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giovedì 22 febbraio 2018

MuD - Venerdì 23 febbraio ore 20.30 garageradio.it

Venerdì in collegamento MuD, solido HC/Thrash dalla provincia abruzzese. Su fb li trovate qua, su bandcamp qua, e qua trovate due parole sulla loro ultima  fatica, The Sound Of Province (qui su bandcamp). Per i più pigri, visto che la recensione è mia, eccola qua.

Chi di dovere lo sa, con le recensioni ho smesso 25 anni fa (e le eccezioni sono pochissime). Questa mi è stata proposta in modo un po' vigliacco (detto con affetto). Faccio partire l'album su Bandcamp, vedo la partecipazione di Mauro Codeluppi (Raw Power, per chi non lo sapesse), e mentre "The Sounds Of The Province" scorre faccio altro... poi, ferma tutto: arriva una cover di "Solo Odio" degli Impact - fatta con la doppia cassa, o doppio pedale, per giunta. E chi di dovere sapeva di sicuro che avrebbe attirato la mia attenzione, quindi ecco qua la recensione.
Nati una decina di anni fa in provincia di Teramo, i MuD hanno iniziato con un crossover HC-Thrash Metal spostandosi poi verso sonorità più moderne - leggasi HC new school, anche se la cosiddetta new school tanto nuova non è, visto che è in giro da una ventina di anni. Durante la sua esistenza la band ha suonato molto in Italia e all'estero, quindi si tratta di gente che si è fatta le ossa e se le è fatte bene.
I MuD non ci raccontano niente di nuovo (del resto sono pochissimi i gruppi che solo provano a farlo) ma producono un album a cavallo tra nuovo HC e thrash potente, veloce, che a tratti ha il sapore del vecchio crossover thrash (e viene da pensare che tra cover e collaborazioni i riferimenti agli anni 80 siano decisamente voluti).
Per esperienza, di questi tempi basta poco a suonar bene in incisione, quindi vorrei avere occasione di vederli dal vivo: la dimensione live oggi come oggi è più che mai l'unica che consente di valutare davvero una band.

 Venerdì quattro chiacchere sulla loro storia, sull'ultimo album e via dicendo.



lunedì 12 febbraio 2018

GDHC, ancora, con Stefano "Tetano" (Lanciafiamme, Ravings) - Venerdì ore 20.30 www.garageradio.it

I Ravings, di Pisa, erano il gruppo del fratello di Syd, Gigi mi aveva detto che avevano preso il nome dal gruppo di John Belushi ai tempi del college. La lineup dei Ravings era frontman:Gigi, chitarre: Tim e Tom (due fratelli), basso Angelo, batteria: Stefano (il fratello di Syd). Syd e Lorelei avevano proposto che noi facessimo un tour con i Ravings, e fummo d'accordo. Così per il tour eravamo un gruppo di due van con dodici persone a bordo in tutto. A parte il piacere di farsi nuovi amici e di avere una compagnia del tour allargata, da questa decisione derivavano effetti positivi sia pratici che nelle pubbliche relazioni. In primo luogo i Ravings avevano lo vantaggio di status di fare un tour con un gruppo americano, poiché i gruppi americani erano richiesti nel circuito punk (il rock è musica americana, quindi c'è un senso di autenticità associato ad un gruppo americano). In secondo luogo i Ravings avrebbero accresciuto la credibilità ideologica mitigando le comunic critiche riguardo l'ingiusto dominio della scena da parte di gruppi americani, che sottraevano date ai gruppi europei - un altro esempio di imperialismo americano.
(False Prophets, field notes from the punk underground,  Steven Taylor)

Venerdì avremo in collegamento Stefano, ai tempi detto "Tetano", già in Lanciafiamme e Ravings, e ovviamente ci saranno anche Riki Signorini e Antonio Cecchi.




giovedì 8 febbraio 2018

Fireburn - Venerdì 9 febbraio ore 20.30 garageradio.eu

Intervista con Israel Joseph I, Fireburn 

Ripubblico, tradotta in italiano, l'intervista raccolta da Daniele di Sedation per il gruppo fb Hardcore Apocalypse Survivors

Don't stop the youth,  EP dei Fireburn, uscito per Closed Casket Activities, è stata sicuramente una delle migliori uscite del 2017 per quel che riguarda l'hardcore punk. Appena li si ascolta la testa ci dice "Bad Brains". Certo, ma non è tutto qua, c'è altro che vuol venir fuori e presto scopriremo (a breve un nuovo singolo e nel 2018 dovrebbe uscire un LP) che i Fireburn hanno una propia anima e una propria identità, e lo possiamo capire dalle parole del loro vocalist, Israel Joseph I, che con gran gentilezza e buona volontà ha trovato il tempo di rispondere alle mie domande anche se era in periodo molto indaffarato . Il gruppo è composto da Israel Joseph I (ex Bad Brains), Nick Townsend (Deadbeat, Knife Fight), Todd Jones (Nails, Terror) e Tood Youth (Bloodclot, Warzone, Danzing, Murphy's Law). Ascoltateli, non vi deluderanno di certo.

