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sabato 9 dicembre 2017

Ombra Franti Stato Brado @Newroz, Pisa, 8 dicembre 2017

Sergio Milani si è messo a fare folk, e da un po'. Vabbè, pensai quando lo seppi, di punk e hc, se uno fa della musica una delle sue ragioni di vita, magari ci si stufa pure. I Kina sono stati tra le grandi storie dell'HC italiano anni ottanta (e oltre), se non esistono più ci saranno ottimi motivi.
Piccolo particolare: gli Ombra schierano in prima fila chitarra acustica, banjo e fisarmonica (ottima), ma dietro tengono i muscoli con chitarra e basso. Nel loro folk up tempo c'è tanta, tantissima spina dorsale e spirito punk (in certi brani ricordano vagamente i Vandals). E se finiscono la scaletta con tre brani dei Kina, culminando in Questi Anni, beh, la storia non è dimenticabile o cancellabile: è ancora lì, tutta quanta.

La serata è stata aperta da Stato Brado, per poi continuare con un 'intensissimo set elettro acustico dell'attuale incarnazione dei Franti. Set più acustico che elettrico, ma che acustico, senza levare nulla al basso, anzi, eccellente voce femminile. Loro dicono che possono ancora migliorare, ma già così, garantisco, imperdibili, con una mucisianship che finisce per ipnotizzare. Una questione di suoni.

Franti 2017, by Lisa Pi

giovedì 30 novembre 2017

Cos'è Heavy Metal? venerdì 1 dicembre ore 20.30 garageradio.eu

"Heavy metal" fu termine usato per la prima volta per il primo lp dei Sir Lord Baltimore in una recensione su Creem? Pare sia così. L'articolo era di Mike Saunders, ovvero Metal Mike, che una decina di anni più tardi divenne il frontman degli Angry Samoans (che ovviamente con l'heavy metal non c'entrano niente)
Nel '79 Creem metteva assieme sotto l'etichetta "heavy metal" Zeppelin, Heart, Queen, Ted Nugent, Aerosmith. Accostamento quanto meno bizzarro, coi metri di oggi.
Per quelli della mia mandata heavy metal è stato denim & leather, capelli lunghi, Saxon, Iron Maiden, Priest. Verrebbe da pensare che l'unica costante dai tempi del primo Black Sabbath siano i capelli lunghi, ma neanche questo è vero, almeno da fine 90. Per qualcuno metal è Chuck Schuldiner, per altri il corpse paint. Metal richiederebbe il guitar hero o il "maestro d'ascia", ma anche quello non è vero: una quantità di gruppi da 25 anni a questa parte lascia perdere e non ci pensa gran che.
Alla fine, probabilmente, heavy metal è quello che si è incontrato a 13 o 14 anni, quando si è ascoltato qualcosa che ci ha affascinato e qualcuno ha detto "quello è heavy metal". E per forza di cose cambia con le generazioni.

(E ovviamente per me Heavy Metal è anche una rivista, e un film di animazione)




venerdì 24 novembre 2017

Stop Al Panico - Cosa nostra - Venerdì 24 ore 20.30 garageradio.eu

Tornano i Cosa Nostra, di cui e con cui abbiamo parlato qua e qua, e tornano... con una cover. Facile ironia a parte, la versione di Cosa Nostra della storica Stop Al Panico di Isola Posse All Star non è una cover, ma una completa riscrittura in chiave HC di uno dei più storici brani dell'hip hop italiano.
Allora c'era la pressione (che culminò con lo sgombero) sull' Isola nel Kantiere, uno dei più bei posti dell'HC italiano della fine anni 80. Oggi ci sono le vicende di XM24 (come l'altro ieri ci sono state quelle di Atlantide). Bologna la rossa (o rosé, rosino, bianco appena rosato) ha un curriculum di sgomberi tra i più nutriti del paese.
Di tutto ciò parleremo con Giangiacomo De Stefano, assieme a Riki Signorini. Esserci (collegati allo streaming)!




mercoledì 15 novembre 2017

Metallo d'antan, tra suggestioni progressive ed altro - venerdì 17 ore 20.30 garageradio.eu

