Una serie sul mondo del rock dei 70 creata da Mick Jagger, Martin Scorsese e Terence Winter (quello di Boardwalk Empire e The Wolf of Wall Street) comportava dei rischi. Richiava di essere celebrativa, edulcorata, patinata (insomma, una sorta di bis di Velvet Goldmine). E invece, a giudicare dal pilota, diretto da Scorsese in persona, è un ritratto amaro del rock di metà settanta, con il business che cerca sistematicamente di fregare i musicisti, rockstar idiote (o che fingono di essere tali). Il tutto inzuppato di soldi e stupefacenti (più che di sesso).. L'ambientazione è una New York simile a quella di Taxi Driver, città in piena decomposizione con le strade sature di traffico, prostitute, spacciatori e musica.
Si ritrae il rock dei 70 nel suo apice. Sullo sfondo, i ricordi del blues elettrificato e di Woodstock. Si inquadra la nascita del punk, in un mondo musicale in cui la radio è ancora di importanza capitale. E si mette a fuoco una funzione dell'industria discografica praticamente estinta,
cioè l'A&R - sarebbe a dire Artisti e Repertorio, cioè l'analogo
discografico della ricerca e sviluppo: l'andare a caccia dei talenti,
delle nuove tendenze."I want what's next!" urla il protagonista davanti ai suoi talent scout riuniti. La next thing, quella cosa di fatto estintasi anche essa da più di dieci anni.
New York Dolls (quelli ricostruiti in Vynil)
La colonna sonora, ovviamente, è impressionante e finora mai sentita in queste proporzioni (lo ha fatto Raimi con "Ash vs Evil Dead", ma proponendo non più di 3-4 brani a puntata). Spiccano New York Dolls,Led Zeppelin, Black Sabbath, Slade, Blue Cheer, Humble Pie. "Piu' audaci dei Neon Boys, piu' arrabbiati dei Dolls", così la ragazza che vuole fare A&R presenta il fittizio gruppo punk Nasty Bits al suo capo. E' la progressione dal proto punk al punk vero e proprio, il passaggio dai primi 70 a Ramones e Dead Boys.
Da questo ritratto diventa chiaro il motivo per cui in capo a 4 anni i gruppi punk (e poi i gruppi della NWOBHM) si crearono le proprie etichette. Il sitema discografico aveva imboccato la strada della decomposiione, diventando incapace di cogliere i nuovi mutamenti del rock nel momento in cui si verificavano. A fine settanta e nei primi ottanta il sistema delle major, grandi o piccole che fossero, ormai dipendeva da etichette indipendenti capaci di cogliere in tempo reale le nuove tendenze. Nel caso dell'heavy rock Iron Maiden, Metallica, Soundgarden, Nirvana non furono "scoperti" dall'A&R di una major. Prima incisero autoproducendosi o per piccole indie. A pasto scodellato arrivò quel che restava dell'A&R delle major.
Dal ritratto offerto da Vinyl emerge un dato fondamentale: la grande industria discografica è un intermediario intrinsecamente non necessario tra artisti e pubblico, incapace di non deformare la qualità dell'offerta con la sua ossesione per le hit (ovvero per il prodotto di massa, grandi numeri e grandi incassi). Il costo di intermediazione ricade sia sugli artisti che sul pubblico. Quindi le ragioni storiche del Do It Yourself, dell'autogestione, dell'autoproduzione, delle indie, sono eclatanti.
PS: di anni settanta e heavy rock ho già parlato qua, di anni 70 e punk qua
Aggiornamento: la serie ha provocato una specie di insurrezione sui social da parte di chi lavora nel settore discografico dell'anglosfera, con critiche variamente orchestrate sul "non siamo e non eravamo così e non è così che facciamo e facevamo il nostro lavoro" (ed è stata variamente criticata sui media mainstream sempre dell'anglosfera perlopiù come "una versione rock di Mad Men, ma Mad Men era meglio").Sembra che abbia toccato un qualche nervo scoperto, in una comunità che incolpa il peer to peer e il download della rovina del settore (nessun senso di colpa in lorsignori che, fino a prova contraria, sono quelli che hanno fatto girare la giostra nel modo che sappiamo - vedere "MTV get off the air" dei DK)..
