Cinque anni... come passa il tempo. Questa quinta stagione è stata abbastanza convulsa e navigata a vista, eppure le cose di un certo rilievo non sono mancate.
E' stato l'anno dell'inattesa uscita di Fatal Report, che di fatto è stato il mio ritorno su carta stampata metal dopo 26 anni, cioè una mezza vita (qua e qua).
E' stato l'anno di LWC 35 , che poteva essere una cosa ma è venuto fuori un'altra, e comunque bene (al Last White Christmas non c'ero, dato che avevo ancora la testa piena di NWOBHM, Black Sabbath e AC/DC, ma avevo messo piede per la prima volta al Victor Charlie nell'autunoo 83 per vedere i Raff),
E' stata una stagione di belle interviste, ma belle davvero: a Stefano Bettini , Rudy Medea, Dish Is Nein (una a cui tengo particolarmente), Mox Cristadoro , Sergio Milani (e la reunion ad hoc dei Kina per l'uscita del loro documentario è senza dubbio l'evento dell'anno).
E' stata la stagione in cui finalmente sono riuscito a pubblicare un pezzo sui Jester Beast , in occasione della rimasterizzazione di Poetical Freakscream.
Quindi alla fine è venuta fuori una stagione piuttosto intensa, ed è venuta fuori così decisamente per caso, senza alcuna programmazione, molto in stile vecchia scuola HC, se si vuole.
Non è detto che durante l'estate qua sopra non compaia qualche live report, e per la sesta stagione ci risentiremo comunque a settembre.
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Visualizzazione post con etichetta thrash metal. Mostra tutti i post
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giovedì 13 giugno 2019
lunedì 27 maggio 2019
Faster than the speed of light - Venerdì 31 maggio ore 20.30 www.garageradio.eu
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| Sentinel Beast |
A metà anni 80 il virus della velocità era diventato pervasivo nel metal, ed il la era stato dato da gruppi della NWOBHM - Motorhead, Venom, Raven, Jaguar. Nell'83 ancora non si parlava di thrash, e tutti i gruppi che accelleravano alzando sempre più i BPM venivano più o meno etichettati "speed metal".
Ma in breve divenne abbastanza semplice distinguere tra "velocisti" che guardavano oltre la tradizione e quelli che erano rimasti saldamente attaccati agli stilemi dell'heavy metal classico. La cosa non riguardava soltanto la musica. In fin dei conti Detente e Sentinel Beast non sono così diversi, come radici musicali, ma era pressoché impossibile pensare a Debbie Gunn, fan terminale dei primi Maiden, con una t-shirt degli MDC, mentre Dawn Crosby aveva alle sue spalle una militanza punk in Inghilterra. E la differenza viene fuori nelle loro interpretazioni e nei loro testi.
In larga parte si trattava di una frangia californiana, e soprattutto losangelena , quella che manteneva i più stretti legami sonori con l'heavy metal classico. Era evidente che John Cyris aveva come punto di riferimento la vocalità di Rob Halford, per fare un esempio.
Nella seconda metà degli 80 questi suoni divennero sempre più rari, e i gruppi tedeschi che li avevano sposati, primi su tutti gli Helloween, si spostarono sempre di più sulle melodie dando origine a quello che sarà il power metal dei 90.
sabato 3 novembre 2018
1988. thrash Hardcore, crossover
A distanza di 30 anni non è semplice inquadrare il 1988, per quel che riguarda thrash e hc. I germi spuntati nell'anno precendente si stanno sviluppando e, col senno di poi, tutti gli elementi che porteranno alla mutata situazione dei 90 sono in opera e all'opera: la coesistenza di vecchio e di nuovo, la diversità degli impulsi evolutivi (o involutivi).
Il thrash metal di fatto è diventato mainstream. Se non il genere nel suo complesso, i maggiori gruppi che lo hanno fatto partire. In primis, i Metallica. Inutile ripetere qualcosa riguardo al peso che il gruppo ha avuto nella nascita di un genere e nei rapporti tra metal e hardcore punk. Ma And justice for all, non esattamente il primo degli album a cui si pensa, parlando di Metallica, vendette assai di più delle tre precenti pietre miliari. Arrivò al numero 6 nella Billboard 200, dove stazionò per ben 83 settimane. E' su questo risultato che l'anno successivo saranno nominati per i Grammy. Eppure, riascoltato a trenta anni di distanza, lasciate da parte infinite polemiche on line su batteria troppo evidente e basso invisibile, continua a sembrare un'ombra molto appannata di Master Of Puppets, un album messo assieme con gli scampoli di due anni prima, condito da una produzione discutibile. Le cronache parlarono e hanno poi parlato di una band sempre più esaltata dai continui sold out, ma convinta di aver conquistato la vetta alle proprie condizioni. Potremmo dire che non c'è motivo di contestare questa affermazione: il punto è quel che è successo dopo. La presenza come ospite di James Hetfield su Kichigai , ultimo atto dei dei Septic Death (altro ospite Andy Airborne Andersen degli Attitude) è l'ultima traccia di rapporti concreti tra il gruppo e il suo ambiente di provenienza.
Per gli Slayer è tutta un'altra storia. Fare uscire un disco dopo Reign In Blood non era semplice, tutt'altro, anché perché la formula Slayer si era dimostrata comunque più circoscritta, dai confini più stretti, rispetto a quella di Metallica e Megadeth. Gli Slayer riescono comunque a venirne fuori al meglio: rallentano, mettono in mezzo inserti acustici mai sentiti prima da loro, accentuano le le tinte oscure, tirano fuori una cover dei primi Priest: ne viene fuori South Of Heaven. E a distanza di 30 anni se si pone il vinile sul piatto sull'attacco della title track ancora vengono i brividi.
Per i Megadeth è l'anno di So far so good so what. Nonostante Mustaine si sia perso per strada mezzo gruppo, a differenza dei Metallica e come gli Slayer, sa gestire bene il fatto di avere alle proprie spalle Peace Sells. Il disco non è geniale come il suo predecessore, ma comunque veloce e brillantissimo, e non mancano i pezzi memorabili. Vende velocemente quasi mezzo milione di copie (e arriverà al platino).
Overkill: per loro è l'anno di Under the influence. Rat Skates se ne andato l'anno prima: la joint venture Megaforce-Atlantic sul gruppo non gli è piaciuta. Lo racconta nel documentario Born In The Basement, si ritrova in mezzo al tour senza soldi per telefonare a casa, la cosa gli appare insensata, alla fine del tour molla.
Non starò a fare una panoramica di tutte le uscite thrash metal dell'anno. Il tre ormai grandi del thrash tedesco sono in tour e in pausa discografica, idem i Sepultura, che stanno cominciando la loro strada verso la vera notorietà. Per me i fatti più interessanti, a parte Destroy After Use (Jester Beast, da Torino), vengono dal solito posto (Bay Area e dintorni), dove il thrash esiste ancora al grass roots level, come si dice: cose fresche, a vario livello, arrivano dai gruppi che su major non sono ancora arrivati, i Sadus che esordiscono con Illusions, il magnifico esordio dei Vio-lence Eternal Nightmare, il capolavoro dei Death Angel Frolic Through the Park. La terza ondata dei gruppi thrash californiani sarà di fatto anche l'ultima. Il fenomeno è in via di esaurimento.
Ritornando ai gruppi di punta del thrash, al loro secondo giro su major offrono un panorama da un certo punto di vista omogeneo. Hanno fatto carriera e per ora senza "selling out". Ma ormai sono tutti ben lontani dal loro ambiente di partenza, fino quasi a perdere il contatto con l'humus da cui sono venuti. Ma quell'humus, del resto, non c'è più, è cambiato. L'hardcore punk è molto ridotto, in California, la sua prima fase si è ormai esaurita da due anni (scioglimento di Dead Kennedys e Black Flag).
C'è ancora vita a Orange County, i D.I. sono ancora operativi, anche se Rikk Agnew li lascia, escono con What Good Is Grief To A God? , bell'album che però sarà un fiasco commerciale. Gli Adolescents pure sono ancora attivi, e fanno uscire Balboa Funzone, non proprio il primo dei loro dischi a cui viene da pensare.
Sempre in California arrivano al secondo lp i Victims Family, con Things I Hate To Admit. Questa band assolutamente incredibile, con il suo mix di hardcore punk e jazz e con il suo livello tecnico impressionante, sarà apprezzata molto più in Europa (e in Italia) che negli USA. Credo di averli visti almeno un paio di volte, dal vivo, a fine anni 80, ed erano davvero mostruosi. Sia Ralph Spight (chitarra e voce) che Larry Boothroyd (basso) attualmente sono con Jello Biafra and The Guantanamo School Of Medicine.
Anche a Oxnard i gruppi del nardcore sono ancora attivi: Ill Repute, Rich Kids On LSD, Dr. Know: questi ultimi escono con un nuovo LP su Death Records (sottoetichetta Metal Blade), Wreckage In Flesh, lavoro completamente crossover.
Il crossover è diventato una tendenza molto diffusa. I già citati Attitude sono decisamente attivi: quanto a vinili nel 1988 lasciano un 7' con 3 pezzi, To Whom It May Concern e un EP di cover (un cult), The Good, The Bad, The Obnoxious.
I Suicidal Tendencies arrivano su una grossa major, Epic, e fanno uscire How Will I Laugh Tomorrow When I Can't Even Smile Today. Un disco metal, nessuna traccia dell'hardcore delle origini. 4 of a Kind dei DRI (1988, Metal Blade) invece suona forse appena appena meno metal del precedente Crossover. Per me il miglior disco dell'anno quanto a crossover thrash viene da Seattle: gli Accused mettono a segno il miglior colpo della loro discografia anni 80 con Martha Splatterhead's Maddest Stories Ever Told.
Lontano dalla metallizzazione spesso eccessiva ci sono i Bad Religion, che con Suffer fanno cominciare contemporaneamente il loro nuovo corso e il "nuovo hardcore melodico", che tanto peso (e successo) avrà nei primi anni 90. E chi li ha visti in quel periodo (88-90, prima che a Stereodrome venisse in mente di trasmettere un loro concerto) sa bene che i loro era purissimi concerti HC, melodia o meno. A questo proposito, è l'anno di uscita di Boogadaboogadaboogada! degli Screeching Weasel (uno dei gruppi più clonati nei successivi 20 anni), in cui iniziano a sganciarsi parecchio dall'HC per buttarsi sul punk melodico.
A San Francisco nella scena che sta crescendo attorno al 924 Gilman Street non c'è molto HC, anche se la venue fu inaugurata da un concerto dei Christ On Parade. Ci sono i Neurosis, certo, e gli Econochrist , che nel 1988 debuttano con un sette pollici, nonché quella che di fatto fu la resident band del Gilman, gli Isocracy. Ci scherzarono sopra, nel titolo del loro unico 7' uscito nell'88 per Lookout Records Bedtime for Isocracy (poi di fatto sarebbero diventati l'act post hc Samiam che dopo un buon primo ep nei 90 fecero quel che fecero quasi tutti, ovvero firmarono con una major e finirono su MTV). Certo, dopo il canto del cigno Bad times for democracy i Dead Kennedys non esistono più da due anni, come già detto. Jello Biafra si sta preparando per le collaborazioni che lo vedranno protagonista alla fine del decennio, Lard, con i D.O.A., con i Nomeansno . Già, i gruppi canadesi non conoscono crisi. I Nomeansno escono con la loro prima vera pietra miliare, Small Parts Isolated And Destroyed. Gli SNFU escono con Better Than A Stick In The Eye e si butteranno in un lungo tour tra USA e Europa per promuoverlo. Chi li ha visti dal vivo per la prima volta nel decennio successivo o oltre non ha la più pallida idea di cosa fosse la band dal vivo all'epoca, con Mr Chi Pig che sul palco passava più tempo in aria che con i piedi per terra o giù di lì.
A Washington DC la cosa ha sterzato sul post HC ormai da tre anni. Per gli Scream è il turno di No More Censorship , il primo album con Dave Grohl alla batteria (ma è tipo due anni che è nella band), e anche loro, che non hanno cambiato monicker, da un punto di vista sonoro stanno continuando a cambiare non poco. Ma il fatto eclatante, per DC, è l'uscita di un EP con 7 brani, senza titolo. Il gruppo si chiama Fugazi.
A New York tutti i gruppi della prima ondata NYHC sono ancora in piena attività, così come quelli della seconda ondata youth crew, Youth Of Today su tutti. Ma l'aria nuova arriva dai sobborghi di Queens. I Token Entry, che si confermano alla grande con il loro secondo stupendo album Jaybird, avevano tenuto a battesimo sul palco del CBGB un gruppo di ragazzini, i Gorilla Biscuits, che debuttano con un omonimo EP assolutamente spettacolare.
in UK la scena HC, che da qualche anno è quasi completamente crossover nei suoni, è in pieno fermento. Ripcord, Heresy, Concrete Sox, Sacrilege stanno per essere oscurati dal grindcore (Napalm Death, Electro Hippies) e dal crust. Nel 1988 esce su Peaceville War Crimes (Inhuman Beings) dei Doom, e per qualsiasi considerazione al riguardo rimando a quanto già scritto per il 1987. Ne aggiungo solo una: dopo decine di gruppi D-Beat apparsi in Europa nei primi 80, all'epoca NON sentivo il bisogno di un'altro gruppo che si rifaceva molto ai Discharge.
In breve, ai tempi, come per il thrash, pareva che le cose stessero cambiando ma non sembrava la vigilia della fine. Invece lo era.
Ma tutto questo è chiaramente una riflessione a posteriori. Se penso alla situazione italiana, e all'underground legato all'hardcore, vero che molte realtà autogestite e molti gruppi ormai erano storia, ma per esempio a Pisa dalle ceneri del Victor Charlie nacque il Macchia Nera (che non era la stessa cosa, ma in un certo senso una sua logica conseguenza - e sotto il palco del Macchia fui una presenza fissa per tipo quattro anni). A Milano il Virus era stato sgomberato 4 anni prima, ma il Leoncavallo esisteva ancora (sgombero 1989). A Bologna era nata l'Isola nel Kantiere (un posto in cui mi sono sentito "a casa" dalla seconda volta che ci misi piede). Questo per parlare solo delle realtà più note e che funzionavano meglio.
Vero, una gran quantità dei gruppi dell'hardcore italiano è sparita: ma ci sono ancora per esempio Kina, Upset Noise, Contropotere e Negazione.
Per i Negazione il 1988 è l'anno di Little Dreamer (We Bite): per molti il disco di una loro "svolta metal", ma con più o meno metal nel suono, restavano i Negazione, che sono sempre stati un gruppo hardcore.
Per molti (e per molte metal heads) Little Dreamer è stato il primo contatto con il gruppo e con l'hardcore italiano. A distanza di trent'anni in molti continuano ad avere nel cuore Il giorno del sole, ma mi preme ricordare l'opener dell'album, Ho Pianto.
