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domenica 15 ottobre 2023

METHEDRINE, LIVE AT ROCK CAFE 14-10-23, SNEEK (PAESI BASSI)

Ho riincrociato i Methedrine dal vivo in una delle date del loro minitour europeo assieme a Circle Of Friends. La volta precedente era stata all'ex Emerson alla fine dell'estate 2020, ed erano le prime mosse della formazione a 4. Fu un set significativo (Dario dimostrò che della seconda chitarra potevano fare a meno), ma sciupato da problemi tecnici. Negli ultimi 3 anni è successo un po' di tutto, ma loro sono andati avanti, il che non è banale per un gruppo i cui elementi sono dispersi tra Veneto, Friuli e Romagna. Tra le varie cose è successo che un loro pezzo con relativo video non è passato inosservato

Il Rock Cafe a Sneek è un pub tra i tanti che affollano Marktstraat. Ad occhio e croce la cittadina  non ha una una scena (e non la ha neanche tutta la Frisia Occidentale). I Circle Of Friends fanno un punk melodico tirato e ben costruito e aprono il gig. Simpatici, gran cori, pezzi ben costruiti, senza scadere nel pop. Un set divertente.

I Methedrine li ho ritrovati con un equilibrio sonoro pressoché perfetto: hanno una sezione ritmica devastante, che però non incappa nel tranello della monotonia. Dario continua a fare un gran lavoro e l'assenza di una seconda chitarra non si nota. Come livello di potenza espressa siamo nei dintorni della reunion Upset Noise con due chitarre, e al momento la band pare saldamente piazzata in un punto a metà tra HC e metal (il che vuol dire molto più punk di tanto hardcore in cicolazione).

Posso solo augurare loro che questo sia solo il primo dei loro tour europei.

mercoledì 5 aprile 2023

IL VECCHIO, IL NUOVO



 

Ci fui (non da questo numero) perché il Trombetti chiese a Klaus Byron di trovare giovani (ragazzini) che stessero dietro a quel che stava succedendo (in realtà era già successo). Il primo aprile '87 ancora dovevo compiere 20 anni... Era un mondo mooooolto diverso, in cui gli articoli venivano pagati a cartella dattiloscritta (30 righe di 60 battute), e se ben mi ricordo erano 30.000 lire a cartella. Flash, il side project, invece pagava 15.000 a cartella. Klaus (RIP) mi seppelliva di roba da recensire e sarebbe stato facile mantenere le entrate semplicemente scrivendo recensioni da una cartella. Invece feci accettare a Klaus quelle da mezza cartella, ed era pure difficile arrivarci a mezza cartella quando un "no, grazie" poteva bastare e avanzare.

Il Trombetti mi aveva citato alla nausea Zappa: scrivere di musica è come ballare l'architettura (credo fosse più o meno così, sono passati quasi 40 anni e la memoria è quella che è). A me "scrivere di musica" non è mai interessato gran che. Raccontare le storie di certo rock invece sì, e qualche volta penso pure di esserci riuscito, l'ultima su carta stampata grazie a Francesco Ceccamea:


E per il resto in qualche anno di blog e radio. 

Perché non è mai stata solo una questione di vinile o cd: c'erano anche concerti, scene, amicizie, vita. E francamente il recensionismo a cui si stava riducendo il tutto già nei primi 90 (e a cui tutto si è ridotto dopo) era avvilente. E le interviste, non scordiamo quelle indimenticabili interviste che iniziavano "quali sono le vostre influenze?".

 

mercoledì 25 maggio 2022

SULL' ONDA DEL RICORDO (HARDCORE ITALIANO ANNI 80 )

Marco Mathieu sapeva, all'epoca, che i primissimi Negazione non mi piacevano. Glielo dissi molto tranquillamente, che su Wild Bunch i Declino erano un pezzo avanti a loro, secondo me 

  

(poi vabbè, Condannati a Morte e tutto il resto). Comincio così perché il Cecchi mi dice "Fai un post su quello che si diceva l'altra sera in macchina". Non facile. Ma se te lo chiede Antonio Cecchi,,,

Comincerei col dire che i piemontesi erano avanti da subito. Indigesti, Declino, Peggio Punx