Leonard Bernstein ebbe a dire: «La nostra è l' unica epoca della storia che si
nutra, in fatto di musica classica, della produzione del passato». La cosa (per altri motivi) rischia di ripetersi per il rock.
Dopo i vari lutti tra la fine dell'anno scorso e l'inizio di questo c'è chi si è posto la domanda se il metal sia finito. Altri sono arrivati a chiedersi se a finire non sia il rock tout-court.
(Nota a margine: ma esiste davvero un bisogno diffuso per concerti da 10-20.000 presenze? Siamo sicuri che siano necessari? Io non credo)
Giusto per ricordare che Heavy Metal è anche una categoria dell'immaginario
E c'è chi ha scritto che il peso del passato condiziona le presenti recensioni di dischi nuovi nella websfera italiana, impedendo di mettere bene a fuoco il presente e guardare al futuro.
(Altra nota a margine: personalmente ritengo la recensione la tipologia di giornalismo musicale
più noiosa che si possa immaginare - e lo dico avendone scritta
qualcuna, ai tempi; che senso ha poi la recensione ORA, visto che chiunque può sentirsi la musica in rete e decidere se un disco lo vuole comprare oppure no? Un tempo il recensore una qualche responabilità ce l'aveva, ovvero orientare all'acquisto di quello o quell'altro disco. La critica, volendo usare paroloni, invece ha senso come sempre. E si può benissimo far critica senza scrivere recensioni - forse viene addirittura meglio).
Ah, la staticità creativa permea il metal moderno... non so da quanto tempo metalsucks parla di bancarotta creativa del metal. E d'altra parte, dieci anni fa un tipo diceva questo:
"Oggi accendi la radio e tutti hanno un sound pesante, tutti hanno lo stesso suono"
(Chrs Jericho, in "Get Thrashed", 2006 - d'accordo, non mi viene in mente al volo un gruppo più inutile dei Fozzy, negli ultimi 15 anni, ma la frase è imbevuta di incontestabile verità: ascoltate la hard rock chart di una certa nota radio, per fare un esempio). A nessuno viene il dubbio che questa "cosa" abbia preso piede a partire da metà anni novanta..E che abbia riguardato sia metal che hc e punk.
Ok, non fossilizziamoci sul passato. Sono abbastanza antico da aver vissuto almeno 3 rivoluzioni nel metal, e di quelle non da poco, e so benissimo che i gusti di un 25enne o di un 30enne (per tacere di 40enni e 50enni) non collimano con quelli di un teen ager (forse meglio dire non collimavano, e non sono sicuro che questo sia necessariamente un bene). L'orticello del metallo contemporaneo mi interessa abbastanza poco, da svariati anni a questa parte (tipo 25?), ma questo ragionamento è tranquillamente estendibile ad altri generi e più in generale al rock.
I cicli di amnesia sul passato del rock sono stati annullati da youtube. Il tubo è lì, qualunque teenager può accedere e può scoprire che, quale che sia il gruppo contemporaneo che sta ascoltando ora, c'è stata gente che ha fatto le stesse cose e probabilmente le ha fatte meglio dieci o venti o trenta anni fa. Da cui i commenti che ogni tanto spuntano sotto questo o quel pezzo (tipicamente anni 80 o 70) del genere "Cazzo, perché non sono nato negli anni ... (50 o 60, di solito)".
Il rock (con tutti i suoi generi e sottogeneri) è diventato da almeno una quindicina d'anni una forma d'arte "matura". Come a loro tempo lo sono diventati il blues e il jazz.
Questo termine, "maturo", viene largamente usato in contesti anglosassoni per definire un qualsiasi ramo dell'attività umana in cui sembri che non ci sia più nessuna novità rilevante da scoprire o implementare.