Per i Contropotere è l'anno del debutto su LP, e che debutto. Nessuna speranza, nessuna paura (Attack Punk Records) era anarchico, poetico, teatrale, magistralmente condotto dalla voce di Lucia, con un suono che rimandava un poco all'UKHC (Sacrilege), ma globalmente esprimeva una personalità spiccatissima e unica. A proposito di Attack Punk, fa uscire un vinile che diventerà un caso da subito, il primo passo di uno dei gruppi più geniali di quegli anni: sto parlando di Abbiamo pazientato 40 anni, ora basta dei Disciplinatha .
L'HC non sembrava affatto morto, si stava evolvendo: Nomeansno, Victims Family, SNFU , il post-hc dei Fugazi (e della Rollins Band, col suo stile ineffabile). Erano ancora in giro D.I., Lethal Aggression, Attitude, Gorilla Biscuits, Murphy's Law, Ludichrist, Youth Of Today ,dai Descendents senza Milo erano nati gli All. Se i gruppi italiani in circolazione erano rimasti pochi (ma buoni), erano arrivati di rincalzo i migliori tedeschi, Spermbirds e soprattutto Jingo de Lunch, e i migliori inglesi - IMHO, questione di gusti - Stupids, Snuff. Per un ventenne "nel giro" l'HC e le sue conseguenze apparivano vivi e vitali, e tali sarebbero rimasti ancora almeno per un paio di anni. Per la precedente generazione della scena la situazione doveva offrire un panorama diverso. Se ho vinto, se ho perso dei Kina uscirà l'anno successivo, ma probabilmente Questi anni nell'88 era già stata scritta.
Il thrash metal di fatto è diventato mainstream. Se non il genere nel suo complesso, i maggiori gruppi che lo hanno fatto partire. In primis, i Metallica. Inutile ripetere qualcosa riguardo al peso che il gruppo ha avuto nella nascita di un genere e nei rapporti tra metal e hardcore punk. Ma And justice for all, non esattamente il primo degli album a cui si pensa, parlando di Metallica, vendette assai di più delle tre precenti pietre miliari. Arrivò al numero 6 nella Billboard 200, dove stazionò per ben 83 settimane. E' su questo risultato che l'anno successivo saranno nominati per i Grammy. Eppure, riascoltato a trenta anni di distanza, lasciate da parte infinite polemiche on line su batteria troppo evidente e basso invisibile, continua a sembrare un'ombra molto appannata di Master Of Puppets, un album messo assieme con gli scampoli di due anni prima, condito da una produzione discutibile. Le cronache parlarono e hanno poi parlato di una band sempre più esaltata dai continui sold out, ma convinta di aver conquistato la vetta alle proprie condizioni. Potremmo dire che non c'è motivo di contestare questa affermazione: il punto è quel che è successo dopo. La presenza come ospite di James Hetfield su Kichigai , ultimo atto dei dei Septic Death (altro ospite Andy Airborne Andersen degli Attitude) è l'ultima traccia di rapporti concreti tra il gruppo e il suo ambiente di provenienza.
Per gli Slayer è tutta un'altra storia. Fare uscire un disco dopo Reign In Blood non era semplice, tutt'altro, anché perché la formula Slayer si era dimostrata comunque più circoscritta, dai confini più stretti, rispetto a quella di Metallica e Megadeth. Gli Slayer riescono comunque a venirne fuori al meglio: rallentano, mettono in mezzo inserti acustici mai sentiti prima da loro, accentuano le le tinte oscure, tirano fuori una cover dei primi Priest: ne viene fuori South Of Heaven. E a distanza di 30 anni se si pone il vinile sul piatto sull'attacco della title track ancora vengono i brividi.
Per i Megadeth è l'anno di So far so good so what. Nonostante Mustaine si sia perso per strada mezzo gruppo, a differenza dei Metallica e come gli Slayer, sa gestire bene il fatto di avere alle proprie spalle Peace Sells. Il disco non è geniale come il suo predecessore, ma comunque veloce e brillantissimo, e non mancano i pezzi memorabili. Vende velocemente quasi mezzo milione di copie (e arriverà al platino).
Overkill: per loro è l'anno di Under the influence. Rat Skates se ne andato l'anno prima: la joint venture Megaforce-Atlantic sul gruppo non gli è piaciuta. Lo racconta nel documentario Born In The Basement, si ritrova in mezzo al tour senza soldi per telefonare a casa, la cosa gli appare insensata, alla fine del tour molla.
Non starò a fare una panoramica di tutte le uscite thrash metal dell'anno. Il tre ormai grandi del thrash tedesco sono in tour e in pausa discografica, idem i Sepultura, che stanno cominciando la loro strada verso la vera notorietà. Per me i fatti più interessanti, a parte Destroy After Use (Jester Beast, da Torino), vengono dal solito posto (Bay Area e dintorni), dove il thrash esiste ancora al grass roots level, come si dice: cose fresche, a vario livello, arrivano dai gruppi che su major non sono ancora arrivati, i Sadus che esordiscono con Illusions, il magnifico esordio dei Vio-lence Eternal Nightmare, il capolavoro dei Death Angel Frolic Through the Park. La terza ondata dei gruppi thrash californiani sarà di fatto anche l'ultima. Il fenomeno è in via di esaurimento.
Ritornando ai gruppi di punta del thrash, al loro secondo giro su major offrono un panorama da un certo punto di vista omogeneo. Hanno fatto carriera e per ora senza "selling out". Ma ormai sono tutti ben lontani dal loro ambiente di partenza, fino quasi a perdere il contatto con l'humus da cui sono venuti. Ma quell'humus, del resto, non c'è più, è cambiato. L'hardcore punk è molto ridotto, in California, la sua prima fase si è ormai esaurita da due anni (scioglimento di Dead Kennedys e Black Flag).
C'è ancora vita a Orange County, i D.I. sono ancora operativi, anche se Rikk Agnew li lascia, escono con What Good Is Grief To A God? , bell'album che però sarà un fiasco commerciale. Gli Adolescents pure sono ancora attivi, e fanno uscire Balboa Funzone, non proprio il primo dei loro dischi a cui viene da pensare.
Sempre in California arrivano al secondo lp i Victims Family, con Things I Hate To Admit. Questa band assolutamente incredibile, con il suo mix di hardcore punk e jazz e con il suo livello tecnico impressionante, sarà apprezzata molto più in Europa (e in Italia) che negli USA. Credo di averli visti almeno un paio di volte, dal vivo, a fine anni 80, ed erano davvero mostruosi. Sia Ralph Spight (chitarra e voce) che Larry Boothroyd (basso) attualmente sono con Jello Biafra and The Guantanamo School Of Medicine.
Anche a Oxnard i gruppi del nardcore sono ancora attivi: Ill Repute, Rich Kids On LSD, Dr. Know: questi ultimi escono con un nuovo LP su Death Records (sottoetichetta Metal Blade), Wreckage In Flesh, lavoro completamente crossover.
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| Il retro della cover di The Good The Bad The Obnoxious degli Attitude |
I Suicidal Tendencies arrivano su una grossa major, Epic, e fanno uscire How Will I Laugh Tomorrow When I Can't Even Smile Today. Un disco metal, nessuna traccia dell'hardcore delle origini. 4 of a Kind dei DRI (1988, Metal Blade) invece suona forse appena appena meno metal del precedente Crossover. Per me il miglior disco dell'anno quanto a crossover thrash viene da Seattle: gli Accused mettono a segno il miglior colpo della loro discografia anni 80 con Martha Splatterhead's Maddest Stories Ever Told.
Lontano dalla metallizzazione spesso eccessiva ci sono i Bad Religion, che con Suffer fanno cominciare contemporaneamente il loro nuovo corso e il "nuovo hardcore melodico", che tanto peso (e successo) avrà nei primi anni 90. E chi li ha visti in quel periodo (88-90, prima che a Stereodrome venisse in mente di trasmettere un loro concerto) sa bene che i loro era purissimi concerti HC, melodia o meno. A questo proposito, è l'anno di uscita di Boogadaboogadaboogada! degli Screeching Weasel (uno dei gruppi più clonati nei successivi 20 anni), in cui iniziano a sganciarsi parecchio dall'HC per buttarsi sul punk melodico.
A San Francisco nella scena che sta crescendo attorno al 924 Gilman Street non c'è molto HC, anche se la venue fu inaugurata da un concerto dei Christ On Parade. Ci sono i Neurosis, certo, e gli Econochrist , che nel 1988 debuttano con un sette pollici, nonché quella che di fatto fu la resident band del Gilman, gli Isocracy. Ci scherzarono sopra, nel titolo del loro unico 7' uscito nell'88 per Lookout Records Bedtime for Isocracy (poi di fatto sarebbero diventati l'act post hc Samiam che dopo un buon primo ep nei 90 fecero quel che fecero quasi tutti, ovvero firmarono con una major e finirono su MTV). Certo, dopo il canto del cigno Bad times for democracy i Dead Kennedys non esistono più da due anni, come già detto. Jello Biafra si sta preparando per le collaborazioni che lo vedranno protagonista alla fine del decennio, Lard, con i D.O.A., con i Nomeansno . Già, i gruppi canadesi non conoscono crisi. I Nomeansno escono con la loro prima vera pietra miliare, Small Parts Isolated And Destroyed. Gli SNFU escono con Better Than A Stick In The Eye e si butteranno in un lungo tour tra USA e Europa per promuoverlo. Chi li ha visti dal vivo per la prima volta nel decennio successivo o oltre non ha la più pallida idea di cosa fosse la band dal vivo all'epoca, con Mr Chi Pig che sul palco passava più tempo in aria che con i piedi per terra o giù di lì.
A Washington DC la cosa ha sterzato sul post HC ormai da tre anni. Per gli Scream è il turno di No More Censorship , il primo album con Dave Grohl alla batteria (ma è tipo due anni che è nella band), e anche loro, che non hanno cambiato monicker, da un punto di vista sonoro stanno continuando a cambiare non poco. Ma il fatto eclatante, per DC, è l'uscita di un EP con 7 brani, senza titolo. Il gruppo si chiama Fugazi.
A New York tutti i gruppi della prima ondata NYHC sono ancora in piena attività, così come quelli della seconda ondata youth crew, Youth Of Today su tutti. Ma l'aria nuova arriva dai sobborghi di Queens. I Token Entry, che si confermano alla grande con il loro secondo stupendo album Jaybird, avevano tenuto a battesimo sul palco del CBGB un gruppo di ragazzini, i Gorilla Biscuits, che debuttano con un omonimo EP assolutamente spettacolare.
in UK la scena HC, che da qualche anno è quasi completamente crossover nei suoni, è in pieno fermento. Ripcord, Heresy, Concrete Sox, Sacrilege stanno per essere oscurati dal grindcore (Napalm Death, Electro Hippies) e dal crust. Nel 1988 esce su Peaceville War Crimes (Inhuman Beings) dei Doom, e per qualsiasi considerazione al riguardo rimando a quanto già scritto per il 1987. Ne aggiungo solo una: dopo decine di gruppi D-Beat apparsi in Europa nei primi 80, all'epoca NON sentivo il bisogno di un'altro gruppo che si rifaceva molto ai Discharge.
In breve, ai tempi, come per il thrash, pareva che le cose stessero cambiando ma non sembrava la vigilia della fine. Invece lo era.
Ma tutto questo è chiaramente una riflessione a posteriori. Se penso alla situazione italiana, e all'underground legato all'hardcore, vero che molte realtà autogestite e molti gruppi ormai erano storia, ma per esempio a Pisa dalle ceneri del Victor Charlie nacque il Macchia Nera (che non era la stessa cosa, ma in un certo senso una sua logica conseguenza - e sotto il palco del Macchia fui una presenza fissa per tipo quattro anni). A Milano il Virus era stato sgomberato 4 anni prima, ma il Leoncavallo esisteva ancora (sgombero 1989). A Bologna era nata l'Isola nel Kantiere (un posto in cui mi sono sentito "a casa" dalla seconda volta che ci misi piede). Questo per parlare solo delle realtà più note e che funzionavano meglio.
Vero, una gran quantità dei gruppi dell'hardcore italiano è sparita: ma ci sono ancora per esempio Kina, Upset Noise, Contropotere e Negazione.
Per i Negazione il 1988 è l'anno di Little Dreamer (We Bite): per molti il disco di una loro "svolta metal", ma con più o meno metal nel suono, restavano i Negazione, che sono sempre stati un gruppo hardcore.
Per molti (e per molte metal heads) Little Dreamer è stato il primo contatto con il gruppo e con l'hardcore italiano. A distanza di trent'anni in molti continuano ad avere nel cuore Il giorno del sole, ma mi preme ricordare l'opener dell'album, Ho Pianto.
Per i Contropotere è l'anno del debutto su LP, e che debutto. Nessuna speranza, nessuna paura (Attack Punk Records) era anarchico, poetico, teatrale, magistralmente condotto dalla voce di Lucia, con un suono che rimandava un poco all'UKHC (Sacrilege), ma globalmente esprimeva una personalità spiccatissima e unica. A proposito di Attack Punk, fa uscire un vinile che diventerà un caso da subito, il primo passo di uno dei gruppi più geniali di quegli anni: sto parlando di Abbiamo pazientato 40 anni, ora basta dei Disciplinatha .
L'HC non sembrava affatto morto, si stava evolvendo: Nomeansno, Victims Family, SNFU , il post-hc dei Fugazi (e della Rollins Band, col suo stile ineffabile). Erano ancora in giro D.I., Lethal Aggression, Attitude, Gorilla Biscuits, Murphy's Law, Ludichrist, Youth Of Today ,dai Descendents senza Milo erano nati gli All. Se i gruppi italiani in circolazione erano rimasti pochi (ma buoni), erano arrivati di rincalzo i migliori tedeschi, Spermbirds e soprattutto Jingo de Lunch, e i migliori inglesi - IMHO, questione di gusti - Stupids, Snuff. Per un ventenne "nel giro" l'HC e le sue conseguenze apparivano vivi e vitali, e tali sarebbero rimasti ancora almeno per un paio di anni. Per la precedente generazione della scena la situazione doveva offrire un panorama diverso. Se ho vinto, se ho perso dei Kina uscirà l'anno successivo, ma probabilmente Questi anni nell'88 era già stata scritta.
lunedì 15 ottobre 2018
Once upon a time in the pit - Jester Beast, the first five years (mostly) - Venerdì 19 ottobre ore 20.30 garageradio.eu
Una piccola premessa ...
C'era una volta l'undergound italiano della seconda metà degli ottanta, in cui il crossover (inteso in senso di fenomeno non musicale) era un dato scontato o quasi. In quei tempi lontani i spesso i thrashers andavano a vedere i concerti hc e frequentavano i centri sociali (si, lo so, succede anche oggi - ma in misura meno rilevante e la cosa è molto a macchie di leopardo) . Diciamo pure che la faccenda aveva preso la forma di un trend, di una piccola moda, e che qualche episodio aveva il sapore del bandwagoning... NON TUTTI avevano capito lo spirito della cosa e qualcunaltro se ne è pure accorto, anche se con un tempismo pessimo (l'anno dopo usciva Dookie dei Green Day), ma il dato e il pezzo restano.