 

Avanti, forse troppo. Non mi ricordo chi mi disse riguardo agli Indigesti "Sì, ma sono freddi...". Non era un punto di vista isolato (a me verrebbe da dire che all'epoca gli Indigesti erano al 200% impegnati a scaricare una quantità impressionante di energia cinetica, il che bastava e avanzava). "Si ma sono freddi" però qualcosa voleva dire. Voleva dire che altri non potevano neanche sembrare "freddi". Cioè che l'hardcore italiano era una questione di carica emotiva. Carica emotiva trasmessa e condivisa. Una carica emotiva caratteristicamente nostra: i gruppi inglesi non la avevano, quelli americani nemmeno. E tra l'altro i CCM pur cantando in inglese la sapevano esprimere benissimo anche al di là della ferocia e dell'angoscia 

Forse per questo i Negazione diventarono noti ben al di là della scena di provenienza, perché seppero riversare sul pubblico più di altri quel tipo di calore umano (oltre ad un muro di suono granitico)

E che dire dei Kina? Se c'è stato hardcore "di cuore" è stato il loro, e questo è uno dei fattori che può spiegare la loro longevità come gruppo.

Più o meno questo era quello che si diceva l'altra sera in auto col Cecchi.


sabato 3 aprile 2021

UN DECENNIO FINITO MALE

A settembre 2020 ero andato al Next Emerson più che per vedere i gruppi (Riot Squad e Methedrine) per rivedere gente. Ed è stato un bel concerto: Riot Squad, passati da cover band dei Bad Brains a band con pezzi propri sono (sarebbero) una delle cose migliori in circolazione, se si circolasse. Il problema è che i gruppi non girano e non suonano.

L'iniziativa "L'ultimo concerto" è stata significativa. Le conseguenze del 2020 non saranno transitorie: certe cose non si sostituiscono con una diretta youtube, quel che è successo rischia di radere al suolo (forse lo ha già fatto) le premesse della musica "vera". 

E le dirette radio sono parte minore di queste promesse: FERA è sospeso a tempo indeterminato per ovvi motivi. 

Quando i Tossic hanno tirato fuori Lockdown, al solito ero piegato dalle risate. Non potevo pensare che dopo un anno sarebbe stato ancora perfettamente attuale

Tutto questo mi fa pensare alla storia di quasi sei anni di FERA. Iniziato un po' così, Friday Extreme Rock Adventures, nonostante fosse partito con idee un po' allargate, ha finito per distinguersi per aver raccolto alcune testimonianze sull'hardcore punk italiano, soprattutto degli '80. Potrei dire che idealmente la storia del programma è iniziata con l'annuncio della reunion degli Upset Noise (che per il poco che è durata è stata tantissima roba) ed è finita, per ora, con la reunion dei Kina (idem come sopra). In mezzo cose non da poco (Attrito, Vivere Merda, No More Lies, Mud, Short Fuse, Destroy All Gondolas, Carlos Dunga, A New Scar, Paolino Paperino Band, tra gli altri), con menzione speciale d'obbligo per Negazione (con Zazzo e con Marco), CCM (con Antonio Cecchi), I Refuse It (col Bettini), Yes, We Kill! (con Diego), Impact (con Gigo, RIP), Svetlanas (con Olga). 

Non so se la faccenda avrà un futuro, ma guardando indietro è stata an hell of a ride...

venerdì 1 gennaio 2021

DALLA PARTE DEL TORTO

 

E' solo rock'n roll, ma è abbastanza da fare una vita.
E' quel che ho pensato finendo di leggere "Dalla parte del torto".
Dome l'ho sentito suonare più di una volta, dai CCM in poi. Non sono mai stato un fan dei Not Moving e se devo dire l'immagine più viva che ho di lui è mentre si fa un breve giro di crowd surfing a un concerto dei D.I. al Macchia Nera, sarà stato il 91.
In questo libro l'hardcore punk e i CCM sono un capitolo breve di una storia molto lunga, che travalica e molto la sua notorietà di personaggio "locale".
La storia di Dome e dei gruppi in cui ha suonato si incrocia con quella di Johnny Thunders, di Nick Cave, degli Helmet, di Iggy Pop, degli attivisti per i diritti dei nativi americani, a partire da Lance Henson. Percorre più di 30 anni di underground tra Italia, Inghilterra e nord Europa, fino ai progetti e alle reunion del nuovo millennio.
Dome parla molto di continuità tra le controculture, da quella hippie a quella rave passando per punk e hardcore: ne parla perché senza ombra di dubbio la incarna. La storia di quella continuità è la sua storia, e per questo fin da metà anni 80 si interseca con quella di grandi nomi del rock dei 60 e dei 70.