Cadendo la trasmissione di venerdì 17 tornano bene i Mercyful Fate. Non quelli della reunion, quelli originari, che bene o male hanno lasciato un segno indelebile nella storia del metal.
1982, la NWOBHM sta raggiungendo il suo culmine e siamo nell'era dell'informazione lenta. La Ebony Records, la più tardiva delle etichette venute fuori con la nuova ondata dei gruppi inglesi fa uscire Metallic Storm, la sua seconda compliation: tutti gruppi ignoti e destinati a rimanerlo (Tantrum, Scimitar, Mean Machine etc), tutti tranne uno: Mercyful Fate. Ma Metallic Storm non ricevette questa incredibile accoglienza internazionale. Era l'anno di The number of the beast e di Screaming for vengeance, dei Raven di Wiped Out e dei Venom di Black Metal (Neat Records), dei Witchfinder General di Death Penalty (Heavy Metal Records). Insomma, la Ebony non aveva raccolto molto interesse, all'epoca. Ma verso la fine dell'anno i Mercyful Fate uscirono con un EP self titled sulla sconosciuta Rave On Records. E per l'inizio del 1983 il loro nome iniziò a circolare su qualche rivista specializzata. Satanismo, spettrale cantato in falsetto, tecnica e durezza e velocità in linea con il trend del momento, anzi, forse un poco superiori. Questo veniva detto e scritto.
Inutile dire che in Italia arrivò di importazione e per averlo mi toccò svenarmi o giù di lì.
La consacrazione definitiva fu in quello stesso 1983 con l'uscita di Melissa. Il nome della band aveva attorno un alone arcano e sinistro, si parlava del teschio che King Diamond si portava dietro come mascotte del gruppo, di inspiegabili incidenti ai loro concerti...
Ma a parte questo c'erano alcune opinioni comunemente diffuse. Innanzitutto l'approccio del gruppo era progressivo: quanti riff ci sono in Into the coven ? E poi erano collocati nel segmento di testa  della fazione più duro più veloce più cattivo, destinati ad avere un influsso non secondario sulla prima generazione di gruppi thrash, senz'altro sui Metallica di Ride The Lighting, per esempio. Quando gli Slayer uscirono con Hell Awaits era opinione comune che il disco beneficiasse di un'influenza Mercyful Fate.
Com'è che un gruppo del genere sia stato etichettato (anni dopo il suo scioglimento) black metal è una cosa che mi ha sempre lasciato interdetto. Il corpse paint? King Diamond si era ispirato ad Alice Cooper e ai Kiss, vogliamo inserire tra gli antecedenti del black metal anche loro? Ah, ok: corpse paint più satanismo. Un po' poco per metterli assieme a Darkthrone e Mayhem.



La scaletta: due passi per il metal progressivo degli 80

giovedì 9 novembre 2017

Raw power - intervista - venerdì 10 novembre ore 20.30 garageradio.eu

FERA ritorna dopo una breve pausa con la chiaccherata con Mauro dei Raw Power (che ha coinvolto anche Riki Signorini, Antonio Cecchi e Alessandro Paolucci) registrata in occasione della bella serata al Newroz, a Pisa
Poco da fare, il nome dei Raw Power continua ad essere "il" nome per eccellenza, nel mondo, per quel che riguarda la storia dell'underground italiano, a dimostrare che certe storie lasciano segni persistenti.
Nell'intervista tra l'altro sono messi nero su bianco, per così dire, alcuni meccanismi della musica dal vivo, in Italia e nel mondo.



mercoledì 18 ottobre 2017

Il giro di boa del '90 - venerdì ore 20.30 www.garageradio.eu

Pesco due citazioni sul passaggio tra 80 e 90 da NYHC di Tony Rettman:


Durante l'era dei 90 nessuna delle band che avevano influenzato NYHC suonava come suonava il NYHC agli inizi... l'hardcore come cosa separata dal metal, il tipo di hardcore che ancora riconosceva il punk come un lontano cugino, questa roba era stata perlopiù spazzata via (Howe Abrams, In-Effect Records)

Mi ricordo che ero in tour con i Gorilla Biscuits in Europa. Qualcuno mi passò Bleach dei Nirvana e fu tipo "Wow!". Era il periodo in cui vennero fuori i Fugazi, e questo era anche più interessante per me, era qualcosa che mi sembrò più adulto a cui mi volevo attaccare (Jordan Cooper, Revelation Records)

(Ho la netta impressione che più di un veterano si ricordi di aver vissuto le stesse sensazioni ed impressioni).