Venendo al rock, tutti i nuovi moduli stilistici che potevano esser tirati fuori sono già stati inventati. E questo sottrae alle nuove band l'effetto nuova tendenza (ovvero, riscuoto un certo successo di base solo perché ho fatto mio il nuovo sound del momento). Cosa rimane? Tutto il resto, ovvero la parte più difficile: aver qualcosa da esprimere e saperlo fare in modo efficace, coinvolgente e magari pure creativo.
Ovviamente questo è il punto dove casca l'asino, e non ha niente a che vedere con l'avere successo. Non si contano le band mediocri che hanno avuto successo e i gruppi veramente di talento che non lo hanno mai raggiunto. E qua il discorso si fa particolarmente delicato, specie sul versante metal (ma anche su quello punk da una ventina d'anni a questa parte non si scherza): è un vizio congenito della maggioranza dei gruppi metal (specie italiani) venire su con l'idea di avere un qualche successo (il contratto su major!). Se questa attitudine aveva un corposo velo di idiozia 30 anni fa, ora è semplicemente grottesca (tanto è diventato poco probabile il raggiungimento dello scopo). Grottesca, ma ancora radicata, così da dare la possibilità ad un pugno di "agenzie di promozione" di scucire qualche soldo agli illusi di turno. La retorica "se ci credi, se ti impegni al massimo etc" è mangime per gonzi, niente più.
(Ancora una nota a margine: perché era un'attitudine idiota anche trenta anni fa? Guardatevi "Born in the basement": alla fine Rat Skates si fa i conti, e vede che aveva più soldi in tasca quando andavano avanti col Do It Yourself rispetto a quanti ne aveva in tour dopo aver firmato con Atlantic - "Too broke to call home?!?")
Pensare meno ad improbabili scalate al successo e badare a quel che si fa (sapendolo fare) potrebbe essere un buon punto di ripartenza. I soldi non arriverrano (tanto non arriverebbero comunque) ma ci sarà più divertimento sia per i gruppi che per il pubblico.
E qui arriviamo alla seconda parte del titolo. Avete avuto occasione si ascoltare The End, L'EP dei Black Sabbath disponibile solo per chi presenzia al loro ultimo e definitivo tour in corso, intitolato, appunto, "The End"?
Gli inediti (avanzi delle session di 13) fanno molto piacere; sui brani live invece Ozzy riesce a reggere , più o meno, ma "Age Of Reason" la canta praticamente tutta tipo mezzo tono sotto, o direttamente un tono sotto, e non è un bel sentire. Del resto l'uomo è del 1948. A 67 anni forse è il caso di appendere il microfono al chiodo anche come solista. Del resto quel che sono riusciti ad ottenere i riuniti Black Sabbath con 13 è stato grande e del tutto insperato (sia per la band che per il pubblico), degna conclusione di una storia molto importante - e non parlo solo da vecchio sabbathiano
Il metal sarebbe quindi destinato a finire assieme ai propri inventori? Non credo, perché i metallari sono assai lontani dall'estinzione e sono, da tempo, la sola vera forza vitale del genere (perché propensi al consumo). A che concerti andranno e quali gruppi nuovi ascolteranno, questo è tutto da vedere.
P.S.: se qualcuno vuol farsi un giro su hardcore wordlwide può rendersi conto che bancarotta creativa e standardizzazione stilistica davvero non sono una prerogativa del metal. Ma le eccezioni sono relativamente abbondanti, sia tra i gruppi storici che tra le nuove leve.
Ah, per i puristi del metallo che abbondano su fb,
L'Heavy Metal fu battezzato da un cantante punk
Si, ok, gli Steppenwolf, ma John Kay non ci pensava proprio a un termine per descrivere un tipo di musica. Alice Cooper ha detto che il termine è stato utilizzato per la prima volta per la sua musica nel 72 su Rolling Stone, ma si sbaglia.
