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martedì 20 giugno 2017

Svetlanas, again - con Olga, fine stagione FERA venerdì 23 giugno ore 20.30 www.garageradio,eu


Forse qualcuno ricorda che ci siamo già occupati di Svetlanas, all'inizio di questa stagione di FERA, e forse si ricorderà anche che per malintesi di fuso orario il collegamento con Olga durò neanche cinque minuti sul finale della trasmissione. Ora è di fresca uscita This is Moscow not L.A. (su bandcamp lo trovate qua), che arriva dopo un'intensa primavera di concerti, prima negli USA, poi in Europa, e quindi io e Riki abbiamo voluto riprovarci, ad avere Olga in collegamento, sperando che le cose vadano meglio. Date un'occhiata alle date qua sopra, perchè il nuovo album merita e continuano ad essere probabilmente uno dei live act più impressionanti in circolazione.


Ed così che FERA finisce la stagione 2016-2017. Al solito, sicuramente durante l'estate sul blog comparirà qualche live report, ma per la radio ci risentiamo a settembre (e da quel che capisco finora già si profilano appuntamenti interessanti)

domenica 11 giugno 2017

Un'ora con Giancarlo Trombetti - Venerdì 16 giugno, ore 20.30 www.garageradio.eu

Giancarlo è una vecchia conoscenza, come forse qualcuno saprà.
Personalmente gli ho sempre invidiato le estati londinesi "when the dam began to burst" (o giù di lì): in tanti hanno parlato di NWOBHM, in Italia, ne hanno scritto, hanno pure pubblicato libri. E nessuno di loro era stato là, in quegli anni, a parlare coi protagonisti di quella stagione - e con qualche gigante dell'hard rock dei settanta. Lui sì, e il suo nome non è su nessun libro.
Quel che non gli ho mai invidiato invece è stato il lavoro di redazione: molto più semplice fare il collaboratore, andargli a portare gli articoli a Viareggio e sentire i suoi racconti di quelle storie, di quei concerti, del Marquee, di Reading 80, di Castle Donington. Il fondatore di Metal Shock (poi professionista in Video Music e in radio) ha sempre avuto idee molto precise sulla stampa musicale, e quando dico "sempre" lo dico seriamente. La critica zappiana alla stampa musicale l'ha ripetuta all'infinito, agli allora ragazzini che aveva preso come collaboratori. La critica alla recensionite cronica dell'orticello italiano era anche quella una costante. Perché suppliva al fatto che gli scriventi parlavano di cose che non avevano vissuto, di cui non erano stati testimoni.
Se ha ritenuto futile "scrivere di musica", però è sempre stato ben capace di "raccontare il rock", trasmettendone l'epos, e forse più a parole che con la macchina da scrivere o col PC.

Detto questo, in trasmissione passeggeremo tra blues elettrificato e rock (heavy e non). Garageradio ha ormai un vero esperto, in materia, e questa è solo una benevola invasione di campo, per mantenere una piccola tradizione e ricordare anche quello che Pistoia Blues fu negli anni ottanta.



sabato 3 giugno 2017

Daemonokrat (feat. Kam Lee) - Con Alessandro "Wehrmacht", Venerdì 9 Giugno ore 20.30 garageradio.eu

Qua non si è quasi mai parlato di death metal (e le poche volte che è successo è stato perché mi hanno ricordato il mio passato di stroncatore seriale), ma a questo giro è bene dare risalto all'attualità.
I Daemonokrat sono un gruppo siciliano in attività dal 2013. Quando sono arrivati alla preparazione del loro ultimo lavoro chi si offre di collaborare con loro, se non Kam Lee?
Non è la prima volta che glorie più o meno vecchie scelgono di collaborare una tantum o su base continuativa con gruppi italiani. Gli Svetlanas si avvalgono di Nick Oliveri in pianta semistabile, e Rikk Agnew si è offerto per un cameo ad un loro show a L.A. Hobb's Angel Of Death dal 2013 hanno al basso Alessio "Cane" Medici e Iago Bruchi dei Violentor (e hanno registrato da Ale Sportelli Heaven Bled).
E ora, questi "ragazzi" siciliani ricevono l'endorsement e la partecipazione di una delle icone della vecchia scuola death metal. Mi è parsa una notizia a cui dare i dovuto rilievo, in modo che non si perda nell'altissimo rumore di fondo della rete, dei social e dei tanti web magazine.
L'interesse di Mr Lee nei confronti dei Daemonokrat in fin dei conti non è poi così strano: il gruppo è un interprete  molto fedele del sound della vecchia scuola death della Florida, e non ne fanno un mistero, visto che citano tra le loro influenze Morbid Angel, Massacre e Monstrosity.
Il primo di luglio The Scourge Of Chaos dei Daemonokrat uscirà per Polimorphe Records,
Venerdì avrò in collegamento Alessandro "Wehrmacht", chitarra e voce del gruppo, per parlarne.