"Non vedevo su di lei i segni tipici della tossicodipendenza. niente ematomi visibili. solo dopo capii che si iniettava l'eroina nel piede."

Se volete sapere a quale storica icona del rock si riferisce Dome dovete prendervi il libro.

domenica 8 novembre 2020

GIOCHI DI SPECCHI

 

Figurati se nel 1988 mi sarei immaginato che qualcuno 32 anni dopo sarebbe andato a ripescare quello che stavo scrivendo, io che neanche conservavo i numeri di Metal Shock con i miei articoli o le mie recensioni.

Mi accorgo ora che qualcuno lo fa, e nella fattispecie si tratta di Francesco Ceccamea. Francesco sarebbe quello grazie al quale alcuni miei ricordi sono finiti in un libro, quella vecchia roba fatta di carta stampata.

Ceccamea lo fa per parlare di Done With Mirrors degli Aerosmith. E mi viene voglia di contestualizzare, così, sulla scia dei ricordi.

Oggi è abbastanza comune trovare gente che ascolta sia i Ratt che gli Exodus. All'epoca le cose erano un bel po' diverse. Faccio parte di quella mandata che quando i gruppi hair metal iniziarono a venire fuori si collocò automaticamente dalla parte opposta. Perché? Perché, come ebbe a dire Bobby "Blitz" Ellsworth quella roba era kinda reinvented pop , o per usare le parole di Kim Tahil the soundtrack for the future american housewife . Io invece appartenevo alla tribù dei dirty motorheaders (Gary Holt), quelli che finirono nei pit dei concerti hardcore punk. Ma la mia tribù, underground e minoritaria, non aveva dimenticato gli anni 70 e non aveva dimenticato il blues.

E l'hard rock stile anni 70 e il rock blues nella prima metà degli anni 80 non erano certo roba popolare nel rock mainstream, più o meno duro che fosse. Perlomeno da noi. Ma non solo: ricordo che per gli ZZ Top erano i tempi di Sharp Dressed Man (ciao ciao birra, bourbon e trucido slide sudista, rimasto in quantità massima sopportabile da MTV, confrontateli con quel che hanno fatto nel 2012 con La Futura). Le chiaccherate con Giancarlo Trombetti, alla consegna dei pezzi per Metal Shock, erano impregnate di anni 60 e 70, Hendrix, Zappa (a cui non è mai riuscito a convertirmi), Nine Below Zero, e contribuivano al quadro.

Io mi esaltavo se su RAI 2 intercettavo un vecchio live in studio dei Nazareth che facevano Vigilante Man. Quando gli Aerosmith uscirono nell'85 con un album "a pelle", in cui Joe Perry metteva dentro più slide di quanto se ne fosse sentito negli ultimi cinque anni, beh, la reazione era scontata. Era "vecchio"? Con una produzione substandard? Chi se ne fregava. Se davvero la band era entrata in studio e il giorno dopo non si ricordava quel che aveva inciso, beh, quel che era venuto fuori erano il blues e il boogie che continuavano ad avere nella pelle e nelle vene (dove continuava a circolare una quantità di altra roba).