Il riconoscimento per aver utilizzato per la prima volta "heavy metal" riferito a musica va a Mike Saunders, che lo usò per la prima volta su Rolling Stone (12 novembre 1970) in una recensione di "As safe as yesterday" degli Humble Pie. Lo usò di nuovo sei mesi dopo su Creem nella recensione di "Kingdom Come" , debutto dei Sir Lord Baltimore. Ma chi è Mike Saunders, detto anche Metal Mike? Più che come critico musicale è noto per essere stato la voce degli Angry Samoans, gran gruppo punk della prima ondata losangelena, attivo anche nell'era hc degli 80 e oltre (ne ho già parlato qua, di loro).
La scaletta: si può arrivare da "The end" al 1979, anno ufficiale di nascita della NWOBHM, senza mettere un brano di thrash, black, death, groove, metalcore, nu metal...
Quando nel 91 uscì il video di "Smells like teen spirit" dei Nirvana, mi sembrò di riconoscere il tipo alla batteria. Sentendomi al telefono con Marco Mathieu gli chiesi "Ma è lui?" "Sì, è proprio lui" mi rispose.
Scream, 1987
Quel tipo lo avevamo conosciuto qualche anno prima come l'eccezionale batterista ragazzino degli Scream. Era "uno di noi" ed ora era in un gruppo in vetta alle classifiche mondiali, ed era la prima volta che qualcosa del genere succedeva. In più, i Nirvana erano arrivati dove erano in quel momento senza svendersi. Sembrava una gran cosa (e invece era l'inizio della grande fregatura).
Comunque gli Scream erano stati una presenza fissa, in Italia e in particolare in Toscana, tra l'86 e l'87. Quando sgomberato il Victor Charlie si iniziarono a organizzare concerti in giro, a Pisa e a Livorno, li vidi un paio di volte. Dopo un concerto livornese mi ricordo un'oretta di chiacchere e vino rosso.
Li rividi ancora a Pisa al Macchia Nera ('88 o '89, non ricordo bene).
Non sono mai stato un fan dei Foo Fighters, ma ho apprezzato i vari side project che Grohl ha messo su o in cui si è fatto coinvolgere. E in particolare quelli in cui ha rivendicato la propria appartenenza alla scena hc degli anni 80. E non sono pochi.
In Sonic Highways (la serie dei documentari TV) racconta la storia della scena di Washington DC come se l'è vissuta lui.
Da voce a Ian Mackay (a proposito di anni 70, impagabile il suo "Fuck The Ramones! I say Ted Nugent!").
Fa una carrellata sulla scena texana (Big Boys, Dicks, Butthole Surfers). Ovviamente a LA fa parlare dei Germs a Pat Smear, a Chicago da la parola a Steve Albini e Jeff Pezzati.
Per i Probot ha chiamato, tra gli altri, Kurt Brecht, in "Sound City" ha recutato Lee Ving, ha rimasterizzato di sua iniziativa il secondo lp dei Bl'ast! nel suo Studio 606 e ha partecipato alla reunion del gruppo, l'anno scorso.
La vicenda della sua amicizia con i Bl'ast! è ben dettagliata qua. Nel pezzo si racconta anche la storia dei Bl'ast!. Diciamolo pure, la band non ha fatto precisamente la storia. La definizione di Rollins, "una copia dei Black Flag di Thirsty And Miserable" (mi pare), è tagliente ma del tutto giustificata. Ma i Bl'ast! arrivano nell'86 a riempire un vuoto in un periodo in cui l'hardcore americano ha perso grandi nomi e buona parte della sua spinta propulsiva. Dead Kennedys e Black Flag sono sciolti. La scena principale è diventata New York. A Washington DC dopo la Revolution Summer la sterzata verso il post-hc è generalizzata.
Dave Grohl entra negli Scream a 16 anni in questo contesto. Gli Scream non sono esattamente di DC e sono stati (assieme ai Void, volendo) tra gli outsiders della Dischord. Quindi nell'85 non vengono coinvolti nella faccenda "nuove band, nuova scena" e continuano tranquillamente per la loro strada (certo, evolvendosi).