Il metal è stato prevalentemente molto più refrattario ai venti del cambiamento. O forse no, visto che i gruppi grunge fecero le copertine delle maggiori riviste del settore internazionali, nei primi novanta. Ma il metal estremo sì, il cordone ombelicale col il thrash delle origini era quasi completamente reciso (poche eccezioni, Sadus, Sepultura prima di Roots)

Fatto sta che una buona istantanea del cambiamento in campo metal è costituita da questa compilation:


La mutazione nella percezione del metal estremo e della sua storia ha portato a una serie di visioni un po' storte in chi è cresciuto col metal nei 90. Di recente mi è capitato di sentir dire che il rapporto con l'HC punk è stato importante per il metal estremo, e che i gruppi più importanti in materia sono stati Siege e Larm (!). Oppure che il metalcore è il diretto discendente del crossover thrash (!!!).

Eppure... eppure il panorama offerto da questa copertina è parziale. All'epoca da Earache mi arrivavano promo (tape, test pressing, etc) anche di Naked City, Painkiller, Godflesh, Scorn: l'altra faccia del grind. E pure in campo HC e post-hc esisteva una vena non stagnante e non regressiva, dal punto di vista creativo. Al di là dei già citati Fugazi e alla prima versione della Rollins Band, si può immaginare una linea evolutiva che va da Neurosis e Rorschach fino a Converge e Dillinger Escape Plan, passando per i Botch.

Addendum: all'epoca, al volgere dei 90, le etichette indipendenti storiche come SST, Touch And Go, Dischord non facevano uscire quasi più niente di HC, . A causa della mia storia a me arrivavano contemporaneamente promo o dischi di Deicide, Sarcofago, Napalm Death, Jesus Lizard, Laughing Hyenas, Lard, Mark Lanegan, Skinyard. Inutile precisare da che parte pendevo. La scaletta sarà un excursus tra roba "troppo intelligente", come la definisce una mia conoscenza.


martedì 10 ottobre 2017

Roots, di nuovo - Venerdì 13 ottobre ore 20.30 www.garageradio.eu

A parte che mi ritrovo forse un po' troppo spesso nel fine settimana a riascoltare Wheels Of Fire dei Cream (contraddizioni, più il tempo passa più apprezzo i Cream, più invecchio più mi sta sulle scatole Clapton), è giunto il momento di una di quelle puntate che saranno considerate da due gatti e un quarto, come tutte quelle centrate sugli anni 60 e 70.
E' un po' di tempo che ho in testa una di quelle cose futili ma insistenti: ho più volte pescato dalle interviste di Metal Evolution di Sam Dunn, e non c'è bisogno che ripeta che se l'impianto dell'opera è più che discutibile il materiale che ha raccolto è qualcosa di abbastanza unico. Tra questo materiale c'è un'intervista a Randy Holden, inserita quando si parla di Blue Cheer. Ma Holden è stato nei Blue Cheer per una manciata di mesi, tre brani sul sul loro terzo lp, attività live e poi amen, per passare al suo progetto Population II. Sono arrivato ad ipotizzare che Holden sia stato intervistato perché Leigh Stephens, il chitarrista di Vincebus Ereptum, non aveva voglia di essere associato alla storia del metal e dell'hard rock (a differenza di Iggy Pop e Wayne Kramer), mentre Holden dieci anni fa era relativamente fresco di ristampa del suo unico album solista. Ecco le sue parole:

Per quel che mi riguarda suppongo di esser sempre stato attirato da tonalità minori e note potenti, tenevo la chitarra accordate in Re, un intero tono sotto, dai tempi in cui suonavo surf e lo facevo solo perché amavo il suono di quel tuono. Non lo so, ci sono nato, è qualcosa che mi fa dar via di testa. C'è qualcosa, c'è una bellezza in questo. Potevo sedermi e immaginare quale potesse essere il suono nelle vicinanze di una detonazione nucleare e pensavo che forse, avendo abbastanza amplificatori, uno avrebbe potuto quasi arrivarci...


Il Blue Cheer hanno inventato il metal? Non credo, ma sicuramente un filo rosso che li lega agli High On Fire c'è, eccome. Questione di spirito.