domenica 28 maggio 2017

Tremate, tremate, le nutrie son tornate : Destroy All Gondolas, con Andrea Carpené - 2 giugno ore 20.30

(titolo del post rubato a a Mark Simonhell)
Se si dice surf punk si pensa ad Agent Orange e JFA (ok, più skate che surf, loro). Ma anche tale East Bay Ray aveva incorporato nel proprio stile elementi surf, e la discografia dei Dead Kennedys è lì a dimostrarlo.
Destroy All Gondolas si sono già dimostrati iscritti a questo club con il loro primo lavoro, uscito per Kornalcielo. La Laguna Di Satana (MacinaDischi/Sonatine Produzioni/Death Crush Distro/Crampi Records/Shyrec) conferma e ribadisce: hardcore punk, chitarra surf, momenti doom, il  tutto mescolato in quello che sarebbe il mio primo candidato a disco dell'anno, se questo blog producesse classifiche. Ma visto che qua né classifiche, né recensioni, mi limiterò a dire che pare che a Venezia Hardcore abbiano fatto scintille, e che il commento di una presenza assidua a FERA, quando ha sentito per la prima volta un loro pezzo, è stato "Tanta roba!".
Non è un gruppo di novellini, con alla chitarra e voce Enrico (Hormonas, L’amico di MartucciJohn Woo), alla batteria Corrado (già nei Minkions - durati troppo poco, per me - Indian Nightmare, Buio), Andrea (ex Gonzales assieme a Mark Simonhell) al basso.
Se non vi fidate, La Laguna Di Satana lo trovate su bandcamp, qua.
Venerdì avrò in collegamento Andrea Carpené per parlare di questo ed altro.



sabato 13 maggio 2017

Impact, tra seconda reunion e concerti in giro per l'Europa, con Gigo - venerdì 19 Maggio ore 20.30 www.garageradio.eu

Torno a ripeterlo, gli Yes, We Kill! sono tra le cose migliori che ho ascoltato negli ultimi due anni. Ma c'è voglia di classico, in giro, e quindi  questo venerdì si parla di seconda reunion Impact, che è arrivata dove mai YWK! avrebbero potuto arrivare, cioè fino al Vorst In De Grond Fest – Patronaat,Haarlem, 30-04-2017, con headliner Napalm Death e Brujeria.



Una lunga serie di date in Italia, Grecia, Belgio, Olanda (molte assieme a A New Scar ), e mi sono perso quella al CPA di Firenze (e ci avevo sperato fino all'ultimo). Comunque di reunion e concerti in giro si parlerà il prossimo venerdì con Gigo. Stay tuned, ho sentito voci interessanti, specie su una data greca...

sabato 6 maggio 2017

Crash Box, "Schegge - discografia 1983-2012" - con Maniglia, Venerdì 12 Maggio ore 20.30 www.garageradio.eu

Ovvero dove si torna a parlare di ristampe (e ancora non è finita).
Mi ricordo di aver recensito Finale su Metal Shock, trent'anni fa. Mi ricordo che mi piacque, anche se era davvero molto metal, e mi ricordo che non capivo bene come fosse finito alla chitarra nei Crash Box Tommy Massara degli Extrema, ma lo interpretai come un segno dei tempi (contiguità tra thrash e hc etc). Pochi mesi più tardi lo trovavo decisamente troppo metal, ma senz'altro rimane una delle pietre miliari della stagione magica di TVOR on Vinyl - tra originali e ristampe, dall'86 all'89: Osservati Dall'Inganno degli Indigesti, Finale, appunto, Nothing More To Be Said e Growing Pain degli Upset Noise, Lo Spirito Continua dei Negazione, Cattivi Maestri dei Peggio Punx, Liquid Party degli Ifix Tcen Tcen. Frutto del gran lavoro di Stiv "Rottame" Valli, questa serie di vinili si sgrana nel tempo dal momento apicale della scena anni ottanta lungo l'inizio del suo scemare, costituendo nei fatti una importante testimonianza, alle volte "postuma" (vedi i Peggio Punx) del livello raggiunto da quei gruppi.
In ordine sparso sui Crash Box:
- Nato Per Essere Veloce: della serie "buona la prima", uno dei classiconi dell'hc italiano anni 80 viene fuori sulla loro prima cassetta dell'83.
- Un quasi-tour o un non-tour americano
- In pochi sanno di preciso com'è cambiata la formazione nei primi dieci anni, i Crash Box sono Maniglia (ma Maniglia canta, e i riff li tirano fuori i chitarristi).