Dunque in quel periodo sono l'unico dei vecchi gruppi Dischord ancora in circolazione, e per una scena italiana che dei Minor Threat sentiva la mancanza era una gran cosa. Certo, sarebbero arrivati i Fugazi (grandi!), ma i Soulside? C'era qualcuno a cui piacevano veramente? (Eppure li avrò visti due o tre volte).
Quindi Grohl si vive in una band quella famosa fase storica in cui secondo alcuni l'hc americano è morto. E di sicuro i Bl'ast! sono in un modo o nell'altro tra i pochi protagonisti non newyorkesi di questa fase.
Così quando l'anno scorso Grohl ha aderito al supergruppo Teenage Time Killers, Cliff Dinsmore è stato tra i tanti che hanno partecipato.
Tutto ciò Dave Grohl lo ha evidentemente fatto per il piacere di farlo, e non per darsi un tono, come certuni che si sono messi a sbandierare ai quattro venti flebili o inesistenti radici hc.
Certo, quando alla fine di Sonic Highways (la serie) ho visto l'intervista a Obama, in cui si rilanciava il cosiddetto "sogno americano" mi sono davvero cadute la braccia. Ma nessuno è perfetto, giusto?
Nel 2001 il Thrash Of The Titans portò alle reunion ufficiali di Exodus, Death Angel ed Heathen. Pare che i Death Angel abbiano ottenuto un inatteso successo, al festival. Mi immagino coloro che nel pubblico erano sui 20 anni, venuti su con quello che è stato il metal dei 90, restare a bocca aperta davanti al repertorio classico di quelli che erano stati i ragazzini prodigio della scena della Bay Area. qundici anni prima.
Da questo video, nonostante l'audio carente, si intuisce qualcosa di quello che fu il loro set.
Anche i Vio-lence non se la cavarono malaccio, nonostante l'assenza di Rob Flynn, troppo occupato a fare la rockstar coi suoi Machine Head
Nell'84 se non lo leggevi su una fanzine era impossibile sapere che tra S.Francisco e Berkeley stava venendo su una scena metal esplosiva e rivoluzionaria. Onore al merito, io ne fui informato dalla lettura di Metal Caos.
I Metallica erano da poco arrivati con Kill 'Em All, un vero e proprio ciclone, nell'underground mondiale. E appresi che a S.Francisco, dove avevano fatto base, le cose si stavano muovendo velocemente. Si parlava molto di Exodus (e a breve avremmo capito il motivo, vedere Bonded By Blood).
Da allora si prestò molta attenzione a quel che succedeva nella Bay Area. Nell'85 mi arrivò il demo dei Legacy (per chi non lo sapesse la prima incarnazione dei Testament, con Steve Zetro Souza alla voce). Nell'86 i Death Angel uscirono con il loro demo "Kill as One", ma non ebbi occasione di sentirlo. Le voci sui Death Angel si fecero più frequenti e quando trovai in un negozio di dischi "Eastern Front - 3 Live at Ruthie's Inn" vedendo nell'elenco dei gruppi il loro nome lo presi al volo. E sembrarono subito tecnici e velocissimi.
Dalla lista delle band capirete che la scena thrash della Bay Area era una scena decisamente crossover. Spiccano tra gli altri DRI e Raw Power. Andava avanti così dall'84, e infatti Gary Holt dice, al proposito:
Credo che una cosa per cui la Bay Area non riceve sufficiente riconoscimento sia il fatto di essere stata la prima scena crossover in America, prima di New York. Se vai a rivederti i vecchi flyers del Ruthie's Inn ci sono sempre gruppi metal che suonano assieme a gruppi punk.
I Death Angel erano dentro alla cosa fino al collo.Mark Osegueda la racconta così:
Ruthie's Inn diventò la mecca per la gente, non importava che cosa si suonava, se fosse punk o metal, ogni serata era strapieno di metal heads e punk, fu quel piccolo posto ad ospitare il matrimonio dei due generi.