... e arriviamo ai Jester Beast
Tra l'86 e il '90 quelli che secondo il mio umilissimo parere sono stati i migliori gruppi thrash metal italiani vennero su, chi più chi meno, a contatto con la scena HC, Braindamage e Jester Beast a Torino, a Pisa i Tossic (ma qui sono di parte) - con questo non voglio certo sminuire Bulldozer e Schizo (Extrema e Necrodeath mai stati nelle mie corde, sorry guys, no offence meant).
Ecco, nel "chi più chi meno" i Jester Beast stavano decisamente dalla parte del "più".
Esisteva una prima versione della band con Tony Lionetti alla batteria, Steo Zapp alla voce, Attilio Scalabrini (classe 1953) alla chitarra, Orlando Furioso al basso. Era un gruppo locale, poco noto al di fuori della cerchia torinese (avevano dei fedelissimi a Bologna), di cui è praticamente irreperibile qualsiasi tesistimonianza sonora. Nel 1986 Attilio muore investito da un ubriaco. Lo shock è profondo ma, per dare continuità al gruppo, arriva a dare una mano Tax Farano (Negazione) con la sua chitarra, mentre si cerca un sostituto in pianta stabile. Tony capita al concerto di un altro gruppo locale, i Tomahawk, con CC Muz alla chitarra e Ivano Keeodo al basso. Resta colpito e, visto che nel frattempo Orlando se ne è andato, li recluta entrambi per i Jester Beast. Lì per lì la band pensa pure di cambiare nome, ma tra una cosa e l'altra non se ne farà di nulla. Si mettono subito al lavoro, e iniziano a produrre quello che sarà il materiale del nuovo demo. All'epoca hanno in scaletta anche vecchi brani Jester beast (Psycopathic e Still Born, presenti sul primo demo del gruppo, 1985), brani dei Tomahawk (Labirynth, Mosh The Rush), un loro brano hc (Suck my powerful dick - che successivamente sarà trasformato in Jester's Day) e, udite udite, una cover di Barbed Wire World dei CCM - fatto che li qualifica come un gruppo metal estremamente atipico (nonché come l'unica band di cui si sappia che abbia fatto una cover dei CCM).
Una serie di concerti di spalla ai Negazione, quindi nell'88 fanno uscire il loro nuovo demo.
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| Ancora appeso al muro di casa mia dopo 30 anni |
Eravamo poco più che maggiorenni con una vita molto disordinata: tanti vizi, molta rabbia e zero compromessi. Torino è sempre stata (e lo è ancora) una fucina di ottime band sia nella scena tipicamente metal e soprattutto in quella dell’hardcore. In quest’ultima noi ci rispecchiavamo maggiormente per ideologie e stile di vita (qua)
In tempo di accelerazione parossistica (Wehrmacht, Cryptic Slaughter, Sadus) loro erano velocissimi, violenti, tecnici, con una buona dose di spirito hardcore (100% Freak-Core, era stampato sulla copertina del demo). Avevano i riff, il songwriting, i pezzi assolutamente memorabili (Destroy After Use, Claustrophobic Autogamic, con il suo geniale riff iniziale). Avevano tutte le carte in regola, e pure nel momento giusto (cosa più unica che rara, per un gruppo metal italiano).
Il nome dei Jester Beast è rimasto nell'iconografia dell'hardcore italiano grazie alla loro partecipazione al record release party di Little Dreamer dei Negazione.
Quindi nell'88 la band aveva al proprio arco tutte le frecce immaginabili: era già pronto il materiale per il loro primo lp e il demo aveva generato grandi aspettative su di loro. Ma ci furono dissidi all'interno del gruppo, e Keeodo lasciò.
Nel 1989 si recano col nuovo bassista Mario "Pinotto" Garitta a registrare vicino Pisa, in quegli West Link Studios la cui origine era legata a doppio filo con le vicende di GDHC (GranDucato HardCore, per gli ignari).
In quel periodo ho memoria di due date, una a Pisa e una a Livorno, francamente incomprensibili per la scelta della location e la modalità dell'organizzazione. In entrambi i casi promozione pressoché nulla, un pugno di persone a guardarli suonare. Ma ho ancora il vivido ricordo di Zapp che introduce il loro set con un roco "J-J-J-Jesterbeast", di Illogical Theocracy ascoltata per la prima volta dal vivo.
La registrazione dell'album è lunga e laboriosa. Finito il lavoro, incredibile a dirsi, il gruppo si sbanda e i membri non si vedono più per mesi. Il fatto è che, da quel che percepivo io all'epoca, parlando con Tony, i Jester Beast erano una compagine percorsa da forze disgregatrici, profondamente anarchica nei comportamenti, che il batterista cercava disperatamente di ricondurre ad una parvenza di obiettivo comune e condiviso, senza troppo successo. In realtà c'era di mezzo anche una differenza di vedute. Muz continuava a sentire i Jester come qualcosa di estremo e quindi i dissensi che avevano portato all'uscita di Keeodo erano ancora tutti lì a covare.
Muz se ne va a Londra, e quando torna passa agli studios a prendere l'album masterizzato, pronto per la stampa, ma Tony vuole lavorare con un'etichetta indipendente.
Il contratto arrivò al volgere del decennio, e al volgere del decennio il thrash, in Italia e all'estero, era in agonia. Firmarono con GLC (che poi fece uscire Braindamage e l'ultimo Upset Noise, Come to daddy) e il risultato fu Poetical Freakscream, uscito nel 91, a cui Bonvi (RIP), contattato dalla band, fece la copertina.
Poetical Freakscream , pur incorporando nuove versioni di alcuni brani del demo, era un'album dal suono piuttosto pulito e dall'impostazione decisamente progressiva.
Sì, lo so che invece è andata a finire con i Pantera e con i Sepultura di Roots, ma se c'erano futuro e vera evoluzione nel thrash, era facendo propria la lezione dei Voivod . In questo Jester Beast e Braindamage hanno anticipato di una ventina di anni i Vektor. Poetical Freakscream era una prova concreta di come le innovazioni dei franco-canadesi potessero essere rielaborate, assimilate al proprio personale linguaggio. Può darsi che una masterizzazione non ottimale abbia influito, ma la scarsa fortuna di pubblico (non di critica) che ebbe il disco, secondo me, è da
ricollegarsi ad altri fattori, ovvero alle mutate condizioni storiche.
Quel mutamento del contesto l'ho già inquadrato in un aneddoto. L'HC
stava mutando pelle, la scena italiana era in uno stato avanzato di
contrazione e senz'altro si stava progressivamente
de-internazionalizzando. Death e grind stavano monopolizzando
l'attenzione della nuova generazione di metallari. Poetical Freakscream era troppo elaborato per chi veniva su coi nuovi linguaggi musicali del metallo estremo, troppo duro e troppo thrash per quelli che rimanevano ancorati ai canoni del metal classico (per l'album il gruppo aveva reinciso Claustrophobic Autogamic). Bastava fosse uscito nell'88-89 e probabilmente starei raccontando una storia diversa. Un tour europeo con gli Accused, (ancora una volta la cover di Barbed Wire World in scaletta) un singolo, Serial Killer (1993) ,e poi l'attività della band andò scemando fino a concludersi nel 95. Negli stessi anni si scioglievano Negazione, Upset Noise, Contropotere. Era il definitivo tramonto di un'epoca.
Life in the brave new world
I Cripple Bastards si meritano grande rispetto per aver portato l'eredità e il vibe dell'hardcore italiano degli 80 nel grindcore (Misantropo a senso unico, 2000). Dieci anni dopo il loro debutto su lp, hanno fatto uscire Frammenti di vita, disco di cover di gruppi italiani hc e thrash degli anni 80 (significativamente coprodotto da FOAD, l'etichetta di Giulio the Bastard e TVOR, la storica indie di Stiv "Rottame" Valli). C'erano dentro cover di Negazione, Declino, Upset Noise, Schizo, Necrodeath, Bulldozer, Wretched, Raw Power, Nerorgasmo, Impact, Blue Vomit e Nabat. E c'era una versione di Claustrophobic Autogamic dei Jester Beast. Nello stesso 2010 FOAD ristampa come EP una versione rimasterizzata di Destroy After Use; il gruppo si riunisce, ma senza Tony e Keeodo, che vengono sostituiti al basso da Marco Klemenz (Nerorgasmo e già negli Ifix Tcen Tcen, quelli dell'incredibile Liquid Party) e alla batteria da Sergio Pavinato (già nei Woptime). Partecipano alla quarta edizione di Night Of The Speed Demons (e la cover dei CCM farà parte anche delle scalette della reunion).
Da lì a fare uscire un nuovo ep c'è un ulteriore cambio di formazione con l'inserimento di due ex Headcrasher, Pietro "Duracell" Grassili e Roby Vitari (oggi con l'ex Holy Terror Mike Alvord nei Mindwars). E nel 2012 viene fuori The Infinite Jest, unico parto di questa travagliata reunion. Autoprodotto. Un nuovo logo ridisegnato da Away dei Voivod. Un lavoro dal songwriting, al solito, più che eccellente. Lost In Space è la rielaborazione di materiale pronto prima dello scioglimento del '95 e tutti i brani sono perfetti, ma molto voivodiani - pure troppo, volendo. Al di là di questa considerazione resta il fatto che, per esempio, Kolkata Bazar è proprio un gran pezzo - chissà, magari tra qualche tempo lo sentiremo rifatto da Away e soci, perché quelli di The Infinite Jest sono gli ultimi Jester Beast che si potranno ascoltare. Poco dopo l'uscita dell'EP la Bestia Giullare chiude bottega, e pare proprio in modo definitivo.
2018:The Lost Tapes Of... Poetical Freakscream
Claudio (CC Mux, autore dei riff della bestia giullare da Destroy in poi), mi aveva detto che avendo ascoltato il premaster di Poetical Freakscream si era reso conto come suonasesse incredibilmente meglio della versione masterizzata. E ora alla fine è uscita per FOAD la versione rimasterizzata. E devo dire che quando partono le prime note di Freak Channel 9 neanche la riconosco. Nella masterizzazione originale si era persa una traccia di chitarra, e The Lost Tapes ci restituisce il suono della band come avrebbe dovuto essere. Sembra quasi un altro disco, che suona come ci si sarebbe aspettato dal successore di Destroy After Use. L'edizione FOAD include L'album in vinile, CD che comprende il rimasterizzato di D.A.U. già rifatto da FOAD qualche anno fa, dei brani dal vivo e degli inediti più un booklet di 13 pagine. Tanta, tanta, tanta roba.mercoledì 11 aprile 2018
Methedrine, "Built for speed" Venerdì 13 aprile ore 20.30 garageradio.it
Venerdì parliamo del primo EP dei Methedrine, in uscita ufficiale il 16 prossimo su Kornalcielo . E ne parliamo con i diretti interessati in collegamento.
Nel tempo (cit "L'Esorcista") una mia recensione di Built For Speed uscirà su truemetal.it , ma intanto ve la anticipo.
Chitarre dowtuned? No. Riffoni squadrati? Neanche. Sheer power? Quanto ne volete.
In questo EP dei Methedrine lo spirito dell'85 scorre potente (e veloce). E per spirito dell'85 intendo la prima stagione in cui l'hardcore punk e il thrash metal iniziarono a incontrarsi, ma in questo caso non parlerei tanto di DRI, COC e SOD, quanto di Verbal Abuse, Dr. Know e, ovviamente, di Upset Noise: "Nothing More To Be Said" all'epoca ebbe la fama di primo album crossover thrash dell'hardcore italiano, e i Methedrine sono ex Upset Noise per due quinti, e due quinti pesanti (Lucio Drusian, voce, e Stefano "Bone" Bonanni, uno dei migliori batteristi dell'hc italiano di sempre). Ma in questa band multigenerazionale il contributo dei più giovani è brillantissimo, specialmente quello delle chitarre di Dario Senes e Mark Simonhell (tra l'altro impegnato con l'hm classico dei Tytus e il d-beat di Eu's Arse).
L'ultima incarnazione della reunion Upset Noise, quella con due chitarre (e una delle due era Mark Simonhell), dal vivo era di una potenza devastante. I Methedrine dal vivo non li ho ancora visti, ma mi aspetto che ne siano la logica conseguenza. Se il genere vi interessa non me li perderei, né su EP né dal vivo.
Nel tempo (cit "L'Esorcista") una mia recensione di Built For Speed uscirà su truemetal.it , ma intanto ve la anticipo.
Chitarre dowtuned? No. Riffoni squadrati? Neanche. Sheer power? Quanto ne volete.
In questo EP dei Methedrine lo spirito dell'85 scorre potente (e veloce). E per spirito dell'85 intendo la prima stagione in cui l'hardcore punk e il thrash metal iniziarono a incontrarsi, ma in questo caso non parlerei tanto di DRI, COC e SOD, quanto di Verbal Abuse, Dr. Know e, ovviamente, di Upset Noise: "Nothing More To Be Said" all'epoca ebbe la fama di primo album crossover thrash dell'hardcore italiano, e i Methedrine sono ex Upset Noise per due quinti, e due quinti pesanti (Lucio Drusian, voce, e Stefano "Bone" Bonanni, uno dei migliori batteristi dell'hc italiano di sempre). Ma in questa band multigenerazionale il contributo dei più giovani è brillantissimo, specialmente quello delle chitarre di Dario Senes e Mark Simonhell (tra l'altro impegnato con l'hm classico dei Tytus e il d-beat di Eu's Arse).
L'ultima incarnazione della reunion Upset Noise, quella con due chitarre (e una delle due era Mark Simonhell), dal vivo era di una potenza devastante. I Methedrine dal vivo non li ho ancora visti, ma mi aspetto che ne siano la logica conseguenza. Se il genere vi interessa non me li perderei, né su EP né dal vivo.
giovedì 22 marzo 2018
Una curiosa rilettura del thrash metal 83-86 - venerdì 23 marzo ore 20.30 www.garageradio.it
"La rivoluzione stilistica del thrash che di lì a poco,
imbastardendosi con altri generi musicali, si frammentò in micro
correnti: l’hardcore e i Venom furono il cuore degli Slayer di Show No Mercy, il punk dei Germs divenne il dna dei Nuclear Assault di Game Over, l’heavy metal ipersonico degli Accept accelerò il pensiero degli Overkill di Taking Over, Exciter dei Judas Priest divenne il totem artistico degli Anthrax di Fistful Of Metal (che la perfezionarono nel loro primo capolavoro Metal Thrashing Mad). I Metallica scelsero l’heavy metal. E nel 1984, pubblicarono Ride The Lightining, il secondo passaggio di un’evoluzione che esploderà in Master Of Puppets."
E dire che ai suoi inizi Rumore era una cosa seria. Ero spesso in disaccordo con quel che scriveva Sorge, ma era una cosa seria. Questa cosa qua sopra no. Non metto neanche il link all'articolo, che nel suo insieme riesce a dare anche di peggio.
E' vero che chi ha trascorso la propria adolescenza nei 90 e oltre col metal ha dato dimostrazione più volte di non aver proprio idea di quello che era successo tra l'83 e l'86, ma qua siamo su un altro pianeta. Ci si sarebbe potuti documentare, libri e documentari non mancano, e qualcosa c'è nella sezione bibliografia di questo blog.