H.a.s.: se entrato nei Bad Brains in 1991, hai registrato Rise, sei andato in tour con Darryl Jenifer, Dr. Know e Mackie, li hai lasciati nel 1994, e poi ti sei di nuovo unito al gruppo nel 2008 per suonare dal vivo. E' stata una pesante responsabilità rimpiazzare un personaggio come HR? Che ci puoi dire di quel anni passati con una di quelle band che hanno fatto la storia dell'hardcore punk?

Israel Joseph I: Si è stata una pesante responsabilità. Ma la mia vita, la mia vita privata è anch'essa una pesante responsabilità e ho cercato di vivere secondo le cose a cui credo, e sono anche alcune delle cose in cui crede HR, come Ras Tafari. Inoltre capire che che ognuno è libero di prendere le proprie decisioni che a nessuno è stato chiesto di nascere qua sulla Terra così che tutti abbiamo diritto di imparare da quelli che sono venuti prima di noi e poi di pensare per conto nostro.
Riguardo gli anni con i Bad Brains: quando li incontrai avevo circa 20 anni e conoscevo la loro musica quindi fu facile per me cantare i loro pezzi. Comunque quel che è stato positivo, per me, sul piano musicale, è che mi permisero di scrivere i miei testi sulla musica di Rise, così da un punto di vista musicale è stata una grande esperienza perché mi hanno concesso libertà.
I Bad Brains hanno tracciato la strada del punk e dell'hardcore e io ho fatto del mio meglio per tener viva la tradizione del punk rock e del punk

H.a.s.: Dopo il mio primo ascolto dell'EP Don't Stop the Youth il mio primo pensiero è stato: perché Israel Joseph I ha aspettato così tanto per cantare di nuovo in un gruppo hardcore punk che non fossero i Bad Brains? Forse hai dovuto aspettare la gente giusta? So anche che hai prodotto musica di altro tipo...

Israel Joseph I: Ho passato molto tempo dopo i Bad Brains a pensare se avrei dovuto continuare con la musica o no. Ho avuto una brutta esperienza con i miei suldi e l'industria discografica. Alla fine dei 90 ho impiegato tempo a recuperare me stesso come avevo fatto da giovane, Ho fatto strani lavori, ho tenuto vive le amicizie, creato musica. Mi sono spostato da Los Angeles a New York nel 2002 e da allora sono restato lì. non ho mai smesso, con la musica perché la musica è dentro di me e non ho bisogno che l'industria mi dica che sono un musicista.
A un certo punto nel 2017 l'amico di un amico, Todd Youth, mi ha mandato un demo con della musica su cui stava lavorando. Appena l'ho ascoltato ho capito che quello era il sound che stavo aspettando per esprimere i sentimenti che avevo. E Fireburn è nato.

H.a.s.: Come hai conosciuto gli altri membri di Fireburn? Erano già tuoi amici di lunga data?


Israel Joseph I: Sai, nella vita credo che ci conosciamo tutti dopo esser nati per secoli e millenni su questo pianeta e lavorando a sanare le nostre anime o ad aiutare gli altri a sanare le loro. E' familiarià, sai? Detto questo io e Todd Youth ci siamo fisicament incontrati su questo mondo tramite la mostra d'arte di Daryl Jennifer a Los Angeles. Fratello Todd Youth aveva saputo che ero in città e poi mi mandò il demo via email. Quindi è stata una conoscenza benedetta. Ho conosciuto Nick e Todd J tramite Todd Youth e da allora siamo stati buoni amici

H.a.s.: Don't stop the youth  ha davvero un vibe Bad Brains e il tuo cantato ricorda molto i momenti migliori di HR; lo consideri un punto di partenza, una via da seguire o hai idee diverse per i nuovi pezzi?