L'unico video quasi dignitoso di uno show al Ruthie's è questo
Perché i fan del death e del black spesso non si ricordano che i Possessed erano di S.F. e che si ritenevano
un gruppo thrash? Chissà. Comunque tra le varie cose uscite dalla Bay Area in quel periodo ci sono pure loro, il primo gruppo di veri ragazzini ad entrare nella storia del metal con un unico disco (Seven Churches, ovviamente, 1985). Quando il loro debut album esce Larry Lalonde e Jeff Becerra hanno 17 anni, Mike Torrao 21, Mike Sus 20. Come Alex Skolnick , Larry Lalonde è uno degli allievi di Joe Satriani. Raggiungerà la fama coi Primus all'inizio dei 90.
Possessed, 1984-85
Sia Death Angel che Testament escono con il primo lp nell'87, e all'incirca per entrambi si tratta di riproposizioni del materiale che era stato a suo tempo sui rispettivi demo. Ma mentre i Testament restano largamente attaccati alle radici NWOBHM del thrash (specie col solismo di Alex Skolnick, ricercato e molto melodico), in Ultra-violence dei Death Angel si sente in un certo qual modo che non sono rimasti immuni agli ultimi due anni di uscite thrash e all'escalation di violenza dell'85-86 (Reign in Blood degli Slayer, Darkness Descends dei Dark Angel, Seven Churches dei Possessed). Questi teen agers filippini con Frolic through the park (1988, Osegueda aveva 19 anni, Cavestany 20) dimostrano definitivamente da una parte di avere un loro approccio progressivo al genere e dall'altra di essere vere e proprie spugne per quel che riguarda le influenze, dai Voivod al funky, da Slayer e Megadeth al metal più classico, dall'hard rock ai Raw Power (ascoltate l'inizio di "Why you do this" per credere). Il tutto mantenendo la propria riconoscibilissima identità sonora, specie grazie alla voce di Osegueda.
E questo, per me, li ha messi al sopra di vari altri gruppi della stessa provenienza (Heathen, Forbidden, Blind Illusion - pirotecnici e progressivi-, e pure dei violentissimi Sadus e dei Vio-lence, che furono autori di uno splendido lp di debutto con Eternal Nightmare).Poi successe quel che successe (passaggio su major, grave incidente del tour bus, etc).
(i Vio-lence nel loro periodo d'oro erano tanta roba, comunque)
Tutte queste band soffrirono negli anni novanta di una specie di decennio perduto. Il Thrash Of The Titans ne
rimette in pista diverse, anche perché di lì a poco saremo in pieno thrash revival, fenomeno di dimensioni relativamente ridotte ma che comunque fornirà agli Exodus e agli altri audience fresca. E poi il sudamerica, ed in particolare il Brasile, offrirà nuovi sbocchi.
(Piccolo particolare, il fatto rilevante del thrash revival non verrà dalla Bay Area ma da Richmond - parlo ovviamente dei Municipal Waste)
Sorvolo sulle vicende degli Exodus nel nuovo millennio (si scarica Zetro Souza, si imbarca Rob Dukes, si esce con un buon disco e due mostre delle atrocità riducibili a un paio di singoli, si riregistra Bonded By Blood con Dukes - bah - e alla fine si ripesca Souza e arriva quell'eccellente sprangata in faccia che è Blood In Blood Out).
VIolence
Fatto sta che, tra tutte le reunion del thrash della Bay Area, quella dei Death Angel ha funzionato nel complesso forse meglio delle altre - magari anche grazie alla loro più giovane età. Certo, i tempi sono cambiati e per venire incontro al pubblico si guarda un po' a quel che dieci anni fa andava ancora per la maggiore. Ci allontana spesso dal thrash e la poliedrica vena creativa di "Frolic through the park" è perlopiù solo un ricordo, ma rispetto ad altre uscite di quel periodo la differenza di livello è plateale.
Nel secondo decennio del millennio di tutto ciò restano una serie di personaggi storici che (per ora) continuano a tener su un pugno di monicker. Paul Bostaph, che cominciò con i Forbidden, è finito poi con Slayer, Exous, Testament. Lee Altus, cofondatore degli Heaten, è da anni con Exodus (ma tiene più o meno vivo anche il suo primo gruppo). Skolnick, dopo un'interessante percorso jazz, è di nuovo con i Testament dove ora come ora ai tamburi è tornato nientemeno che Gene Hoglan (Dark Angel, Death, Strapping Young Lad).
