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mercoledì 25 maggio 2022

SULL' ONDA DEL RICORDO (HARDCORE ITALIANO ANNI 80 )

Marco Mathieu sapeva, all'epoca, che i primissimi Negazione non mi piacevano. Glielo dissi molto tranquillamente, che su Wild Bunch i Declino erano un pezzo avanti a loro, secondo me 

  

(poi vabbè, Condannati a Morte e tutto il resto). Comincio così perché il Cecchi mi dice "Fai un post su quello che si diceva l'altra sera in macchina". Non facile. Ma se te lo chiede Antonio Cecchi,,,

Comincerei col dire che i piemontesi erano avanti da subito. Indigesti, Declino, Peggio Punx

 

Avanti, forse troppo. Non mi ricordo chi mi disse riguardo agli Indigesti "Sì, ma sono freddi...". Non era un punto di vista isolato (a me verrebbe da dire che all'epoca gli Indigesti erano al 200% impegnati a scaricare una quantità impressionante di energia cinetica, il che bastava e avanzava). "Si ma sono freddi" però qualcosa voleva dire. Voleva dire che altri non potevano neanche sembrare "freddi". Cioè che l'hardcore italiano era una questione di carica emotiva. Carica emotiva trasmessa e condivisa. Una carica emotiva caratteristicamente nostra: i gruppi inglesi non la avevano, quelli americani nemmeno. E tra l'altro i CCM pur cantando in inglese la sapevano esprimere benissimo anche al di là della ferocia e dell'angoscia 

Forse per questo i Negazione diventarono noti ben al di là della scena di provenienza, perché seppero riversare sul pubblico più di altri quel tipo di calore umano (oltre ad un muro di suono granitico)

E che dire dei Kina? Se c'è stato hardcore "di cuore" è stato il loro, e questo è uno dei fattori che può spiegare la loro longevità come gruppo.

Più o meno questo era quello che si diceva l'altra sera in auto col Cecchi.


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