Israel Joseph I: Veramente io non mi trovo somigliante a HR. Sono stato influenza da Johnny Rotten, sono stato influenzato dai Black Flag, sono stato influenzato dai GBH, sono stato influenzato da Ian McKay con i Minor Threat e sono stato influenzato da HR, e credo di provare a combinare tutte queste influenze. Sono stato ispirato anche da Prince, Bob Marley e tutto il reggae nel soul dei 70, dal blues, da Chuck Berry e Little Richard e da molti alti artisti che non hanno niente a che vedere con l'hardcore punk, il punk o la musica occidentale. Quindi credo di avere quella che in futuro sarà considerata una voce personale, ma certo HR è stata una grande ispirazione e sempre lo sarà to I and I.

H.a.s.: Don't stop the youth contiene un pezzo reggae, Jah Jah children, forse con un testo che parla di religione (non tutti conscono il significato di Jah). Puoi dirci qualcosa al riguardo, per te è importante credere nel tuo o in un Dio?

Israel Joseph I: La religione non è importante. La spiritualità e la conoscenza di Dio e l'empatia e l'amore per il tuo prossimo è importante. Uno spirito di servizio e lo spirito di aiutare gli esseri umani bisognosi di aiuto, ascoltare gli esseri umani che hanno bisogno di essere ascoltati, parlare con gli esseri umani che hanno bisogno che si parli con loro è lo spirito della Vera Religione
La sola religione ritenuta degna di questo mondo è l'empatia... la religione dell'empatia. L'amore è e sempre sarà la risposta. Non abbiamo scelta se non quella di livere secondo i comandamenti di Dio o di quello che noi chiamiamo Jah, essendo che "Dio" è solo un titolo e che qualsiasi "Dio" può rispondere a "Dio" quindi noi chiamiamo questo Dio con il suo Nome scritto nella Bibbia, JAH o YAH.
Dobbiamo capire che non possiamo vivere senza i comandamenti di empatia di JAH perché se lo facciamo allora abbiamo il mondo che esiste oggi, senza salvezza senza amore senza sicurezza
Così dovremmo sempre vivere per JAH LOVE e dovremmo sempre vivere per la potenza della forza creatrice. Creatrce. Crezione significa Vita, Creazione non è mai morte che inganna ruba o mente Creazione è sempre vita anche se alle volte deve distruggere per Creare alla fine è il Creatore e noi tutti siamo figli del Creatore
Questo è il motivo per cui il pezzo dice Jah Jah children. Jah è un suono antico. Jah Jah children perché alla fine siamo polvere di stelle. Alla fine siamo figli del Creatore. Alla fine siamo "la polvere della Terra"... Jah Jah Childern.

H.a.s.: Cosapensi dei gruppi che inseriscono nei loro brani un messaggio politico? Sei stato influenzato nelle tue opinioni politiche dai testi e dall'attività di questi gruppi?

Israel Joseph I: Credo che ogni gruppo che mai abbia avuto un messaggio politico dal primo calypso scritto a Trinidad all'inizio del XX secolo a tutta la musica dei 60 e dei 70 dal folk alle radici del rock and roll reggae, punk rock, a tutta la musica scritta negli 80 come hip hop e reagge ha il suo effetto e ci influenza tutti che noi lo sappiamo o no nel modo in cui nei 70 il reagge influenzò il rock e il rock influenzò la cultura.
Che lo sappiamo o no siamo influenzati da questi gruppi e credo sia importante e che sia sempre stato importante che la civiltà umana sia influenzata dalla musica, dalla creatività e dall'arte.
Perché è ciò che ci differenzia dagli animali. Musica, la creatività dell'arte visiva, filosofia, religione, matematica, scrittura scientifica, profezia, amore romantico, introspezione poesia, construzione di strumenti musicali, tra le altre cose è quello che ci separa dagli animali, che comunque stimo e amo molto Sono e sarò sempre influenzato dai miei pensieri sul mondo e li metterò sempre nella mia musica..

H.a.s.: Fireburn è come un supergruppo con te e gente come Todd Jones, Todd Youth, Nick Townsend. E' difficile aspettarci un album intero in tempi brevi?

Israel Joseph I: il 2018 se DIO vuole sarà un anno pieno di musica FIREBURN. Ancora musica, e ancora e ancora.


H.a.s.: C'è qualche progetto di tour negli USA o altrove?

Israel Joseph I: Il sentiero sembra portare da quella parte, sì.

H.a.s.:Grazie tante per il tuo tempo Ras Israel, tanti auguri, ho letto molte ottime reazione al vostro e EP e ne vogliamo ancora!

Israel Joseph I: Grazie a te, Daniele e come sempre, Yah Jah Ras Tafari Haile Selassie I bless.