I Testament quest'estate mi suoneranno sotto casa, quindi spero di far quattro chiacchere con Skolnick e Hoglan. Vedremo.
(Entrambi gli estratti di interviste sono presi dalla trascrizione di "Metal Evolution - 5 -Thrash Metal" Banger Films)
I motivi per cui l'hardcore punk (specie se old school) sia diventato, in una certa misura, "cool" continuano a sfuggirmi.
Qualche ipotesi ce l'ho: da una decina d'anni si sta riciclando qualsiasi cosa, e l'hc vecchia scuola ha un suo marchio di autentiticità che, in un panorama fatto in buona misura di cloni di plastica, attrae.
E così accade che hardcorella2000 non fa in tempo a scherzarci sopra, lanciando la soap hc "Tempesta di Tupa Tupa", che viene annunciato un film tratto da "I ragazzi del mucchio" di Silvio Bernelli (Declino/Indigesti), e parte il casting .
La cosa notevole è che in larga parte i diretti interessati lo vengono a sapere dalle pagine provinciali de "La Stampa" o dai social. Rudy Medea (voce storica degli Indigesti, per chi non lo sapesse) giustamente dice la sua al riguardo:
Alessia Di Giovanni, la regista, è una disegnatrice che lavora anche per Bonelli, gli piace l'hc, è femminista, tiene un blog su "Il Giornale". Ci si poteva aspettare un comportamento diverso. Oppure no?
La scaletta: hc vecchio e nuovo, italiano e non. Per metterla insieme ho anche fatto una cosa che non faccio quasi mai, cioè cercare tra i miei vecchi CD. E tra gli altri sono venuti fuori gli Youth Brigade, gruppo pressoché dimenticato. Eppure all'epoca erano attivissimi e fondarono la Better Youth Organization. Suonarono al Victor Charlie a Pisa nell'84 (mi pare), e sul sito di Gomma c'è una foto scattata da Pippo in quell'occasione.
Mi è rimbalzata sulla home di facebook questa intervista, apparsa su Noisey USA a febbraio del 2015.
Cosa fosse quella Old Bridge Militia che compariva nei ringraziamenti di Kill 'em All dei Metallica, citata dai Blessed Death e nell'intro della compilation Megaforce Born To Metallize l'ho saputo come si deve solo una decina di anni fa, guardandomi Get Thrashed.
Questa crew di una quindicina di persone costituisce un'ottimo esempio di quanti, nel metal anni 80, accolsero con entusiasmo il thrash ma non tutti gli aspetti "crossover" che il thrash della Bay Area aveva fin dall'inizio, e in primo luogo lo slamming, diventato poi universalmente noto proprio con un termine coniato a NY attorno all'85, "moshing".
Nell'intervista si parla degli skin che iniziarono a dare problemi ai concerti thrash a L'Amour, ma il passo che mi ha colpito di più è stato questo:
La nostra cosa era andare sotto il palco e fare headbanging, air guitar, Non c'era moshing allora, Quello arrivò dopo. Quando cominciò, neanche potevamo portare le ragazze sotto il palco perche' la gente là sotto si ammazzava, sai? La cosa sfuggì di mano, Per essere onesti non era la mia cosa.... Qundo è stata la prima volta che avete visto la gente pogare? La prima volta che gli Exodus vennero qua. Erano di spalla agli Slayer a L'Amour, a Brooklyn.Stavamo guardando gli Exodus e questo tipo mi arriva addosso. Stavo bevendo una birra, e quasi mi mandò la bottiglia giù per la gola. Allora Metal Joe rincorre il tipo, gli sferra un pugno in bocca e lo stende contro la ringhiera. Allora Dave
Lombardo arriva di corsa e fa "Che diavolo state facendo" e Joe dice,
“Questo tipo ha colpito Ray” , e Dave dice "No, stava solo giocando" e Joe fa "non sapevo che fosse un fottuto gioco"..Accadde così.. Lo portarono i californiani.