Il thrash metal, che i Metallica inaugurarono con Kill 'em All, l'hanno raccontato i protagonisti. E' una cosa generazionale, e la storia di una generazione che si divise. Partita ascoltando l'hard rock dei 70, i Priest, i Thin Lizzy, i Rainbow gli AC/DC. E i Motorhead. Colpita dalla NWOBHM. Inorridita, a differenza dei più, davanti alla deriva pop del glam metal. E direttasi verso il D-Beat e l'hc punk, scegliendo di essere minoritaria.
I moved to San Francisco as a 15 year old in 1984, and this is when and where I saw the punks and metal heads really come together. You had bands like Exodus, Death Angel and Possessed, and clubs like Ruthies Inn that catered to the crossover scene. A good example of this unity could be seen at the last Crucifix show in SF, where members of Metallica were in the house right up front near the stage.
Brano particolarmente significativo di un bell'articolo su CVLT Nation. La storia è quella, andò così, e in quel modo io l'ho vissuta, assieme a un po' di altri.
E dire che ai suoi inizi Rumore era una cosa seria. Ero spesso in disaccordo con quel che scriveva Sorge, ma era una cosa seria. Questa cosa qua sopra no. Non metto neanche il link all'articolo, che nel suo insieme riesce a dare anche di peggio.
E' vero che chi ha trascorso la propria adolescenza nei 90 e oltre col metal ha dato dimostrazione più volte di non aver proprio idea di quello che era successo tra l'83 e l'86, ma qua siamo su un altro pianeta. Ci si sarebbe potuti documentare, libri e documentari non mancano, e qualcosa c'è nella sezione bibliografia di questo blog.
Il thrash metal, che i Metallica inaugurarono con Kill 'em All, l'hanno raccontato i protagonisti. E' una cosa generazionale, e la storia di una generazione che si divise. Partita ascoltando l'hard rock dei 70, i Priest, i Thin Lizzy, i Rainbow gli AC/DC. E i Motorhead. Colpita dalla NWOBHM. Inorridita, a differenza dei più, davanti alla deriva pop del glam metal. E direttasi verso il D-Beat e l'hc punk, scegliendo di essere minoritaria.
I moved to San Francisco as a 15 year old in 1984, and this is when and where I saw the punks and metal heads really come together. You had bands like Exodus, Death Angel and Possessed, and clubs like Ruthies Inn that catered to the crossover scene. A good example of this unity could be seen at the last Crucifix show in SF, where members of Metallica were in the house right up front near the stage.
Brano particolarmente significativo di un bell'articolo su CVLT Nation. La storia è quella, andò così, e in quel modo io l'ho vissuta, assieme a un po' di altri.
mercoledì 24 gennaio 2018
SLAYER, IL TOUR DELL'ADDIO - Venerdì 26 gennaio ore 20.30 garageradio.eu
Probabilmente sarà un lungo addio. A due anni dal trentennale di Reign In Blood, nel trentennale di South Of Heaven, gli Slayer annunciano l'ultimo giro.
Beh, per me era ora. Già detto e ridetto, per me gli Slayer erano la formazione originale, quella con Hanneman e Lombardo. La componente hardcore del gruppo, quella senza cui Reign In Blood non sarebbe venuto fuori in quel modo. Infatti mi ricordo di aver parlato con un "vecchio" della scena hc italiana, quando uscì Christ Illusion, ci sembrava quasi di aver ritrovato un gruppo eclissato da tempo.
Comunque è stata quella matrice lì, quella originaria, a fare degli Slayer quello che sono stati.
Le generazioni di metallari che hanno vissuto la propria adolescenza da fine 80 in poi già avevano perso parte del significato, non avevano idea del contesto, e a metà anni 90 all'uscita di Undisputed Attitude avrebbero storto il naso, ed espresso disgusto.
Quindi metterò in fila poche cose, così, per celebrare la fine di qualcosa che forse era rimasto ormai solo un monicker, ma che era QUEL monicker.
Quando nel 2011 chiesero a Dave Lombardo cosa lo aveva spinto a fare quel tipo di musica, così rispose:
Sai, il mio soprannome e ADDave perché sono come... un poco iperattivo. Se sono ancora iperattivo a 45 anni, a 16, 17 dovevo essere impossibile. Credo una combinazione tra questo e il fatto che mi piaceva il punk, fossero Circle Jerks, Dead Kennedys, Minor Threat semplicementente alimentò quel che già ero. (Metal Evolution, Banger Films, 2011)
Già, l'hardcore punk. Nell'area losangelena (e anche nella Bay Area) fin da subito gli Slayer non rimasero ignoti alla gente dell'hardcore, che vedevano loro e Metallica come crossover, gente che metteva assieme metallo e quel che era loro musica. Alcuni veterani pensano che ebbero responsabilità nel declino dell'hardcore americano:
Mike Watt (Minutemen): Negli Slayer e nei Metallica vedo davvero la responsabilità (del declino dell'hc, NdH). Queste band aggiunsero un contenuto tecnico che rese il tutto ancora più potente, anche se poi hanno finito per annacquarlo. Questi gruppi hanno voluto costruire sopra il vibe dei Flag, e mescolarlo con la loro tecnica. Slayer, quell'album, South Of Heaven, is the most massive fucking thing. Forse questo non sarebbe mai potuto esistere senza Rise Above, o Wasted, o Damaged. (American Hardcore, Stephen Blush)
Da ultimo torno a citare il cosiddetto Day In The Dirt, Exodus, Slayer, Suicidal Tendencies all'Acquatic Park di Berkeley, 1984 (ancora una volta, per quelli che pensano che la prima scena crossover sia stata NY). I Suicidal erano quelli del loro debutto-capolavoro, i metallari sotto il palco lì per lì pensarono: "ehi, questo non è un gruppo metal", ma poi rimasero completamente presi.
Il fratellino di Goodman, Tom, fece il suo primo stage dive al Day in the Dirt: "Avevo 14 anni, quaranta chili, un metro e mezzo, andavo a uno show metal con mio fratello e i suoi amici. Ricordo che avevo il mio giacchetto di jeans, coperto dalle toppe che mio fratello mi aveva dato. Tom Araya fece l'headbanging a "8", mentre suonava il basso, e pensai di non aver mai visto niente di così figo. Provai ad imitarlo ma mi venne mal di testa. Credo che sia stato durante il set degli Slayer che misi assieme il coraggio per salire sul palco. Ero così piccolo che quando entrai nel pit non arrivavo alla spalla di nessuno. Pensai di potermi tuffare come quelli grandi, ma mi buttai dal palco sentendo solo paura. Questo tipo, Big Wayne, per fortuna mi prese, completando il mio primo stage dive. (qua)
Nella foto, che si riferisce a quel concerto, vedete Jeff Hanneman con la maglietta dei COC che si porterà fin sul retro di copertina di Hell Awaits.
Questo racconta Reed Mullin, storico batterista dei COC:
Li conoscevamo perché avevamo suonato a LA e quando fecero il loro primo tour nazionale avevano una data a Baltimora e ci chiesero di suonare, Fu un grande show, Loro sapevano che avevamo autoprodotto il nostro primo album (Eye For An Eye, NdH), e parlarono di farci firmare con un'etichetta. Pensavamo che fosse una cosa detta per gentilezza. Successe col tour di Haunting The Chapel. Tom e Dave Lombardo dissero che ci avrebbero fatto firmare con Metal Blade. (qua)
Ecco, queste sono le fondamenta della leggenda Slayer, e capirete che chi li ha visti negli ottanta, ha visto qualcosa.
Beh, per me era ora. Già detto e ridetto, per me gli Slayer erano la formazione originale, quella con Hanneman e Lombardo. La componente hardcore del gruppo, quella senza cui Reign In Blood non sarebbe venuto fuori in quel modo. Infatti mi ricordo di aver parlato con un "vecchio" della scena hc italiana, quando uscì Christ Illusion, ci sembrava quasi di aver ritrovato un gruppo eclissato da tempo.
Comunque è stata quella matrice lì, quella originaria, a fare degli Slayer quello che sono stati.
Le generazioni di metallari che hanno vissuto la propria adolescenza da fine 80 in poi già avevano perso parte del significato, non avevano idea del contesto, e a metà anni 90 all'uscita di Undisputed Attitude avrebbero storto il naso, ed espresso disgusto.
Quindi metterò in fila poche cose, così, per celebrare la fine di qualcosa che forse era rimasto ormai solo un monicker, ma che era QUEL monicker.
Quando nel 2011 chiesero a Dave Lombardo cosa lo aveva spinto a fare quel tipo di musica, così rispose:
Sai, il mio soprannome e ADDave perché sono come... un poco iperattivo. Se sono ancora iperattivo a 45 anni, a 16, 17 dovevo essere impossibile. Credo una combinazione tra questo e il fatto che mi piaceva il punk, fossero Circle Jerks, Dead Kennedys, Minor Threat semplicementente alimentò quel che già ero. (Metal Evolution, Banger Films, 2011)
Già, l'hardcore punk. Nell'area losangelena (e anche nella Bay Area) fin da subito gli Slayer non rimasero ignoti alla gente dell'hardcore, che vedevano loro e Metallica come crossover, gente che metteva assieme metallo e quel che era loro musica. Alcuni veterani pensano che ebbero responsabilità nel declino dell'hardcore americano:
Mike Watt (Minutemen): Negli Slayer e nei Metallica vedo davvero la responsabilità (del declino dell'hc, NdH). Queste band aggiunsero un contenuto tecnico che rese il tutto ancora più potente, anche se poi hanno finito per annacquarlo. Questi gruppi hanno voluto costruire sopra il vibe dei Flag, e mescolarlo con la loro tecnica. Slayer, quell'album, South Of Heaven, is the most massive fucking thing. Forse questo non sarebbe mai potuto esistere senza Rise Above, o Wasted, o Damaged. (American Hardcore, Stephen Blush)
Da ultimo torno a citare il cosiddetto Day In The Dirt, Exodus, Slayer, Suicidal Tendencies all'Acquatic Park di Berkeley, 1984 (ancora una volta, per quelli che pensano che la prima scena crossover sia stata NY). I Suicidal erano quelli del loro debutto-capolavoro, i metallari sotto il palco lì per lì pensarono: "ehi, questo non è un gruppo metal", ma poi rimasero completamente presi.
Il fratellino di Goodman, Tom, fece il suo primo stage dive al Day in the Dirt: "Avevo 14 anni, quaranta chili, un metro e mezzo, andavo a uno show metal con mio fratello e i suoi amici. Ricordo che avevo il mio giacchetto di jeans, coperto dalle toppe che mio fratello mi aveva dato. Tom Araya fece l'headbanging a "8", mentre suonava il basso, e pensai di non aver mai visto niente di così figo. Provai ad imitarlo ma mi venne mal di testa. Credo che sia stato durante il set degli Slayer che misi assieme il coraggio per salire sul palco. Ero così piccolo che quando entrai nel pit non arrivavo alla spalla di nessuno. Pensai di potermi tuffare come quelli grandi, ma mi buttai dal palco sentendo solo paura. Questo tipo, Big Wayne, per fortuna mi prese, completando il mio primo stage dive. (qua)
Nella foto, che si riferisce a quel concerto, vedete Jeff Hanneman con la maglietta dei COC che si porterà fin sul retro di copertina di Hell Awaits.
Questo racconta Reed Mullin, storico batterista dei COC:
Li conoscevamo perché avevamo suonato a LA e quando fecero il loro primo tour nazionale avevano una data a Baltimora e ci chiesero di suonare, Fu un grande show, Loro sapevano che avevamo autoprodotto il nostro primo album (Eye For An Eye, NdH), e parlarono di farci firmare con un'etichetta. Pensavamo che fosse una cosa detta per gentilezza. Successe col tour di Haunting The Chapel. Tom e Dave Lombardo dissero che ci avrebbero fatto firmare con Metal Blade. (qua)
Ecco, queste sono le fondamenta della leggenda Slayer, e capirete che chi li ha visti negli ottanta, ha visto qualcosa.
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| Slayer, Day In The Dirt, Berkeley, 1984 |
mercoledì 18 ottobre 2017
Il giro di boa del '90 - venerdì ore 20.30 www.garageradio.eu
Pesco due citazioni sul passaggio tra 80 e 90 da NYHC di Tony Rettman:
Durante l'era dei 90 nessuna delle band che avevano influenzato NYHC suonava come suonava il NYHC agli inizi... l'hardcore come cosa separata dal metal, il tipo di hardcore che ancora riconosceva il punk come un lontano cugino, questa roba era stata perlopiù spazzata via (Howe Abrams, In-Effect Records)
Mi ricordo che ero in tour con i Gorilla Biscuits in Europa. Qualcuno mi passò Bleach dei Nirvana e fu tipo "Wow!". Era il periodo in cui vennero fuori i Fugazi, e questo era anche più interessante per me, era qualcosa che mi sembrò più adulto a cui mi volevo attaccare (Jordan Cooper, Revelation Records)
(Ho la netta impressione che più di un veterano si ricordi di aver vissuto le stesse sensazioni ed impressioni).
Il metal è stato prevalentemente molto più refrattario ai venti del cambiamento. O forse no, visto che i gruppi grunge fecero le copertine delle maggiori riviste del settore internazionali, nei primi novanta. Ma il metal estremo sì, il cordone ombelicale col il thrash delle origini era quasi completamente reciso (poche eccezioni, Sadus, Sepultura prima di Roots)
Fatto sta che una buona istantanea del cambiamento in campo metal è costituita da questa compilation:
La mutazione nella percezione del metal estremo e della sua storia ha portato a una serie di visioni un po' storte in chi è cresciuto col metal nei 90. Di recente mi è capitato di sentir dire che il rapporto con l'HC punk è stato importante per il metal estremo, e che i gruppi più importanti in materia sono stati Siege e Larm (!). Oppure che il metalcore è il diretto discendente del crossover thrash (!!!).
Eppure... eppure il panorama offerto da questa copertina è parziale. All'epoca da Earache mi arrivavano promo (tape, test pressing, etc) anche di Naked City, Painkiller, Godflesh, Scorn: l'altra faccia del grind. E pure in campo HC e post-hc esisteva una vena non stagnante e non regressiva, dal punto di vista creativo. Al di là dei già citati Fugazi e alla prima versione della Rollins Band, si può immaginare una linea evolutiva che va da Neurosis e Rorschach fino a Converge e Dillinger Escape Plan, passando per i Botch.
Addendum: all'epoca, al volgere dei 90, le etichette indipendenti storiche come SST, Touch And Go, Dischord non facevano uscire quasi più niente di HC, . A causa della mia storia a me arrivavano contemporaneamente promo o dischi di Deicide, Sarcofago, Napalm Death, Jesus Lizard, Laughing Hyenas, Lard, Mark Lanegan, Skinyard. Inutile precisare da che parte pendevo. La scaletta sarà un excursus tra roba "troppo intelligente", come la definisce una mia conoscenza.