Ceccamea cita qualcosa che ho scritto nell'88. Nel 1988 uscì Outrider di Jimmy Page. Un album che oggi viene perlopiù definito obsoleto e retrogrado (ma di cui Page parla con affetto), e che ho amato per gli stessi motivi per cui apprezzai Done With Mirrors. L'88 fu anche l'anno in cui vidi Johnny Winter a Pistoia Blues, e nessun video youtube rende giustizia all'amplificazione e alla distorsione che dal palco si riversò sulla platea (i giornalisti jazz passarono un'ora e passa tappandosi le orecchie con le mani). Ah, all'epoca avevo 21 anni. Un ragazzino. E oggi il mio album preferito degli ultimi 30 anni degli ex toxic twins è Honkin' On Bobo.



mercoledì 15 luglio 2020

NWOBHM E 1980 -venerdì 17 luglio ore 20.30 garageradio.eu

E' incredibile, guardando indietro, come le cose si muovessero velocemente nel rock.
Nel 69 Woodstock è il primo capitolo del canto del cigno del rock dei 60 (il secondo sarà all'isola di Wight). E contemporaneamente esce Led Zeppelin I. Entro un paio di anni sono venuti fuori Black Sabbath e Deep Purple mark II, gli Who finiscono di trasformare il loro sound , si assiste all'ascesa dei gruppi prog inglesi mentre da Detroit vengono fuori MC5 e Stooges. Per la metà degli anni 70 buona parte di tutto questo ha perso la sua spinta propulsiva, e in UK arriva il punk. L'esplosione del punk 77 si esaurisce entro la fine del decennio, arrivano l'anarco punk e l'ondata di spiked hairs. Oltreoceano nel 1979 fiorisce la scena punk losangelena, vengono piantati i semi dell'hardcore e in UK the dam began to burst: l'8 maggio 1979 al Music Machine a Londra suonano Angelwitch, Samson, Iron Maiden, e su Sounds Geoff Barton copre i concerto. Il pezzo viene titolato "If you wan blood... The New Wave Of British Heavy Metal".Entro la fine dell'anno tutto è pronto per l'esplosione 1980. La stampa mainsteam e specializzata aveva appena annunciato la morte dell'heavy metal quando grazie a Sounds una manciata di nuovi gruppi heavy rock sparsi sul territorio britannico diventano coscienti ognuno dell'esistenza dell'altro, e un clima generale di heavy metal/hard rock revival renderà il 1980 un anno memorabile, dalle uscite discografiche dei gruppi NWOBHM a quelle intrise di nuova linfa vitale di gruppi delle generazioni precedenti, fino al debutto sul palco di Reading delle nuove leve inglesi.
Rispetto a quanto accaduto da metà anni 90 in poi era come se qualcuno facendo girare il nastro "Storia del rock" tenesse il dito inchiodato sul tasto "fast forward".


Nel 1980 esce Metal For Muthas, dopo di che debuttano su lp gli Iron Maiden, i Def Leppard (On Through The Night), i Tygers Of Pan Tang (Wild Cat), gli Angel Witch, i Diamond Head; i Saxon mettono a segno una doppietta fenomenale. Se il 1978 è stato l'anno segnato da due Judas Priest (Stained Class e Killing Machine), il '79 quello dei Motorhead (Overkill e Bomber), nel 1980 escono Wheels Of Steel e Strong Arm Of The Law: praticamente il meglio dei Saxon in due album classici, storici, fondamentali nella storia dell'heavy metal.
Ma è anche l'anno di British Steel, Ace Of Spades, Back In Black, Heaven and Hell, Blizzard Of Ozz, Ready And Willing, Gillan arriva al terzo posto nelle chart inglesi con Glory Road. i Samson escono con Head On, con Bruce Dickinson alla voce. Da Raven in giù, i singoli non si contano.

Per molti è il battesimo del nuovo heavy metal. Ma in realtà il panorama è estremamente variegato, l'incrocio tra "nuovo" e "vecchio" inestricabile. Ci sono tanti seventies, tra vecchio e nuovo, nel 1980.
E si va ancora più indietro nel tempo: impossibile non sentire un'impronta boogie/R'n'B nei Tygers di Wild Cat (non a caso il B side del singolo sarà una versione "carta vetrata" di Tush degli ZZ Top). L'influenza AC/DC spazia dai Judas Priet di British Steel ai Saxon di Wheels Of Steel. L'influenza dei Deep Purple è forte (White Spirit), e quella di Hendrix pure (Vardis).

Questo pezzo uscì credo su Classic Rock una decina di anni fa, ed è una discreta carrellata:
https://www.loudersound.com/features/how-the-new-wave-of-british-heavy-metal-was-born