Pics by Dan Rawe, Joe Calixto

Scaletta: tra i gruppi intrecciati con la storia dei componenti della band.



giovedì 1 febbraio 2018

Carlos Dunga - Venerdì 2 febbraio ore 20.30 garageradio.eu

E a questogiro, Carlos Dunga in collegamento, nella persona di Ivan, voce del gruppo.
Per chi non li conoscesse, su bandcamp li trovate qua .
Thrash Punk, Thrash Soccer Punx, in due parole thrashcore - che mi verrebbe da dire sia l'etichetta che viene messa a crossover thrash e hardcore vecchia scuola in tempi in cui se si dice HC i più pensano ad un clone dei Madball.
Sentiremo cosa hanno da dire loro al riguardo...



mercoledì 24 gennaio 2018

SLAYER, IL TOUR DELL'ADDIO - Venerdì 26 gennaio ore 20.30 garageradio.eu

Probabilmente sarà un lungo addio. A due anni dal trentennale di Reign In Blood, nel trentennale di South Of Heaven, gli Slayer annunciano l'ultimo giro.
Beh, per me era ora. Già detto e ridetto, per me gli Slayer erano la formazione originale, quella con Hanneman e Lombardo. La componente hardcore del gruppo, quella senza cui Reign In Blood non sarebbe venuto fuori in quel modo. Infatti mi ricordo di aver parlato con un "vecchio" della scena hc italiana, quando uscì Christ Illusion, ci sembrava quasi di aver ritrovato un gruppo eclissato da tempo.
Comunque è stata quella matrice lì, quella originaria, a fare degli Slayer quello che sono stati.
Le generazioni di metallari che hanno vissuto la propria adolescenza da fine 80 in poi già avevano perso parte del significato, non avevano idea del contesto, e a metà anni 90 all'uscita di Undisputed Attitude avrebbero storto il naso, ed espresso disgusto.
Quindi metterò in fila poche cose, così, per celebrare la fine di qualcosa che forse era rimasto ormai solo un monicker, ma che era QUEL monicker.

Quando nel 2011 chiesero a Dave Lombardo cosa lo aveva spinto a fare quel tipo di musica, così rispose:
Sai, il mio soprannome e ADDave perché sono come... un poco iperattivo. Se sono ancora iperattivo a 45 anni, a 16, 17 dovevo essere impossibile. Credo una combinazione tra questo e il fatto che mi piaceva il punk, fossero  Circle JerksDead Kennedys, Minor Threat semplicementente alimentò quel che già ero. (Metal Evolution, Banger Films, 2011)


Già, l'hardcore punk. Nell'area losangelena (e anche nella Bay Area) fin da subito gli Slayer non rimasero ignoti alla gente dell'hardcore, che vedevano loro e Metallica come crossover, gente che metteva assieme metallo e quel che era loro musica. Alcuni veterani pensano che ebbero responsabilità nel declino dell'hardcore americano:

Mike Watt (Minutemen): Negli Slayer e nei Metallica vedo davvero la responsabilità (del declino dell'hc, NdH). Queste band aggiunsero un contenuto tecnico che rese il tutto ancora più potente, anche se poi hanno finito per annacquarlo. Questi gruppi hanno voluto costruire sopra il vibe dei Flag, e mescolarlo con la loro tecnica. Slayer, quell'album, South Of Heaven, is the most massive fucking thing. Forse questo non sarebbe mai potuto esistere senza Rise Above, o Wasted, o Damaged. (American Hardcore, Stephen Blush)


Da ultimo torno a citare il cosiddetto Day In The Dirt, Exodus, Slayer, Suicidal Tendencies all'Acquatic Park di Berkeley, 1984 (ancora una volta, per quelli che pensano che la prima scena crossover sia stata NY). I Suicidal erano quelli del loro debutto-capolavoro, i metallari sotto il palco lì per lì pensarono: "ehi, questo non è un gruppo metal", ma poi rimasero completamente presi.

Il fratellino di Goodman, Tom, fece il suo primo stage dive al Day in the Dirt: "Avevo 14 anni, quaranta chili, un metro e mezzo, andavo a uno show metal con mio fratello e i suoi amici. Ricordo che avevo il mio giacchetto di jeans, coperto dalle toppe che mio fratello mi aveva dato. Tom Araya fece l'headbanging a "8", mentre suonava il basso, e pensai di non aver mai visto niente di così figo. Provai ad imitarlo ma mi venne mal di testa. Credo che sia stato durante il set degli Slayer che misi assieme il coraggio per salire sul palco. Ero così piccolo che quando entrai nel pit non arrivavo alla spalla di nessuno. Pensai di potermi tuffare come quelli grandi, ma mi buttai dal palco sentendo solo paura. Questo tipo, Big Wayne, per fortuna mi prese, completando il mio primo stage dive. (qua)

