e stampa l'unico grande album di Operation Ivy. Energy . L'incrocio tra ska e punk di Operation Ivy, melodico e ruvido, resta ad oggi qualcosa di unico.
Nella California del sud i D.I. stanno continuando a vivere una stagione felicemente attiva e escono con l'ottimo Tragedy Again - sono praticamente l'unico dei gruppi di Orange County ancora in circolazione.
A Chicago i Naked Raygun continuano la storia, di cui Understand? non è uno dei capitoli più importanti.
I Bad Brains escono con Quickness , bell'album che si trascinò dietro una scia di polemiche per supposti contenuti razzisti e omofobici. Fu il loro best seller, ma guardando i suoi due predecessori resta dietro sia a Ruck For Light che a I agaist I.
E veniamo all'Italia.
I Raw Power escono con Mine To Kill, album molto, molto metal, inciso a Londra, che soffrì di una produzione largamente discutibile.
I già citati Negazione sono in piena evoluzione: con l'EP Behind The Door esplorano nuove strade, arrivando ad inserire elementi funky e un acustico strumentale. L'EP conteneva Sempre In Bilico, che fu anche stampato come singolo 7'. Complessivamente la loro cosa meno amata. a differenza del successivo 100%, nonostante un grande pezzo come La Nostra Vita
Ma il grande singolo nel 1989 è Growing Pain degli Upset Noise. La loro capacità di fotografare un'istantanea del punk italiano "comin' of age" sarà superata solo dai Kina.
Il 1989 è l'anno di Se Ho Vinto, Se Ho Perso. I Kina arrivavano al crepuscolo dell'HC anni 80 per scriverne uno dei grandi capitoli. E non dico "grandi" a caso: in questa reunion 2019 sotto il palco c'è gente che quando l'album è uscito non era ancora nata, e conosce a memoria le parole dei pezzi. E con ciò ho detto tutto.
Non si può non citare un'altro grande vinile, Cattivi Maestri dei Peggio Punx, frutto della loro riunione del 1989. E' quasi una testimonianza "postuma" della stagione 81-86 dal punto di vista dei contenuti (e quindi per me, all'epoca, più che benvenuta). "con Cattivi Maestri abbiamo concluso un’epoca", dichiareranno tre anni fa in un'intervista a Punkadeka .


Oltre tutto ciò il 1989 porta quattro album a cui vorrei dare uno spazio particolare.

I No Means No sono stati un gruppo longevo e molto produttivo. Che fossero geniali era risultato in modo piuttosto chiaro da Small Parts Isolated And Destroyed. Wrong, del 1989, è il loro indiscusso capolavoro. Impossibili da definire musicalmente, indiscutibilmente HC nell'attitudine e nell'energia che sprigionavano sul palco, questi canadesi sono stati uno dei migliori act a girare l'Europa tra fine anni 80 e inizio 90. Wrong non ha un una singola esitazione, un singolo punto debole, con testi costantemente metaforici, paradossali e intensi indissolubilmente intrecciati alla musica, di cui il basso di Rob Wright costituiva una firma assolutamente caratteristica. Su tutti i brani più indimenticabili degli altri The Tower e Rags and bones. Only sheep needs a leader!

Secondo me se i Black Flag hanno avuto degli eredi non sono stati i Bl'ast! ,  ma la prima incredibileRollins Band. Il debutto del monicker era stato nel 1987 con l'incommensurabile Life Time. Nel 1989 con Hard Volume Rollins Band fa il suo primo passo verso l'heavy rock totale di The End Of Silence. Rollins Band non è categorizzabile o etichettabile: post-hc. noise rock, alt-metal: tutte etichette da buttare.

La formazione era unica: Sim Cain implacabile alla batteria, Chris Haskett, uomo dal guitarwork eccezionale, Andrew Weiss, immenso bassista. Theo Van Rock, il quinto uomo, dietro il mixer garantiva suono perfetto in qualsiasi occasione.  In quel periodo la loro cosa era  "rock hard at hard volume", il tutto guidato da uno dei più intensi frontman di tutti i tempi. E chi li ha visti dal vivo tra fine 80 e primi 90 lo sa.

Per i  Jingo de Lunch il 1989 è l'anno del secondo lp, Axe To Grind. E se il mondo girasse con criteri sensati Shot Down avrebbe dovuto essere un singolo che scalava le charts e avere un video in rotazione su MTV. E' in assoluto il loro miglior lavoro, e quello che procurerà loro il passaggio su major. Esu major non scalarono le charts. Era un gran gruppo capace di grande songwriting con una grandissma vocalist, Yvonne Ducksworth. Ma venivano anche dagli squat di Kreutzberg e non erano animali da industria musicale. Con Axe to Grind la band passa dagli esordi vagamente debitori ai Bad Brains di I Against I a un punk rock venato di hard rock tutto loro, con la voce di Yvonne che lo caratterizzava in modo inconfondibile. Anche loro in quel periodo erano tra quelli che guardavano oltre (mi ricordo Yvonne in fissa con i Trouble).


Se i Jingo de Lunch guardavano oltre nel 1989 Ian MacKaye lo faceva dal 1985. I Fugazi sono in piena ascesa. Escono con l'EP Margin Walker e con l'album 13 songs che raccoglie i brani di Margin Walker e quelli del primo omonimo EP del 1988. I Fugazi negli anni 90 saranno il gruppo più corteggiato dai discografici, che proveranno a spedire da MacKaye Henry Rollins e Keith Morris per convincerlo a firmare. Ma i Fugazi resteranno un gruppo indipendente e attacato al DIY, e proprio in quegli anni in cui gli A&R mettevano sotto contratto qualunque cosa uscisse dall'underground, e quasi tutti i gruppi passavano all'incasso, alcuni in modo intelligente, altri in modo stupido (svendendosi in tutti i sensi).