Durante l'era dei 90 nessuna delle band che avevano influenzato NYHC suonava come suonava il NYHC agli inizi... l'hardcore come cosa separata dal metal, il tipo di hardcore che ancora riconosceva il punk come un lontano cugino, questa roba era stata perlopiù spazzata via (Howe Abrams, In-Effect Records)
Mi ricordo che ero in tour con i Gorilla Biscuits in Europa. Qualcuno mi passò Bleach dei Nirvana e fu tipo "Wow!". Era il periodo in cui vennero fuori i Fugazi, e questo era anche più interessante per me, era qualcosa che mi sembrò più adulto a cui mi volevo attaccare (Jordan Cooper, Revelation Records)
(Ho la netta impressione che più di un veterano si ricordi di aver vissuto le stesse sensazioni ed impressioni).
Il metal è stato prevalentemente molto più refrattario ai venti del cambiamento. O forse no, visto che i gruppi grunge fecero le copertine delle maggiori riviste del settore internazionali, nei primi novanta. Ma il metal estremo sì, il cordone ombelicale col il thrash delle origini era quasi completamente reciso (poche eccezioni, Sadus, Sepultura prima di Roots)
Fatto sta che una buona istantanea del cambiamento in campo metal è costituita da questa compilation:
La mutazione nella percezione del metal estremo e della sua storia ha portato a una serie di visioni un po' storte in chi è cresciuto col metal nei 90. Di recente mi è capitato di sentir dire che il rapporto con l'HC punk è stato importante per il metal estremo, e che i gruppi più importanti in materia sono stati Siege e Larm (!). Oppure che il metalcore è il diretto discendente del crossover thrash (!!!).
Eppure... eppure il panorama offerto da questa copertina è parziale. All'epoca da Earache mi arrivavano promo (tape, test pressing, etc) anche di Naked City, Painkiller, Godflesh, Scorn: l'altra faccia del grind. E pure in campo HC e post-hc esisteva una vena non stagnante e non regressiva, dal punto di vista creativo. Al di là dei già citati Fugazi e alla prima versione della Rollins Band, si può immaginare una linea evolutiva che va da Neurosis e Rorschach fino a Converge e Dillinger Escape Plan, passando per i Botch.
Addendum: all'epoca, al volgere dei 90, le etichette indipendenti storiche come SST, Touch And Go, Dischord non facevano uscire quasi più niente di HC, . A causa della mia storia a me arrivavano contemporaneamente promo o dischi di Deicide, Sarcofago, Napalm Death, Jesus Lizard, Laughing Hyenas, Lard, Mark Lanegan, Skinyard. Inutile precisare da che parte pendevo. La scaletta sarà un excursus tra roba "troppo intelligente", come la definisce una mia conoscenza.
martedì 12 settembre 2017
E così inizia la quarta stagione di FERA - Venerdì 15 settembre, ore 20.30, www.garageradio.eu
E con questa saremmo a quattro, e la quarta stagione comincia dopo un'estate con una brutta notizia.
Mentre scrivo queste righe Marco Mathieu è ancora in coma in un letto d'ospedale, da più di un mese. Ho riascoltato la nostra chiaccherata che ho trasmesso non molto tempo fa e la cosa mi pare irreale. Continuiamo a sperare per il meglio, e i miei pensieri e auguri di una completa guarigione vanno a lui e alla famiglia.
Friday Extreme Rock Adventures inizia quindi la sua quarta stagione (come passa il tempo).
Una stagione che ci vedrà (perché saranno nuovamente presenti Antonio Cecchi e Riki Signorini) tornare sulla storia dell'hc italiano anni 80, anche in ragione di nuove ristampe, e che vedrà per quanto possibile di coprire anche realtà nuove e significative, sia in campo hc che in campo metal.
In tre stagioni in materia qualcosa è stato fatto, mi pare, e questo qualcosa è stato fatto solo ed unicamente grazie a Garage Radio e all'indomabile costanza di Daniele e Silvia che sono riusciti a portare una minuscola web radio da un garage al quinto anno della sua vita, non senza fatica e non senza risultati - e per tutto questo mai sarà ringraziato abbastanza Antonio Dovico con la sua sala prove Note Al Vento (via Orosei 1, Navacchio, PI) che ha sempre offerto una sponda alla radio nel momento del bisogno.
Venerdì nessun tema speciale e nessun ospite speciale, un percorso lungo i temi dell'estate ormai alle spalle.
Mentre scrivo queste righe Marco Mathieu è ancora in coma in un letto d'ospedale, da più di un mese. Ho riascoltato la nostra chiaccherata che ho trasmesso non molto tempo fa e la cosa mi pare irreale. Continuiamo a sperare per il meglio, e i miei pensieri e auguri di una completa guarigione vanno a lui e alla famiglia.
Friday Extreme Rock Adventures inizia quindi la sua quarta stagione (come passa il tempo).
Una stagione che ci vedrà (perché saranno nuovamente presenti Antonio Cecchi e Riki Signorini) tornare sulla storia dell'hc italiano anni 80, anche in ragione di nuove ristampe, e che vedrà per quanto possibile di coprire anche realtà nuove e significative, sia in campo hc che in campo metal.
In tre stagioni in materia qualcosa è stato fatto, mi pare, e questo qualcosa è stato fatto solo ed unicamente grazie a Garage Radio e all'indomabile costanza di Daniele e Silvia che sono riusciti a portare una minuscola web radio da un garage al quinto anno della sua vita, non senza fatica e non senza risultati - e per tutto questo mai sarà ringraziato abbastanza Antonio Dovico con la sua sala prove Note Al Vento (via Orosei 1, Navacchio, PI) che ha sempre offerto una sponda alla radio nel momento del bisogno.
Venerdì nessun tema speciale e nessun ospite speciale, un percorso lungo i temi dell'estate ormai alle spalle.
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| Gli High On Fire a Castellina Marittima probabilmente sono stati L'EVENTO estivo, da queste parti |
sabato 1 luglio 2017
United As One part III - Poviglio, 30 giugno 2017
United As One #2 due anni fa era stato un successone. Quest'anno le cose erano un poco diverse: 30 € di ingresso (motivate da un cospicuo budget richiesto per i gruppi, da quel che ho capito), data di venerdì invece che di sabato. Non ci sono regole precise, in materia ( vedi la data degli Adolescents al K100 l'anno scorso), ma probabilmente sono stati questi due fattori a determinare un'affluenza limitata. Ed è stato un peccato, perché nel suo insieme il bill era ottimo.
I First Brawl per quanto incisivi (specialmente il frontman) non propongono niente di nuovo.
I croati Deafness By Noise dicono che fanno hardcore rock'n'roll, and they mean what they say. Alle mie vecchie orecchie suonano come una specie di versione "ignorante" degli Spermbirds, che si produce anche in un brano groove, un'altro in puro stile crossover thrash 85-86
Per finire si lanciano in alcune cover (assolutamente inattese I Love Livin' In The City dei Fear e Alcohol dei Gang Green). Gruppo ultradinamico e molto divertente.
Alla fine riesco a vedermi gli Slander, dopo averli mancati a ripetizione nell'arco di due anni: poco da dire, potete etichettarli trashcore, hc o che altro, per me restano un gruppo crossover thrash assolutamente ottimo, che riesce a gettare un ponte tra le radici del genere e la modernità. Travolgenti, compatti, ottimo frontman, un gran singolo all'attivo (The rush), sono usciti di fresco su FOAD con un nuovo lavoro. Mi spiace per chi se li è persi.
I General Surgery non sono il mio genere, ma in diversi arrivano mentre stanno suonando loro, ed è con loro che parte davvero il pit, che resterà attivo per tutti gli altri gruppi della serata.
Gli svedesi entrano in scena vestiti in tenuta pseudo paramedica bianca, inzuppati di similsangue dalla testa ai piedi, e mettono su un set death/grind molto apprezzato dal pubblico.
Per me il gruppo della serata sono i Wehrmacht. Mai visti prima dal vivo, anche se li conosco fin dall'86, quando mi ritrovai il loro demo Beermacht nella cassetta della posta. E' curioso constatare come una band di cinquantenni riesca a metter su un micidiale set thrash speedcore dimostrando tecnica e precisione millimetrica e senza in alcun modo stancare durante tutto il loro concerto. Harald O, con una improbabile parrucca in testa, vaga a tratti sul palco, mentre suonano, partecipando anche attivamente quando i Wehrmacht propongono una cover di Detroit Rock City dei Kiss.
Non sarà che la prima delle cover proposte: in omaggio ai "padroni di casa", dichiarando che i Raw Power per loro sono stati una grande influenza, rifanno Start a Fight. La loro scaletta comprende quasi tutto Biermacht e ovviamente Shark Attack, e si conclude con una cover di The Ides Of March/Wratchild, col chorus cantato a metà col pubblico e il saluto finale "Drink Beer, Be Free". Grandi.
Anche i DRI non li avevo mai visti prima e per me dopo i Wehrmacht sono stati un cosa un poco sottotono. Forse perché Kurt Brecht non sembrava particolarmente convinto, rapporto con il pubblico prossimo allo zero, la maggior parte dei brani cantati in posizione arretrata, davanti al drum kit. Ma il pubblico gradisce molto comunque. Io aspettavo i brani più vecchi: nella loro scaletta c'erano Violent Pacification, I'd Rather Be Sleeping, Arguments then war, Snap, Couch slouch. Alla ripetuta richiesta di bis non si fanno pregare, e alla fine concludono con Five Year Plan e Spike che dice "That's all we got", mentre il pubblico scandisce il nome della band.
Una nota: Harald O, che per chi no lo sa è un pezzo della leggenda thrash della Bay Area, che ha contribuito a documentare, gira con una T-Shirt Violence, John R Duffy ha dietro al jacket una patch di un vecchio flyer del Ruthies Inn, Possessed e Sacrilege (BC) - sono entrambi molto invecchiati ma sembra che la storia, per ora, abbia ancora fiato.
Quando le luci si spengono sul terzo United As One qualcuno si chiede se ne vedremo un quarto...
I First Brawl per quanto incisivi (specialmente il frontman) non propongono niente di nuovo.
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| Deafness By Noise |
Per finire si lanciano in alcune cover (assolutamente inattese I Love Livin' In The City dei Fear e Alcohol dei Gang Green). Gruppo ultradinamico e molto divertente.
Alla fine riesco a vedermi gli Slander, dopo averli mancati a ripetizione nell'arco di due anni: poco da dire, potete etichettarli trashcore, hc o che altro, per me restano un gruppo crossover thrash assolutamente ottimo, che riesce a gettare un ponte tra le radici del genere e la modernità. Travolgenti, compatti, ottimo frontman, un gran singolo all'attivo (The rush), sono usciti di fresco su FOAD con un nuovo lavoro. Mi spiace per chi se li è persi.
I General Surgery non sono il mio genere, ma in diversi arrivano mentre stanno suonando loro, ed è con loro che parte davvero il pit, che resterà attivo per tutti gli altri gruppi della serata.
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| Slander |
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| Slander |
Per me il gruppo della serata sono i Wehrmacht. Mai visti prima dal vivo, anche se li conosco fin dall'86, quando mi ritrovai il loro demo Beermacht nella cassetta della posta. E' curioso constatare come una band di cinquantenni riesca a metter su un micidiale set thrash speedcore dimostrando tecnica e precisione millimetrica e senza in alcun modo stancare durante tutto il loro concerto. Harald O, con una improbabile parrucca in testa, vaga a tratti sul palco, mentre suonano, partecipando anche attivamente quando i Wehrmacht propongono una cover di Detroit Rock City dei Kiss.
Non sarà che la prima delle cover proposte: in omaggio ai "padroni di casa", dichiarando che i Raw Power per loro sono stati una grande influenza, rifanno Start a Fight. La loro scaletta comprende quasi tutto Biermacht e ovviamente Shark Attack, e si conclude con una cover di The Ides Of March/Wratchild, col chorus cantato a metà col pubblico e il saluto finale "Drink Beer, Be Free". Grandi.
Anche i DRI non li avevo mai visti prima e per me dopo i Wehrmacht sono stati un cosa un poco sottotono. Forse perché Kurt Brecht non sembrava particolarmente convinto, rapporto con il pubblico prossimo allo zero, la maggior parte dei brani cantati in posizione arretrata, davanti al drum kit. Ma il pubblico gradisce molto comunque. Io aspettavo i brani più vecchi: nella loro scaletta c'erano Violent Pacification, I'd Rather Be Sleeping, Arguments then war, Snap, Couch slouch. Alla ripetuta richiesta di bis non si fanno pregare, e alla fine concludono con Five Year Plan e Spike che dice "That's all we got", mentre il pubblico scandisce il nome della band.
Una nota: Harald O, che per chi no lo sa è un pezzo della leggenda thrash della Bay Area, che ha contribuito a documentare, gira con una T-Shirt Violence, John R Duffy ha dietro al jacket una patch di un vecchio flyer del Ruthies Inn, Possessed e Sacrilege (BC) - sono entrambi molto invecchiati ma sembra che la storia, per ora, abbia ancora fiato.
Quando le luci si spengono sul terzo United As One qualcuno si chiede se ne vedremo un quarto...
venerdì 7 aprile 2017
Once they were thrashers: Pogo, Skanking, Slamming, Moshing
(Articolo a carattere storico-pedagogico, truemetal.it aveva espresso interesse per il tema, e quindi eccolo qua, in contemporanea. Qualcuno noterà che sono state riciclate citazioni già usate in altri post del blog - ma essendo una specie di sinottica a tema, era difficile fare diversamente)
Se qualcuno era presente ad una delle date italiane dei Testament dell'anno scorso, forse ha fatto caso alle parole con cui Chuck Billy introduceva Into the Pit, parlando di come agli inizi del movimento thrash in posti come il Ruthie's Inn a Berkeley il pubblico fosse costituito da crazy motherfuckers impegnati in slamming, stage diving, crowd surfing.
Si riferiva all'83-84, agli inizi del thrash nella Bay Area. Murder In The Front Row è un bel fotolibro che restituisce le immagini della scena della Bay Area e contiene la prima documentazione fotografica di slamming e stagediving in ambito metal - tra le altre ci sono belle foto di un concerto misto (thrash e hc), Slayer Exodus e Suicidal Tendencies all'Acquatic Park a Berkeley, 1984. Gli
scatti sono di Harald Oimoen, o Harald O, (che tra l'altro da qualche tempo è in forza a Blind Illusion e DRI, al basso).
Slamming e stagediving erano stati presi dall'hardcore punk. Tutte cose nate in California nei primissimi ottanta, nel passaggio dalla scena punk di Hollywood alla scena hc vera e propria con centri a Hermosa Beach (The Church), Long Beach, Orange County (The Black Hole). E cose che erano iniziate in modo piuttosto violento. Guardate lo skanking man dei Circle Jerks: ha speroni agli stivali. La violenza iniziale dell'hc (in special modo losangeleno) andò man mano scemando nei primi 80, anche se continuò ad essere un tratto distintivo di molte scene hardcore punk fino a metà decennio (fu a causa del costante livello di violenza della scena a Washington DC che Ian Mackay sciolse i Minor Threat)
Quando si arriva al thrash metal e al crossover, Reed Mullin (Corrosion Of Conformity) ricorda così il periodo:
Quando metal e punk confluirono eravamo speranzosi. Ecco una nuova audience, non avremmo più predicato il verbo ai convertiti. Invece assorbirono le stronzate superficiali. Assorbirono lo slamming, il fare fanzine, il suonare veloce.... mancarono il fottuto punto.