Nella foto, che si riferisce a quel concerto, vedete Jeff Hanneman con la maglietta dei COC che si porterà fin sul retro di copertina di Hell Awaits.
Questo racconta Reed Mullin, storico batterista dei COC:

Li conoscevamo perché avevamo suonato a LA e quando fecero il loro primo tour nazionale avevano una data a Baltimora e ci chiesero di suonare, Fu un grande show, Loro sapevano che avevamo autoprodotto il nostro primo album (Eye For An Eye, NdH), e parlarono di farci firmare con un'etichetta. Pensavamo che fosse una cosa detta per gentilezza. Successe col tour di Haunting The Chapel. Tom e Dave Lombardo dissero che ci avrebbero fatto firmare con Metal Blade. (qua)

Ecco, queste sono le fondamenta della leggenda Slayer, e capirete che chi li ha visti negli ottanta, ha visto qualcosa.



Slayer, Day In The Dirt, Berkeley, 1984


venerdì 19 gennaio 2018

Bull Brigade al Newroz - Venerdì 19 gennaio ore 20.30 garageradio.eu

Domani sera al Newroz, Pisa, Bull Brigade, Bomber 80 , Teppa , Mad Beat, dalle ore 21.
Quindi stasera un po' di OI! e dintorni, tra l'altro.
Ormai l'area OI!- skin è indispensabile in molti luoghi alla vita di una qualche scena. A Pisa città, grazie a OI! Block, si è ricominciato a vedere concerti che non si vedevano da un po', quindi onore a loro. Se volete sentirvi l'ultimo Bull Brigade lo trovate su bandcamp qua. Il link all'evento facebook invece è qua.




lunedì 8 gennaio 2018

Nido Di Vespe, Tondino BOI!s, I Missili, Sinners Squad e Coito Flambé @GOB, 4 gennaio 2018

Avrete notato una certa frequenza di live report di serate al GOB, Bicchio, Viareggio, qua sopra. Non è soltanto la relativa vicinanza geografica, è la qualità dell'offerta... a questo giro il GOB ospita Urli da San Cassiano On Tour live #2. Urli da San Cassiano è una compilation con Nido Di Vespe, Tondino BOI!s e I Missili, che trova il suo senso nel fatto che si tratta di tre gruppi "di buoni amici che condividono la stessa sala prove: un ex pollaio situato in una sconosciuta frazione della provincia di Lucca". C'è di mezzo anche Toscana Punk Rock, nella realizzazione. Se volete la potete scaricare qua.
La sera del quattro gennaio al GOB però ci sono anche gruppi fuori compilation: i Coito Flambé, che aprono, e la sorpresa (per me) del bill, Sinners Squad: dei quattro membri due li hanno in comune con i Tondino BOI!s e propongono un punk energico, basico ma molto molto funzionante. catchy, oserei dire. Nota di merito per loro, e mia sorpresa dovuta al fatto che non li conoscevo. Dopo di loro è il turno de I Missili. che aprono con una cover di Ring Of Fire, per poi andar avanti con il loro punk abbastanza anni 90, senza trascurare la loro cover di Fight For Your Rights (Beastie Boys).
I Tondino BOI!s al momento dal vivo continuano ad essere in netta crescita (l'ultima volta li avevo visti quasi un anno fa, sempre al GOB, sempre assieme a Nido Di Vespe). Per qualche strana serie di ragioni da studio continuano a non dare la stessa impressione che danno del vivo: ora come ora  sono uno dei migliori gruppi OI!-core che ho sentito, poco da fare. Conducono il loro set tra pezzi propri e cover, finendo con la loro versione di Frana La Curva (Erode), cantata in coro dal pubblico (l'anno scorso avevano fatto Contro Lo Stato dei Bloody Riot).
Tondino BOI!s, pic by Lisa Pi

Dato l'entusiasmo durante il set dei Tondino, Nido Di Vespe trova il pubblico abbastanza stanco e diradato.
Qualcuno li etichetta come gruppo grind. La definizione che danno di sé stessi, "grinding thrashcore" la trovo più appropriata. Sì, ok, il 50% della loro impostazione è improntata al grind. Ma il resto no. E hanno i pezzi (su tutti Tutto mi parla di te). Poi ai miei orecchi hanno un poco di affinità con il thrascore in spirito anni 80 (la T-Shirt degli Iron Reagan che spesso porta il chitarrista qualcosa vorrà dire).
In breve, un'altra eccellente serata per il GOB.

Nido di Vespe, pic by Lisa Pi