Comunque FOAD fa uscire una nuova ristampa dei Crash Box, Schegge - discografia 1983-2012 , (la precedente è stata Veleno Per Voi , doppio CD del 2005), e venerdì io e Riki avremo in collegamento Maniglia per parlarne (e parlare quindi della storia del gruppo).

lunedì 1 maggio 2017

Lookout Records, il trentennale - Venerdì 5 Maggio ore 20.30 www.garageradio.eu

Trent'anni fa nasceva la Lookout Records. Le vicende di Lookout sono del tutto diverse da quelle di Sub Pop, fondata un anno prima, ma le due etichette hanno qualcosa in comune. Entrambe collegate strettamente ad una scena (Lookout al 924 Gilman Street, Sub Pop alla scena di Seattle), sono state i due principali motori del boom - o della svendita - dell'alt-rock (perché questo facevano a Seattle) e del punk nei 90.

Relativamente fresco di lunghe conversazioni con Marco Mathieu, mi ricordo la sua tesi, cioè che i gruppi avevano/hanno gran parte della responsabilità nel modo in cui il business discografico li tratta. Da questo punto di vista i gruppi si svendono, e non vengono svenduti. In My Damage Keith Morris, che tra fine 80 e 90 ha lavorato prima come manager, poi come A&R, racconta bene come i discografici sventolassero grosse somme davanti agli occhi di chi volevano mettere sotto contratto, e come la maggior parte dei gruppi davanti a questa cosa uscisse variamente di testa, dopo aver annusato il profumo del dollaro.
Certo, c''è la questione identitaria, di mezzo, ovvero la popolarizzazione, cioè il rompere il legame tra la musica e la propria tribù di appartenenza, e credo che anche in questo caso la responsabilità principale sia dei gruppi. Mi vengono in mente come al solito i Sick Of It All: arrivano su major e fanno uscire uno dei loro migliori lp (Scratch the Surface), la major li scarica e loro continuano come niente fosse a fare quello che hanno sempre fatto. Ma mi vengono in mente anche i Fugazi. Sempre Keith Morris racconta di come ci siano state pressioni su lui e Henry Rollins per andar a parlare con Ian Mackaye e convicerlo a far passare i Fugazi su major (tutte le major, a metà anni novanta, ci volevano metter sopra le mani).



Comunque nell'88-89 avevo il mio spacciatore di fiducia, che mi passava le uscite Lookout. Nessuno si immaginava quello che c'era dietro l'angolo e dopo tanta ferocia hc (e thrash, per me) i gruppi Lookout erano really refreshing - anche se alla fine gli unici due vinili Lookout che io abbia mai posseduto sono dei Neurosis, il 7' Aberration e l'album The Word As Law. Già, non c'era solo il nuovo punk e le sue commistioni con lo ska, al 924 Gilman Street. C'erano gli Isocracy, che poi cambieranno pelle per passare al post hc come Samiam. C'erano i Corrupted Morals. E c'erano i Christ On Parade, headliners del primo show mai fatto al Gilman, che si sabbero sciolti dopo un tour europeo nell'89.

Neanche a farlo apposta, appena finito di scrivere queste righe mi ritrovo sulla home di facebook questo documentario, dove la descrizione iniziale dell'hc a San Francisco nei primi 80 mi lascia leggermente perplesso - se ci sono due nomi che associo all'HC di SF sono MRR e Dead Kennedys il primo citato, i secondi assolutamente non citati. Il british punk a cui si riferisce Gurewitz è probabilmente quello dei Crucifix, che erano di Berkeley.
Comunque la Bay Area è grande, e se dicono che nella East Bay era pieno di nazi punks e skin destrorsi, non vedo perché non dovrei crederci.
Riguardo all'aria che tirava nell'87 a SF Tim Yohannon disse "At a time when the scene is plagued by mindless violence, intimidation, vandalism and general stupidity, when it's all becoming more like the mainstream than an alternative, there are groups of dedicated people who are determined to fight back and revitalize things." (Turn It Around! liner notes)

Altro punto: Gilman Street come il tranquillo luogo dei nerd buoni e inoffensivi; sarà stato senz'altro vero ma l'incidente di Biafra del 94 è la dimostrazione che non erano sempre e comunque rose e fiori.