("Bang Your Head: The Rise and Fall of Heavy Metal", David Konow, pag. 240)
Nell'83-84 quindi il thrash metal californiano mutua slamming e stage diving dall'hardcore punk, e in ambito metal la novità si diffonde abbastanza velocemente, ma non incontra il favore di tutti. I ragazzi dell'Old Bridge Militia, storica crew metal del Jersey che fu tra i protagonisti della scena newyorchese dei primi ottanta, apprezzavano senz'altro i nuovi gruppi thrash. Ma l'incontro con lo slamming fu traumatico.
Lasciamo la parola a Rockin’ Ray Dill:
"La nostra cosa era andare sotto il palco e fare headbanging, air guitar, Non c'era moshing allora, Quello arrivò dopo. Quando cominciò, neanche potevamo portare le ragazze sotto il palco perche' la gente là sotto si ammazzava, sai? La faccenda sfuggì di mano, Per essere onesti non era la mia cosa....
Quando è stata la prima volta che avete visto la gente pogare?
La prima volta che gli Exodus vennero qua. Erano di spalla agli Slayer a L'Amour, a Brooklyn. Stavamo guardando gli Exodus e questo tipo mi arriva addosso. Stavo bevendo una birra, e quasi mi mandò la bottiglia giù per la gola. Allora Metal Joe rincorre il tipo, gli sferra un pugno in bocca e lo stende contro la ringhiera. Allora Dave Lombardo arriva di corsa e fa "Che diavolo state facendo" e Joe dice, “Questo tipo ha colpito Ray” , e Dave dice "No, stava solo giocando" e Joe fa "non sapevo che fosse un fottuto gioco"... Accadde così... Lo portarono i californiani."
(Si riferisce al primo concerto degli Exodus a NY, di spalla agli Slayer, 02/04/1985, a L'Amour, Brooklyn, e la fonte è questa)
La cosa curiosa è che servirono i californiani a portare lo slamming a L'Amour mentre al CBGB nel Lower East Side era la norma, da quando era diventato il punto di riferimento della scena NYHC - Scott Ian, Charlie Benante, Dan Lilker e Peter Steele già lo stavano frequentando, ai tempi di quel concerto Exodus/Slayer. Quando si parla della prima scena NYHC si parla di una scena skinhead costituita in gran parte da delinquenti giovanili fatti di PCB e sniffatori di colla, dove la violenza era un fattore costante e quasi costitutivo. Gli Anthrax furono ammessi senza troppi problemi nel non facile ambiente del CBGB di quel tempo perché Billy Milano garantì per loro, dicendo che erano gente a posto (Peter Steele disse che a lui nessuno fece nessun tipo di problema - facile da credere). Se furono i californiani a portare lo slamming nel metal, furono gli Anthrax a promuoverlo instancabilmente e a creare la nuova parola, mosh. Devo dirlo, all'epoca non si sentiva precisamente il bisogno del nuovo vocabolo, ma la sua diffusione fu rapidissima, virale (in un periodo in cui non solo i social networks, ma anche la rete erano lungi da venire). Nell'86, a dimostrazione della compiuta diffusione di queste pratiche e della loro fama, il brano che apriva Power and pain dei Whiplash si intitolava Stagedive.
Ritorniamo all'episodio degli Exodus a L'Amour: fondamentalmente fu questo, ovvero il non aver capito bene da parte metal come dovesse funzionare un pit, a creare problemi in diverse situazioni del crossover. Cominciamo da quel che ha detto Dan Lilker:
Alcuni metallari recepirono solo l'aspetto da circo dell'hardcore e si rendevano ridicoli nel pit con mosse bizzarre
E questo invece è un punto di vista HC, quel che dice Alexa Poli-Scheigert, scenester NYHC:
Non ero troppo affezionata alla roba metal. Andai un paio di volte a L'Amour e venni buttata fuori per aver menato. Questi metallari nel pit mi buttarono giù di proposito perché ero una ragazza. Così li presi per i capelli. All'incirca in quel periodo iniziarono a palparmi insistentemente nel pit - parecchia gente ci entrava per quello. Palpami una tetta e ti spacco la faccia! Questi tipi pensavano "Questa ci sta". Ma non era così, io ti spacco la faccia. I metallari ballavano come polli
E questo dimostra tra l'altro che certe questioni, ovvero le molestie alle ragazze nel pit, per il metal erano lì fin dal principio (entrambi i brani sono presi da NYHC di Tony Reitman (2014), il capitolo sul crossover lo potete trovare qua )
Se state a quel che viene detto in Get Thrashed (Rick Ernst, 2006) sembra che il crossover fosse una sorta di massacro, ai suoi inizi. In realtà il quadro generale non era così brutto.
Pit che si trasformavano in risse generali furono la regola a L.A. e specialmente al Fender's Ballroom, ed episodi analoghi si verificarono durante molti concerti dei DRI.
Ma nella maggior parte dei luoghi la convivenza fu globalmente pacifica se non da subito almeno fin dall'86. E' più o meno in quell'anno che cominciano a diffondersi regolarmente fuori dalla Bay Area concerti con bill misti di gruppi thrash e hc. Bill misti, pit misti.
Veniamo alla questione terminologica. Il pogo, a regola, era una cosa del punk 77: saltare fermi sul posto, da soli o in coppia, ognuno con le mani sulle spalle dell'altro (qualcosa del genere mi pare si veda in The Decline Of Western Civilization). Quello che oggi è comunemente inteso come pogo (in italiano) o moshing si chiamava skank,slamming o slam dance. Me lo spiegò quando ero un ragazzetto di fresco maggiorenne il bassista dei CCM.
Ai concerti thrash in Italia la cosa cominciò nell'86, ad occhio e croce (nella data fiorentina degli Exodus, settembre 85, i punk pogavano nelle retrovie mentre sotto il palco c'era headbanging serrato).
Per quel che mi riguarda iniziai a praticare questo nobile sport a fine 85, inizio 86, e nei luoghi dell'hc italiano (sicuramente la mia prima volta fu al Victor Charlie di Pisa). I punx italiani avevano avuto qualcosa tipo 4 anni per affinare pratica e stile, e il pogo violento era pressoché scomparso dalla circolazione, anche se spesso nel pit poteva esserci qualcuno particolarmente animale. Le borchie
appuntite al polso e sui giubbotti non erano ben viste, nel pit, e lo stesso valeva per i comportamenti inappropriati. Esisteva un codice non scritto, ma facile da comprendere. Non che non potessero venir fuori momenti di tensione, ma la mia integrazione fu aiutata da un amico con la mohicana, da una t-shirt Motorhead e dalla superficiale conoscenza di un massicio skinhead che in qualche caso funzionava da "moderatore" del pit (un'altro mio amico, che lo conosceva bene, lo riteneva la propria "assicurazione sulla vita").
Quindi feci pratica nel migliore dei contesti possibili, in pit "cooperativi" dove l'obiettivo di chi ballava non era incrinare le costole al prossimo e di solito, se cadevi, ti aiutavano a rialzarti e non venivi calpestato o preso accidentalmente a calci. Il pit del concerto hc era perlopiù un luogo di fratellanza, semplicemente esserci dentro voleva dire esser parte di qualcosa. Quando mi ritrovai in pit di concerti thrash, fu chiaro che il metallaro medio non sapeva pogare, dal mio punto di vista (come avrete capito il problema non era solo italiano). In alcuni casi certuni si facevano vanto di un pogo particolarmente violento. Fu un errore andare nell'87 a vedere i Motorhead a Firenze senza anfibi con conchiglia, la prima volta che ho sentito qualcuno urlare "Roma thrash!" sarei dovuto scappare nelle retrovie, e invece ne uscii con l'unghia di un alluce sbarbata.
Notare bene una cosa: slamming e stagediving erano nati in posti piccoli, senza barriere tra palco e pubblico, e perlopiù nell'hc la cosa si perpetua tuttora all'incirca con lo stesso spirito e nello stesso stile.
In origine un concerto thrash o hc veramente riuscito è quello con un pit vivace: è il pubblico che garantisce metà dello spettacolo e metà dell'esperienza. Questo è quel che il thrash ha preso dall'hc punk: non è musica da ascoltare in soggiorno o nella propria stanza, è musica che richiede e prevede una risposta fisica, quella risposta fisica. Senza la dimensione dal vivo con lo slamming (o moshing o pogo o come volete chiamarlo) il thrash è una cosa a metà.
Diversi veterani dell'hardcore punk ritengono che con l'arrivo del thrash metal e del crossover l'hc sia diventato qualcosa di diverso e difforme dal quel che era in origine, ritengono che sia diventata una moda, e così lo slamming. In effetti nella seconda metà degli ottanta nell'hc la faccenda aveva preso talmente piede che capitava che la gente si mettesse a pogare mentre il gruppo provava a fine soundcheck (mi hanno raccontato di un episodio ad un concerto dei Kina: il gruppo prova un pezzo ed un tipo, di getto, sale sul palco e si tuffa; Giampiero smette di suonare e dice "Calma, ragazzi, stiamo solo facendo una prova", il tipo si volta e risponde "Anche io!").
Quando il pubblico del metal estremo si è allargato sono venute fuori pratiche che nel contesto originale non avevano senso. Con gli occhi della vecchia scuola è difficile non considerarle regressive: circle pit e wall of death sono nati in ambito metal, negli show medio grandi, e secondo me anche a causa della presenza fissa di barriere che impediscono l'osmosi tra palco e pubblico - che era una condizione NECESSARIA nel thrash delle origini, come nell'hardcore. Era il sottolineare che band e pubblico erano sullo stesso livello, che non c'era differenza tra chi stava sopra e chi stava sotto dal palco. Se non lo slamming, lo stagediving senz'altro rispecchiava questa concezione "orizontale" della scena. Dopo gli anni 80 le barriere tra palco e pubblico hanno iniziato a dilagare anche nei concerti su piccola scala, e questo l'ho giudicato un controsenso, per il thrash e in generale per il
metal estremo (figuriamoci per l'hc). E' chiaro che la grande diffusione del crowdsurfing è da ricollegarsi anche alla presenza delle barriere, che impedisce il tuffo dal palco. La cosa è giustificata da motivi di sicurezza, in teoria, e forse è anche opportuna quando un certo tipo di pratica viene trapiantata dal contesto in cui è nata a concerti con migliaia di persone. Ma, onestamente, siamo arrivati a livelli del tutto assurdi di PROIBIZIONE di moshing e crowdsurfing che snaturano completamente ogni residuo spirito di punk, hc o thrash. Non sono faccende di sicurezza, queste. Sono un mutamento genetico nella cosa: non c'è più niente di "orizzontale", la band sopra, il pubblico sotto che non è più parte della scena, ma massa di consumatori che se danneggiati dal prodotto acquistato (il biglietto) possono fare causa all'organizzazione o alla band. E questo vuol dire essere arrivati a livelli di demenza intrinseca mai visti.
La paranoia dei gruppi per chi del pubblico sale sul palco potrà anche essere giustificata,ma personalmente ho sempre giudicato la qualità di una band ANCHE da come si comporta con gli stagedivers e con la gente che sale sul palco.
Se esci da uno show thrash o hc con un occhio nero e vuoi far causa al gruppo o al locale, in primis sei un idiota, in secondo luogo hai seriamente sbagliato tipo di musica. Ma del resto se esiste la birra analcolica, esiste anche chi la compra. Evidentemente da qualche tempo il metal demoshizzato potrebbe avere la sua fascia di mercato. Io spero di non vederlo mai.
E per finire, alcuni worked examples.
Nuova scuola metal
Vecchia scuola hc
E qualcuno che ci scherza sopra
Se qualcuno era presente ad una delle date italiane dei Testament dell'anno scorso, forse ha fatto caso alle parole con cui Chuck Billy introduceva Into the Pit, parlando di come agli inizi del movimento thrash in posti come il Ruthie's Inn a Berkeley il pubblico fosse costituito da crazy motherfuckers impegnati in slamming, stage diving, crowd surfing.
Si riferiva all'83-84, agli inizi del thrash nella Bay Area. Murder In The Front Row è un bel fotolibro che restituisce le immagini della scena della Bay Area e contiene la prima documentazione fotografica di slamming e stagediving in ambito metal - tra le altre ci sono belle foto di un concerto misto (thrash e hc), Slayer Exodus e Suicidal Tendencies all'Acquatic Park a Berkeley, 1984. Gli
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| Da "Murder in the front row", Possessed, Ruthie's Inn, 84 |
Slamming e stagediving erano stati presi dall'hardcore punk. Tutte cose nate in California nei primissimi ottanta, nel passaggio dalla scena punk di Hollywood alla scena hc vera e propria con centri a Hermosa Beach (The Church), Long Beach, Orange County (The Black Hole). E cose che erano iniziate in modo piuttosto violento. Guardate lo skanking man dei Circle Jerks: ha speroni agli stivali. La violenza iniziale dell'hc (in special modo losangeleno) andò man mano scemando nei primi 80, anche se continuò ad essere un tratto distintivo di molte scene hardcore punk fino a metà decennio (fu a causa del costante livello di violenza della scena a Washington DC che Ian Mackay sciolse i Minor Threat)
Quando si arriva al thrash metal e al crossover, Reed Mullin (Corrosion Of Conformity) ricorda così il periodo:
Quando metal e punk confluirono eravamo speranzosi. Ecco una nuova audience, non avremmo più predicato il verbo ai convertiti. Invece assorbirono le stronzate superficiali. Assorbirono lo slamming, il fare fanzine, il suonare veloce.... mancarono il fottuto punto.
("Bang Your Head: The Rise and Fall of Heavy Metal", David Konow, pag. 240)
Nell'83-84 quindi il thrash metal californiano mutua slamming e stage diving dall'hardcore punk, e in ambito metal la novità si diffonde abbastanza velocemente, ma non incontra il favore di tutti. I ragazzi dell'Old Bridge Militia, storica crew metal del Jersey che fu tra i protagonisti della scena newyorchese dei primi ottanta, apprezzavano senz'altro i nuovi gruppi thrash. Ma l'incontro con lo slamming fu traumatico.
Lasciamo la parola a Rockin’ Ray Dill:
"La nostra cosa era andare sotto il palco e fare headbanging, air guitar, Non c'era moshing allora, Quello arrivò dopo. Quando cominciò, neanche potevamo portare le ragazze sotto il palco perche' la gente là sotto si ammazzava, sai? La faccenda sfuggì di mano, Per essere onesti non era la mia cosa....
Quando è stata la prima volta che avete visto la gente pogare?
La prima volta che gli Exodus vennero qua. Erano di spalla agli Slayer a L'Amour, a Brooklyn. Stavamo guardando gli Exodus e questo tipo mi arriva addosso. Stavo bevendo una birra, e quasi mi mandò la bottiglia giù per la gola. Allora Metal Joe rincorre il tipo, gli sferra un pugno in bocca e lo stende contro la ringhiera. Allora Dave Lombardo arriva di corsa e fa "Che diavolo state facendo" e Joe dice, “Questo tipo ha colpito Ray” , e Dave dice "No, stava solo giocando" e Joe fa "non sapevo che fosse un fottuto gioco"... Accadde così... Lo portarono i californiani."