Ovviamente al CBGB le cose si stavano muovendo per conto loro verso il crossover, ma Rockin' Ray Dill si guardava bene dal metterci piede. La cosa curiosa è che la Old Bridge Militia aveva finito per costruire un piccolo circuito che per certi versi somigliava, a sentirlo raccontare, ai centri sociali europei: Nello scantinato di Metal Joe a Farmingdale i gruppi suonavano per i loro ospiti. Lo fecero gli Slayer, lo fecero i Metallica. Altri tempi...
E così alla fine se ne è andato, praticamente suonando fino in fondo o quasi - anche se già dagli episodi di questa estate si capiva che Lemmy Kilminster era alla conclusione della pista. Poco prima era arrivato il turno di Philty "Animal" Taylor. E chi ha parlato di fine di un'era non ha esagerato.
C'è chi i Motorhead li ha conosciuti con "Another perfect day" (gran disco, tra l'altro) e chi li ha incontrati per la prima volta con "Orgasmatron". Ma il gruppo ha lasciato il suo segno nella storia del rock con i primi 4 album, con la formazione Kilminster/Clarke/Taylor. Per quanto considerati un gruppo metal, hanno esercitato pari influenza sia su metal che su punk. Alla morte di Lemmy i Discharge hanno postato questa foto
Post più significativo di tante parole. Quindi loro, che pure si erano mescolati col punk 77 inglese (Lemmy aveva suonato coi Damned) alla fine si sono ritrovati, del tutto involontariamente, alle radici sia di D-Beat e UK-82 che del thrash metal (l'argomento l'ho già trattato qui )
Interpellato in materia di doppia cassa, Dave Lombardo (uno che di double bass qualcosa ne sa, e pure di hc punk) dice:
"La prima volta che ho sentito quel tipo di doppia cassa è stato coi Motorhead. Avevo sentito altri batteristi che usavano la doppia cassa, ma non credo che abbiano mai fatto niente a quella velocità e con quello stile".
E riguardo alla velocità, qualche anno fa Lemmy la buttava sullo scherzo.
D: Perché volevate suonare così veloce?
Lemmy: Non saprei, all'epoca semplicemente è sembrata la cosa giusta da fare, sai. E poi voglio dire, suoniamo a mille all'ora oggi, rispetto a quell'epoca D: Così voialtri aumentate la velocità man mano che gli anni passano? Lemmy: Già, parrebbe. Non vediamo l'ora di scendere dal palco per riposarci un po', sai, per tornare sulle nostre sedie a rotelle.
Ah, ovviamente Mr Kilminster fin da subito si è dimostrato completamente disinteressato alle etichette, tanto da commentare in più di un'occasione la mania della stampa nel volerle affibbiare a seconda delle mode del momento.
Nel 2003, parlando con John Tucker dei tempi della NWOBHM, dice:
A quei tempi tutto all'improvviso diventò heavy metal: noi eravamo heavy metal, i Journey erano heavy metal, gli Hawkwind erano heavy metal. Molto strano.
e riguardo all'atteggiamento dei discografici
Pescano sempre i gruppi sbagliati... Devi sapere quel che succede in strada. Io parlo con la gente in strada più di quanto faccia la maggior parte delle bands e so cosa gli piace; ho sempre saputo cosa gli piace perché ho sempre suonato quel che gli piaceva - senza deviare troppo da quel che piaceva a me.
(John Tucker, "Suzie Smiled", Independent Music Press, 2006)
(i vari gruppi "emergenti" che mirano al "successo" dovrebbero meditare a lungo queste parole)
Miriadi di elogi funebri sono apparse sui social, con la consueta dinamica virale fatta anche in buona parte di istinto di seguire la massa. Mi piace riportare quello di Jello Biafra, persona notoriamente refrattaria al bandwagoning:
(Entrambi gli estratti di interviste sono presi dalla trascrizione di "Metal Evolution - 5 -Thrash Metal" Banger Films)