(Si riferisce al primo concerto degli Exodus a NY, di spalla agli Slayer, 02/04/1985, a L'Amour, Brooklyn, e la fonte è questa)
La cosa curiosa è che servirono i californiani a portare lo slamming a L'Amour mentre al CBGB nel Lower East Side era la norma, da quando era diventato il punto di riferimento della scena NYHC - Scott Ian, Charlie Benante, Dan Lilker e Peter Steele già lo stavano frequentando, ai tempi di quel concerto Exodus/Slayer. Quando si parla della prima scena NYHC si parla di una scena skinhead costituita in gran parte da delinquenti giovanili fatti di PCB e sniffatori di colla, dove la violenza era un fattore costante e quasi costitutivo. Gli Anthrax furono ammessi senza troppi problemi nel non facile ambiente del CBGB di quel tempo perché Billy Milano garantì per loro, dicendo che erano gente a posto (Peter Steele disse che a lui nessuno fece nessun tipo di problema - facile da credere). Se furono i californiani a portare lo slamming nel metal, furono gli Anthrax a promuoverlo instancabilmente e a creare la nuova parola, mosh. Devo dirlo, all'epoca non si sentiva precisamente il bisogno del nuovo vocabolo, ma la sua diffusione fu rapidissima, virale (in un periodo in cui non solo i social networks, ma anche la rete erano lungi da venire). Nell'86, a dimostrazione della compiuta diffusione di queste pratiche e della loro fama, il brano che apriva Power and pain dei Whiplash si intitolava Stagedive.
Ritorniamo all'episodio degli Exodus a L'Amour: fondamentalmente fu questo, ovvero il non aver capito bene da parte metal come dovesse funzionare un pit, a creare problemi in diverse situazioni del crossover. Cominciamo da quel che ha detto Dan Lilker:
Alcuni metallari recepirono solo l'aspetto da circo dell'hardcore e si rendevano ridicoli nel pit con mosse bizzarre
E questo invece è un punto di vista HC, quel che dice Alexa Poli-Scheigert, scenester NYHC:
Non ero troppo affezionata alla roba metal. Andai un paio di volte a L'Amour e venni buttata fuori per aver menato. Questi metallari nel pit mi buttarono giù di proposito perché ero una ragazza. Così li presi per i capelli. All'incirca in quel periodo iniziarono a palparmi insistentemente nel pit - parecchia gente ci entrava per quello. Palpami una tetta e ti spacco la faccia! Questi tipi pensavano "Questa ci sta". Ma non era così, io ti spacco la faccia. I metallari ballavano come polli
E questo dimostra tra l'altro che certe questioni, ovvero le molestie alle ragazze nel pit, per il metal erano lì fin dal principio (entrambi i brani sono presi da NYHC di Tony Reitman (2014), il capitolo sul crossover lo potete trovare qua )
Se state a quel che viene detto in Get Thrashed (Rick Ernst, 2006) sembra che il crossover fosse una sorta di massacro, ai suoi inizi. In realtà il quadro generale non era così brutto.
Pit che si trasformavano in risse generali furono la regola a L.A. e specialmente al Fender's Ballroom, ed episodi analoghi si verificarono durante molti concerti dei DRI.
Ma nella maggior parte dei luoghi la convivenza fu globalmente pacifica se non da subito almeno fin dall'86. E' più o meno in quell'anno che cominciano a diffondersi regolarmente fuori dalla Bay Area concerti con bill misti di gruppi thrash e hc. Bill misti, pit misti.
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| Il pit al Virus, MI, in una storica copertina di TVOR |
Ai concerti thrash in Italia la cosa cominciò nell'86, ad occhio e croce (nella data fiorentina degli Exodus, settembre 85, i punk pogavano nelle retrovie mentre sotto il palco c'era headbanging serrato).
Per quel che mi riguarda iniziai a praticare questo nobile sport a fine 85, inizio 86, e nei luoghi dell'hc italiano (sicuramente la mia prima volta fu al Victor Charlie di Pisa). I punx italiani avevano avuto qualcosa tipo 4 anni per affinare pratica e stile, e il pogo violento era pressoché scomparso dalla circolazione, anche se spesso nel pit poteva esserci qualcuno particolarmente animale. Le borchie
Quindi feci pratica nel migliore dei contesti possibili, in pit "cooperativi" dove l'obiettivo di chi ballava non era incrinare le costole al prossimo e di solito, se cadevi, ti aiutavano a rialzarti e non venivi calpestato o preso accidentalmente a calci. Il pit del concerto hc era perlopiù un luogo di fratellanza, semplicemente esserci dentro voleva dire esser parte di qualcosa. Quando mi ritrovai in pit di concerti thrash, fu chiaro che il metallaro medio non sapeva pogare, dal mio punto di vista (come avrete capito il problema non era solo italiano). In alcuni casi certuni si facevano vanto di un pogo particolarmente violento. Fu un errore andare nell'87 a vedere i Motorhead a Firenze senza anfibi con conchiglia, la prima volta che ho sentito qualcuno urlare "Roma thrash!" sarei dovuto scappare nelle retrovie, e invece ne uscii con l'unghia di un alluce sbarbata.
Notare bene una cosa: slamming e stagediving erano nati in posti piccoli, senza barriere tra palco e pubblico, e perlopiù nell'hc la cosa si perpetua tuttora all'incirca con lo stesso spirito e nello stesso stile.
In origine un concerto thrash o hc veramente riuscito è quello con un pit vivace: è il pubblico che garantisce metà dello spettacolo e metà dell'esperienza. Questo è quel che il thrash ha preso dall'hc punk: non è musica da ascoltare in soggiorno o nella propria stanza, è musica che richiede e prevede una risposta fisica, quella risposta fisica. Senza la dimensione dal vivo con lo slamming (o moshing o pogo o come volete chiamarlo) il thrash è una cosa a metà.
Diversi veterani dell'hardcore punk ritengono che con l'arrivo del thrash metal e del crossover l'hc sia diventato qualcosa di diverso e difforme dal quel che era in origine, ritengono che sia diventata una moda, e così lo slamming. In effetti nella seconda metà degli ottanta nell'hc la faccenda aveva preso talmente piede che capitava che la gente si mettesse a pogare mentre il gruppo provava a fine soundcheck (mi hanno raccontato di un episodio ad un concerto dei Kina: il gruppo prova un pezzo ed un tipo, di getto, sale sul palco e si tuffa; Giampiero smette di suonare e dice "Calma, ragazzi, stiamo solo facendo una prova", il tipo si volta e risponde "Anche io!").
Quando il pubblico del metal estremo si è allargato sono venute fuori pratiche che nel contesto originale non avevano senso. Con gli occhi della vecchia scuola è difficile non considerarle regressive: circle pit e wall of death sono nati in ambito metal, negli show medio grandi, e secondo me anche a causa della presenza fissa di barriere che impediscono l'osmosi tra palco e pubblico - che era una condizione NECESSARIA nel thrash delle origini, come nell'hardcore. Era il sottolineare che band e pubblico erano sullo stesso livello, che non c'era differenza tra chi stava sopra e chi stava sotto dal palco. Se non lo slamming, lo stagediving senz'altro rispecchiava questa concezione "orizontale" della scena. Dopo gli anni 80 le barriere tra palco e pubblico hanno iniziato a dilagare anche nei concerti su piccola scala, e questo l'ho giudicato un controsenso, per il thrash e in generale per il
metal estremo (figuriamoci per l'hc). E' chiaro che la grande diffusione del crowdsurfing è da ricollegarsi anche alla presenza delle barriere, che impedisce il tuffo dal palco. La cosa è giustificata da motivi di sicurezza, in teoria, e forse è anche opportuna quando un certo tipo di pratica viene trapiantata dal contesto in cui è nata a concerti con migliaia di persone. Ma, onestamente, siamo arrivati a livelli del tutto assurdi di PROIBIZIONE di moshing e crowdsurfing che snaturano completamente ogni residuo spirito di punk, hc o thrash. Non sono faccende di sicurezza, queste. Sono un mutamento genetico nella cosa: non c'è più niente di "orizzontale", la band sopra, il pubblico sotto che non è più parte della scena, ma massa di consumatori che se danneggiati dal prodotto acquistato (il biglietto) possono fare causa all'organizzazione o alla band. E questo vuol dire essere arrivati a livelli di demenza intrinseca mai visti.
La paranoia dei gruppi per chi del pubblico sale sul palco potrà anche essere giustificata,ma personalmente ho sempre giudicato la qualità di una band ANCHE da come si comporta con gli stagedivers e con la gente che sale sul palco.
Se esci da uno show thrash o hc con un occhio nero e vuoi far causa al gruppo o al locale, in primis sei un idiota, in secondo luogo hai seriamente sbagliato tipo di musica. Ma del resto se esiste la birra analcolica, esiste anche chi la compra. Evidentemente da qualche tempo il metal demoshizzato potrebbe avere la sua fascia di mercato. Io spero di non vederlo mai.
E per finire, alcuni worked examples.
Nuova scuola metal
Vecchia scuola hc
E qualcuno che ci scherza sopra
martedì 7 marzo 2017
Adeptor - venerdì 10 marzo ore 20.30 www.garageradio.eu
Prima di vederli dal vivo ad aprire per Vexovoid e Violentor ignoravo del tutto l'esistenza degli Adeptor, giovane gruppo thrash metal per metà pisano che sta muovendo i suoi primi passi. Mi hanno fatto una buona impressione, e quindi mi è parso il caso di invitarli in radio a presentarsi e a sentire quel che hanno da dire. Si tratta di un gruppo assai giovane, e quindi la loro bio è ancora corta:
Gli Adeptor nascono agli inizi del 2015 quando quattro amici, Gianluca Trivelli (voce, chitarra), Daniel Bagni (Batteria), Alessandro Cosci (basso) e Francesco Guarneri (chitarra) , decidono di formare il gruppo. Dopo un anno passato in sala prove e dopo una jam, il lavoro si sta dirigendo verso la registrazione della prima demo. Nel lungo periodo compositivo intanto partecipano a vari concerti e al primo festival del gruppo "Facciamo valere il metallo italiano". Attualmente stanno lavorando alla realizzazione del loro primo cd, in attesa dell'uscita della demo "Violentmetal assault".
Una nota a margine: di questi tempi chiunque registra qualsiasi cosa appena ce l'ha pronta e la posta in rete, o addirittura fa direttamente il CD. Incidere costa poco, e la postproduzione digitale è in grado di sistemare qualsiasi errore fatto in sede di incisione. E' dal vivo e solo dal vivo che si può valutare una band, specialmente tra la sterminata platea dei cosiddetti esordienti (termine spesso applicato a chi in realtà è in giro da anni). Lasciamo stare chi dal vivo è una pallida ombra di quel che sembrava da studio. Paradossalmente, mi capita sempre più spesso di trovare gruppi che dal vivo rendono molto di più e molto meglio di quanto non facciano da studio. Un tempo esisteva Your Choice Live Series, che catturava dal vivo band spesso ancora non uscite con incisioni da studio. Sarebbe ora di riscoprire quel tipo di esperienza.
Gli Adeptor nascono agli inizi del 2015 quando quattro amici, Gianluca Trivelli (voce, chitarra), Daniel Bagni (Batteria), Alessandro Cosci (basso) e Francesco Guarneri (chitarra) , decidono di formare il gruppo. Dopo un anno passato in sala prove e dopo una jam, il lavoro si sta dirigendo verso la registrazione della prima demo. Nel lungo periodo compositivo intanto partecipano a vari concerti e al primo festival del gruppo "Facciamo valere il metallo italiano". Attualmente stanno lavorando alla realizzazione del loro primo cd, in attesa dell'uscita della demo "Violentmetal assault".
Una nota a margine: di questi tempi chiunque registra qualsiasi cosa appena ce l'ha pronta e la posta in rete, o addirittura fa direttamente il CD. Incidere costa poco, e la postproduzione digitale è in grado di sistemare qualsiasi errore fatto in sede di incisione. E' dal vivo e solo dal vivo che si può valutare una band, specialmente tra la sterminata platea dei cosiddetti esordienti (termine spesso applicato a chi in realtà è in giro da anni). Lasciamo stare chi dal vivo è una pallida ombra di quel che sembrava da studio. Paradossalmente, mi capita sempre più spesso di trovare gruppi che dal vivo rendono molto di più e molto meglio di quanto non facciano da studio. Un tempo esisteva Your Choice Live Series, che catturava dal vivo band spesso ancora non uscite con incisioni da studio. Sarebbe ora di riscoprire quel tipo di esperienza.
martedì 21 febbraio 2017
Proto thrash, alcolemia e "era roba buona?" - venerdì 24 Febbraio, ore 20.30 www.garageradio.it
Dopo le recenti prodezze della redazione di Metal Hammer Italia, neanche a farlo apposta, mi rimbalza sulla bacheca di facebook una delle tante liste di gruppi-album-pezzi che infestano i metal magazine online, "The 10 best proto-thrash songs", by Scott Ian, gentilmente offerta da Team Rock (neanche metto il link, se volete perder tempo googlate, però la domanda è: quante birre si era scolato Scott Ian prima di rispondere? O aveva usato qualche additivo?). Giuro, sembra "trova gli intrusi" sulla Settimana Enigmistica. Guardo meglio e vedo la data, 9 ottobre 2015. Ma Teamrock/Metal Hammer UK non erano andati a gambe all'aria e poi un mesetto fa era arrivata Future Publishing col portafoglio in mano per rilevare l'autodefinitasi "casa del rock e del metal"? E ora ripostano vecchia roba, di una stagione già piuttosto triste, per dimostrare la propria esistenza in vita? Bah.
In ogni caso colgo la palla al balzo per una scaletta a tema proto thrash o ante thrash, magari un poco più lucida di quella prodotta al tempo dal vecchio Scott.
(la foto col tema c'entra così così, ma è giusto per ribadire concetti già trattati)
In ogni caso colgo la palla al balzo per una scaletta a tema proto thrash o ante thrash, magari un poco più lucida di quella prodotta al tempo dal vecchio Scott.
(la foto col tema c'entra così così, ma è giusto per ribadire concetti già trattati)
domenica 12 febbraio 2017
Destruction: a matter of attitude
(titolo convertito in inglese dopo discussione lessicale su fb)
La vicenda Destruction, con il comunicato contenente difesa e scuse un po' pelose della band, è ormai una pietanza fredda. Ma i temi coinvolti sono, purtroppo, sempre attuali. Sono venuti fuori quando è uscito Hardwired dei Metallica, torneranno fuori al prossimo lavoro degli Slayer, o degli Anthrax o che so io.
Non mi interessa parlare, a proposito di Destruction, di chi ha ragione e chi ha torto e in quale circostanza. Mi interessa parlare di attitudine, e non tanto della band, quanto del suo pubblico, del pubblico che li ha difesi arrivando a giustificare l'indifendibile (shitaly), perlomeno su fb.
A costo di apparire estremamente ripetitivo e noioso, il thrash delle origini non era solo una questione di stile musicale. I thrashers non odiavano (è la parola giusta) i posers perché Motley Crue Ratt Poison e Cinderella gli facevano schifo. Più che la musica avversavano profondamente il sistema di (dis)valori espresso da quei gruppi. E non parlo di scolarsi Jack Daniels e entrare nelle mutandine di quante più fanciulle fosse possibile - aspetti del tutto secondari. Parlo di attitudine e in specie nei confronti dei media maistream.
I gruppi hair metal erano nati per MTV e da MTV furono plasmati, volevano essere prodotto di massa fin dall'inizio, la colonna sonora per la gioventù della futura casalinga americana (acuta definizione di Kim Thayil dei Soundgarden), volevano diventare star. Il thrash delle origini era tutto sulla violenza della musica, sul rifiuto di veder etichetatto come heavy metal un pop travestito da rock duro. Fino a "burn your idols, fuck MTV, fuck the rockstars". Ok? Vi ricordo che i Metallica dissero che MAI avrebbero girato un video per apparire su MTV (quante scemenze si dicono da giovani, eh?). E questo spiega l'avvicinamento all'hardcore punk. Non si cambiava una t-shirt degli Iron Maiden con una dei Discharge o degli MDC o dei Dead Kennedys o dei DRI perché faceva figo. A differenza di quelle metal, quelle t-shirt volevano esprimere qualcosa in più che amore per il sound di quei gruppi, tutti con una precisa connotazione ideale, anarchica, libertaria, pacifista. Praticamente impossibile scindere la musica dai testi, se si capisce l'inglese.
Piccola digressione sui gruppi tedeschi (e svizzeri): questa storia delle magliette hc coinvolge i Kreator, ma non Sodom e Destruction; l'amore di Tom Gabriel Warrior per i Discharge è stato ripetutamente dichiarato, e a lato lo vedete in compagnia di uno dei Coroner con t-shirt DRI.
E' chiaro che dall'86, quando la scena hc più vitale è quella di NY, mettersi una t-shirt di Agnostic Front o Cro Mags non ha più una connotazione leftist, ma ricordo che comunque l'attitudine di base NYHC restava quella di rifiuto del sistema e del music biz. Quando Kirk Hammet nell'87 salì sul palco del CGBG per suonare coi Crumbsuckers accompagnato da due guardie del corpo, fu contestato aspramente.
Il thrash metal, con i maggiori gruppi passati su major, stava allontandosi dalle proprie origini e si stava omologando alle logiche delle grandi etichette. Il Clash Of Titans sancirà quello che il thrash è diventato alla fine del suo percorso: un'altro aspetto dell'industria del più figo, quella che era nato per contestare.
Questo per ribadire cosa significò "thrash metal" 30 anni e passa fa.
Cosa c'entra tutto ciò coi Destruction e i loro difensori? Vediamo di precisare.
Per la maggioranza dei thrashers delle origini thrash è "rivolta contro", non un prodotto come gli altri. Per i sedicenni che videro il Clash Of Titans, invece, un altro prodotto dell'industria musicale da consumare. E' questo il punto, questa la transizione compiutasi nei 90, quando i metal estremo a modo suo diventerà l'industria underground del più figo (il più cattivo, il più satanista, il più gore). Star dell'underground che diventeranno idoli di una generazione di metallari. L'attitudine originaria del thrash sparita, archiviata in larga parte "l'orizzontalità" della scena. I Morbid Angel arrivano in tour in Europa e David Vincent si aspetta una groupie ad ogni serata (in assenza di groupie gli organizzatori fanno travestire delle professioniste del sesso). La starlette del metallo estremo è una rockstar in sedicesimo. Niente di strano, col punk sta succedendo la stessa cosa (notare che nel metal degli ultimi 30 anni non c'è niente di paragonabile ai Fugazi - che nei 90, quando tutte le major volevano metterli sotto contratto, si sono sempre rifiutati di firmare, ritenendo vitale continuare con il DIY).
E per molti, le star (o le starlette) sono oggetto di incondizionata, acritica ammirazione. Quel che conta è la musica, la qualità del prodotto (in Italia ed ovunque il tasso di comprensione dell'inglese sia bassino la cosa è anche peggio, perché la mancata comprensione dei testi li esclude dal giudizio sul brano o sull'album).
In più permane l'aspetto adolescenziale del metal, quel voler essere affascinati, quel voler evadere che richiede sospensione dell'incredulità (Tolkien docet). E quindi disinteresse per i meccanismi del business musicale, fastidio per chi mostra i fili delle marionette, fino al sogno assurdo,completamente sganciato dalla realtà, per chi suona, di "sfondare", in un modo o nell'altro.
Il tutto si riassume in "chi suona bene ha ragione, qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa dica". Questo motto applicato al thrash è l'equivalente del corporate punk, del Blink 182, dei My Chemical Romance. Il vuoto simulacro di qualcosa che aveva dei contenuti persi ormai da decenni, in quel passaggio degli anni novanta in cui "fu così che gente dedita a una irrefrenabile voglia di vivere fu trasformata in gente dedita a un'inarrestabile voglia di consumare" (Alessandro Marescotti, introduzione a "Italian Crackdown", Ed. Apogeo).
La vicenda Destruction, con il comunicato contenente difesa e scuse un po' pelose della band, è ormai una pietanza fredda. Ma i temi coinvolti sono, purtroppo, sempre attuali. Sono venuti fuori quando è uscito Hardwired dei Metallica, torneranno fuori al prossimo lavoro degli Slayer, o degli Anthrax o che so io.
Non mi interessa parlare, a proposito di Destruction, di chi ha ragione e chi ha torto e in quale circostanza. Mi interessa parlare di attitudine, e non tanto della band, quanto del suo pubblico, del pubblico che li ha difesi arrivando a giustificare l'indifendibile (shitaly), perlomeno su fb.
A costo di apparire estremamente ripetitivo e noioso, il thrash delle origini non era solo una questione di stile musicale. I thrashers non odiavano (è la parola giusta) i posers perché Motley Crue Ratt Poison e Cinderella gli facevano schifo. Più che la musica avversavano profondamente il sistema di (dis)valori espresso da quei gruppi. E non parlo di scolarsi Jack Daniels e entrare nelle mutandine di quante più fanciulle fosse possibile - aspetti del tutto secondari. Parlo di attitudine e in specie nei confronti dei media maistream.
I gruppi hair metal erano nati per MTV e da MTV furono plasmati, volevano essere prodotto di massa fin dall'inizio, la colonna sonora per la gioventù della futura casalinga americana (acuta definizione di Kim Thayil dei Soundgarden), volevano diventare star. Il thrash delle origini era tutto sulla violenza della musica, sul rifiuto di veder etichetatto come heavy metal un pop travestito da rock duro. Fino a "burn your idols, fuck MTV, fuck the rockstars". Ok? Vi ricordo che i Metallica dissero che MAI avrebbero girato un video per apparire su MTV (quante scemenze si dicono da giovani, eh?). E questo spiega l'avvicinamento all'hardcore punk. Non si cambiava una t-shirt degli Iron Maiden con una dei Discharge o degli MDC o dei Dead Kennedys o dei DRI perché faceva figo. A differenza di quelle metal, quelle t-shirt volevano esprimere qualcosa in più che amore per il sound di quei gruppi, tutti con una precisa connotazione ideale, anarchica, libertaria, pacifista. Praticamente impossibile scindere la musica dai testi, se si capisce l'inglese.
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| Celtic Frost e Coroner |
E' chiaro che dall'86, quando la scena hc più vitale è quella di NY, mettersi una t-shirt di Agnostic Front o Cro Mags non ha più una connotazione leftist, ma ricordo che comunque l'attitudine di base NYHC restava quella di rifiuto del sistema e del music biz. Quando Kirk Hammet nell'87 salì sul palco del CGBG per suonare coi Crumbsuckers accompagnato da due guardie del corpo, fu contestato aspramente.
Il thrash metal, con i maggiori gruppi passati su major, stava allontandosi dalle proprie origini e si stava omologando alle logiche delle grandi etichette. Il Clash Of Titans sancirà quello che il thrash è diventato alla fine del suo percorso: un'altro aspetto dell'industria del più figo, quella che era nato per contestare.
Questo per ribadire cosa significò "thrash metal" 30 anni e passa fa.
Cosa c'entra tutto ciò coi Destruction e i loro difensori? Vediamo di precisare.
Per la maggioranza dei thrashers delle origini thrash è "rivolta contro", non un prodotto come gli altri. Per i sedicenni che videro il Clash Of Titans, invece, un altro prodotto dell'industria musicale da consumare. E' questo il punto, questa la transizione compiutasi nei 90, quando i metal estremo a modo suo diventerà l'industria underground del più figo (il più cattivo, il più satanista, il più gore). Star dell'underground che diventeranno idoli di una generazione di metallari. L'attitudine originaria del thrash sparita, archiviata in larga parte "l'orizzontalità" della scena. I Morbid Angel arrivano in tour in Europa e David Vincent si aspetta una groupie ad ogni serata (in assenza di groupie gli organizzatori fanno travestire delle professioniste del sesso). La starlette del metallo estremo è una rockstar in sedicesimo. Niente di strano, col punk sta succedendo la stessa cosa (notare che nel metal degli ultimi 30 anni non c'è niente di paragonabile ai Fugazi - che nei 90, quando tutte le major volevano metterli sotto contratto, si sono sempre rifiutati di firmare, ritenendo vitale continuare con il DIY).
E per molti, le star (o le starlette) sono oggetto di incondizionata, acritica ammirazione. Quel che conta è la musica, la qualità del prodotto (in Italia ed ovunque il tasso di comprensione dell'inglese sia bassino la cosa è anche peggio, perché la mancata comprensione dei testi li esclude dal giudizio sul brano o sull'album).
In più permane l'aspetto adolescenziale del metal, quel voler essere affascinati, quel voler evadere che richiede sospensione dell'incredulità (Tolkien docet). E quindi disinteresse per i meccanismi del business musicale, fastidio per chi mostra i fili delle marionette, fino al sogno assurdo,completamente sganciato dalla realtà, per chi suona, di "sfondare", in un modo o nell'altro.
Il tutto si riassume in "chi suona bene ha ragione, qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa dica". Questo motto applicato al thrash è l'equivalente del corporate punk, del Blink 182, dei My Chemical Romance. Il vuoto simulacro di qualcosa che aveva dei contenuti persi ormai da decenni, in quel passaggio degli anni novanta in cui "fu così che gente dedita a una irrefrenabile voglia di vivere fu trasformata in gente dedita a un'inarrestabile voglia di consumare" (Alessandro Marescotti, introduzione a "Italian Crackdown", Ed. Apogeo).
sabato 4 febbraio 2017
Violentor Vexovoid Adeptor @GOB, Bicchio - 3 febbraio 2017
Il circolo Arci GOB è luogo di cui avrei tranquillamente ignorato l'esistenza se due sabati fa non ci fosse stata una presentazione di "No More Pain" con annesso concerto di Top Secret e S.B.S.- Antonio Cecchi aveva annunciato una sorpresa e infatti è salito sul palco (per la prima volta dopo 30 anni) per suonare il basso in una cover di Loose.
Il GOB ( che sta per Ganz Of Bicchio) è un posto piccolo, ricavato in uno dei tanti box di un' ex struttura industriale - negli altri box sono installate altre attività, dall'artigianato all'elettronica fino all'informatica e il tutto è molto gibsoniano, se rendo l'idea.
Fortunamente la gente del GOB ha sistemato la sua localizzazione su Maps, perché la sera della presentazione con strada e numero civico il navigatore mi ha fatto girare a vuoto per venti minuti tra stradine e fossi fuori dalla zona industriale di Bicchio, Viareggio, dal "lato oscuro" dell'autostrada.
Quindi quando ho ricevuto su fb l'invito per un "GOBs of metal" che comprendeva Vexovoid e Violentor mi sono detto "Grande, ora so pure come arrivarci".
Posto molto piccolo ma pieno, per l'occasione, e pieno di metallari (la cosa è meno ovvia di quel che sembra...).
E alla fine per me la sorpresa della serata sono stati i pisani Adeptor, che aprivano. Non mi pare che facciano mistero del loro amore per i Kreator, ma il livello tecnico è alto e il songwriting nei pezzi più nuovi piuttosto buono.
I Vexovoid sono bravi, tecnicissimi, fannno really intricate stuff, ma mi coinvolgono meno.
Fondamentalmente ero andato per i Violentor, volevo avere una conferma (non li avevo mai visti dal vivo) e ho avuto di più, nel senso che live sono uno schiacciasassi in grado di polverizzare il granito. Che ci fosse del D-beat nel loro suono era evidente, ma dal vivo la cosa viene fuori in modo impressionante e consiglio caldamente i fan del crust di verificare di persona, se non li conoscono. Insomma uno speed-thrash-punk pre-crossover, pure mazzate nei denti, o secchiate di chiodi (copyright Dezo), se preferite ( ai più vecchi o ai più nerd potrebbe ricordare, nello spirito, gli Warfare, quelli inglesi, che uscirono su Neat)
More to come, al GOB, in materia di metallo (e forse anche di hc? Una di quelle seratine miste di una volta, ragazzi?).
Il GOB ( che sta per Ganz Of Bicchio) è un posto piccolo, ricavato in uno dei tanti box di un' ex struttura industriale - negli altri box sono installate altre attività, dall'artigianato all'elettronica fino all'informatica e il tutto è molto gibsoniano, se rendo l'idea.
Fortunamente la gente del GOB ha sistemato la sua localizzazione su Maps, perché la sera della presentazione con strada e numero civico il navigatore mi ha fatto girare a vuoto per venti minuti tra stradine e fossi fuori dalla zona industriale di Bicchio, Viareggio, dal "lato oscuro" dell'autostrada.
Quindi quando ho ricevuto su fb l'invito per un "GOBs of metal" che comprendeva Vexovoid e Violentor mi sono detto "Grande, ora so pure come arrivarci".
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| Adeptor |
E alla fine per me la sorpresa della serata sono stati i pisani Adeptor, che aprivano. Non mi pare che facciano mistero del loro amore per i Kreator, ma il livello tecnico è alto e il songwriting nei pezzi più nuovi piuttosto buono.
I Vexovoid sono bravi, tecnicissimi, fannno really intricate stuff, ma mi coinvolgono meno.
Fondamentalmente ero andato per i Violentor, volevo avere una conferma (non li avevo mai visti dal vivo) e ho avuto di più, nel senso che live sono uno schiacciasassi in grado di polverizzare il granito. Che ci fosse del D-beat nel loro suono era evidente, ma dal vivo la cosa viene fuori in modo impressionante e consiglio caldamente i fan del crust di verificare di persona, se non li conoscono. Insomma uno speed-thrash-punk pre-crossover, pure mazzate nei denti, o secchiate di chiodi (copyright Dezo), se preferite ( ai più vecchi o ai più nerd potrebbe ricordare, nello spirito, gli Warfare, quelli inglesi, che uscirono su Neat)
More to come, al GOB, in materia di metallo (e forse anche di hc? Una di quelle seratine miste di una volta, ragazzi?).
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